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Visa, Intervista a Enzo Quarenghi

 

Il gigante che gestisce 65mila transazioni al secondo, sempre più protagonista del nuovo ecosistema finanziario.

Il sistema dei pagamenti digitali ha messo il turbo in tutto il mondo, offrendo l’opportunità di cambiare sempre più e in meglio la vita di persone, imprese (banche e negozi in primis), pubbliche amministrazioni. Il tutto all’interno di una rivoluzione digitale spinta. Dello stato dell’arte, delle continue innovazioni e di quanto avverrà nel futuro, anche a breve, parliamo con Enzo Quarenghi, Country Manager Visa Italia.

Visa è leader mondiale nei pagamenti digitali. Un colosso globale con 3,5 miliardi di carte nel mondo, oltre a circa 54 milioni di esercizi. L’era dei pagamenti digitali sta avendo un’accelerazione impressionante, mai vista prima, che fa davvero intravedere la “cashless society”. In questo contesto, quali nuovi balzi in avanti sono all’orizzonte di Visa nell’ambito della sua mission di “connettere il mondo attraverso una rete di pagamento innovativa, affidabile e sicura, che consenta a privati, aziende ed economie di prosperare”?
Alle cifre da lei presentate sulla dimensioni di Visa aggiungo solo che la nostra piattaforma gestisce 65mila transazioni al secondo. Visa è una tech company, un grande abilitatore: abilita il consumatore finale, le imprese e gli esercenti a un’esperienza semplice, fruibile e funzionale, abilita le banche e gli istituti finanziari a sistemi sempre più sicuri ed efficienti. Aiuta le banche rendendo disponibili i dati, per un ecosistema finanziario trasparente e sicuro. Un’attività di abilitazione che fluidifica e amplia costantemente il sistema dei pagamenti digitali, in cui la terminazione del pagamento non è importante, perché può avvenire tramite carta o tramite un telefonino, o con altre terminazioni ancora. In questo quadro siamo protagonisti di un’innovazione continua, incessante, che aumenta costantemente l’estensione e la qualità delle abilitazioni alle transazioni e la loro sicurezza, con un contributo rilevante per la crescita dell’economia attraverso la spinta al commercio mondiale. Perché pagare in modo semplice, sicuro e pratico significa creare e diffondere benessere economico e sociale. Per dare un’idea della crucialità di questo ruolo pensi a cosa accadrebbe se il circuito Visa cessasse di funzionare, alle conseguenze per il sistema dei pagamenti e quindi per le persone, per le imprese, per l’economia.
Quanto alle innovazioni più recenti, vanno in tre direzioni;
a) verso gli esercizi commerciali nel campo dell’abilitazione dei terminali di accettazione per i pagamenti tramite il cellulare, l’Ipad, il pc e così via, insomma con i dispositivi che si usano tutti i giorni;
b) verso i consumatori con la tokenizzazione, per cui Visa Token Service rende lo shopping online molto più sicuro per i consumatori rimuovendo le informazioni sensibili dell’account, cosa che rende anche i commercianti meno appetibili come bersaglio per gli hacker, limitando il rischio di frode e di violazione dei dati;
c) verso la sicurezza con l’evoluzione del ‘back end’, attraverso algoritmi di intelligenza artificiale che aumentino ancora di più la nostra capacità di predire frodi.

Negli ultimi 5 anni Visa ha investito 5 miliardi di dollari per alimentare VisaNet, l’avanzato sistema di elaborazione globale che fornisce pagamenti sicuri e affidabili in tutto il mondo, oltre ad aver investito ulteriori 2 miliardi di dollari su crescita dell’innovazione e pagamenti innovativi. Cosa si prevede in termini di investimenti Visa per il futuro di medio periodo? 
Gli investimenti continueranno ad essere molto elevati, in linea con quelli degli ultimi anni, sfruttando le potenzialità di scala del nostro network, che è il più grande del mondo. E poi investimenti per acquisizioni strategiche, come il recente perfezionamento dell’acquisizione delle divisioni di Rambus, specializzate in servizi basati su token e di biglietteria. L’obiettivo è ampliare continuamente i servizi non solo da carta a pos, ma da carta a un’altra carta, da carta a conto corrente e viceversa. Abilitare insomma sempre più possibilità in tutto il mondo, cosa tra l’altro particolarmente rilevante in realtà, come ad esempio l’Africa, a basso tasso di bancarizzazione. E aggiungo in questo quadro la nostra grande attività nelle abilitazioni per il real time payment, con grande praticità e vantaggio di esercizi e clienti perché in tempo reale significa che la valuta è quella del momento dell’atto di acquisto. Ecco, i nostro investimenti vanno in queste direzioni con grande decisione e velocità.

La Direttiva Ue, nota come Psd2, che in pratica spinge fortissimo verso l’open banking, come a suo parere sta cambiando lo scenario del mercato dei pagamenti e, più in generale, del mercato finanziario? E, sempre restando all’Europa, da un paio di anni tutto il Continente ‘gira’ su un sistema unico Visa. Che cosa significa in concreto questo sistema unico Visa per tutti i vostri stakeholder, dai consumatori alle imprese, dalle banche alle pubbliche amministrazioni e così via?
La direttiva PSD2 spinge con decisione verso l’open banking e l’attivazione più ampia possibile dei pagamenti digitali, aprendo alla concorrenza e creando la cornice di un nuovo ecosistema finanziario. Grande importanza ha la possibilità di accedere ai dati mettendoli a disposizione da parte di ognuno, creando quindi un contesto aperto e competitivo. Ciò apre un campo molto grande in termini di fruizione, di implementazione dei servizi esistenti e di attivazione di nuovi servizi. In questo, come visto, Visa gioca il suo ruolo di player abilitatore primario. E non è secondario, in questo contesto, il fatto che Visa abbia raggiunto la possibilità di mettere a disposizione un identico sistema in tutto il mondo, VisaNet, facilitando e semplificando l’accesso al pagamento digitale, offrendo nuove opportunità a tutti i nostri stakeholder in tutte le parti del mondo.

L’Italia tra i Paesi dell’Unione europea continua a rappresentare un’anomalia negativa sui pagamenti digitali, che nel nostro Paese rappresentano ancora poco più del 20%, con l’uso del contante quasi all’80%. È vero che queste percentuali si stanno modificando, ma ancora troppo lentamente. Quali le ragioni di questa anomalia negativa? E che fare? Inoltre, è d’accordo con l’affermazione che “saranno i pagamenti digitali a far superare il gap italiano?”
Assolutamente d’accordo perché l’Italia è tra i Paesi con la più bassa penetrazione di pagamenti digitali in Europa (la Turchia è al 44%, noi siamo al 20% secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano). Purtroppo, questo deriva da un grande numero di fattori: in Italia ci sono mediamente 1,5 carte abilitate per ogni abitante ed è, in termini comparativi, il Paese europeo con il più alto numero di Pos. Che l’Italia sia in ritardo sui pagamenti digitali è quindi un fatto di cultura, di fiducia e di abitudine, oltre all’esistenza di un’area rilevante di economia sommersa, che per definizione non ‘gira’ sui pagamenti digitali. Tutti insieme dobbiamo affrontare questo ritardo culturale e promuovere il cambiamento delle abitudini, rimuovendo la concezione, del tutto errata, che il contante sia il mezzo più sicuro, quando è di tutta evidenza che si tratta del mezzo largamente più insicuro, perché può essere perso, rubato e falsificato. Tutti quelli che fanno una coda di mezz’ora per pagare con le monete ai caselli dell’autostrada per esempio, hanno un bancomat o una carta di credito, ma non si fidano a pagare in modo digitale. Non c’è fiducia e non c’è conoscenza, in questo contesto le istituzioni devono aiutare, lo stanno già facendo, il Governo sta mettendo in piedi una serie di azioni mirate alla diffusione dei pagamenti digitali, che secondo me avranno effetto. Da parte nostra poi, la mission di Visa è connettere il mondo attraverso una rete di pagamento innovativa, affidabile e sicura, che consenta a privati, aziende ed economie di prosperare. La nostra mission quindi non è di far pagare tutti con la carta, ma di lasciare scegliere le persone, facendo in modo però che la carta sia la scelta migliore possibile.

Lei è Country Manager Italia di Visa da meno di sei mesi e ha subito annunciato un cambio di passo del Gruppo nel nostro Paese, come il raddoppio del personale, l’apertura di una sede anche a Roma e l’ampliamento di quella di Milano. Anche e soprattutto con l’obiettivo di essere più vicini alle banche, comprese quelle di dimensioni medio-piccole, mettendo a disposizione ulteriori servizi di consulenza e le piattaforme di marketing per sviluppare campagne digitali. Ci può illustrare in sintesi l’intero spettro di questo ‘cambio di passo’?
Il cambio di passo significa innanzitutto organizzare una presenza più capillare sul territorio. Vogliamo aprire una sede a Roma per stare più vicino alle istituzioni, nonché ad alcuni dei nostri più grandi clienti, come Poste Italiane (il circuito Visa è infatti partner primario di Poste Italiane, ndr). I nostri pilastri strategici sono fondamentalmente 3: lavorare più a contatto con le banche in modo da dare un servizio migliore anche di consulenza e di fruizione della tecnologia che VISA sta sviluppando; il secondo è cercare di lavorare con le istituzioni per allargare la base di transato che va su carta; numero tre, fornire servizi e abilitare pagamenti digitali per i turisti, dato che l’Italia è la quinta destinazione turistica del pianeta, così da permettergli di avere un’esperienza di pagamento simile a quella che hanno nei loro paesi di provenienza.

In collaborazione con Stanford University, Visa ha lanciato uno dei più vasti studi globali esaminando la crescente domanda dei trasporti pubblici e privati e l’importante ruolo del commercio digitale nel guidare una crescita sostenibile. I pagamenti sono il fulcro di ogni forma di viaggio e continueranno a diventare sempre più completi man mano che le città si spostano verso il trasporto pubblico contactless, i pagamenti digitali per i parcheggi e i servizi di noleggio come biciclette o scooter. Voi in questo campo avete realizzato e state realizzando interessanti esperienze in primarie città italiane…
Milano è stata la prima a partire, abbiamo già abilitato Firenze e Roma è partita quest’anno; inoltre, stiamo lavorando anche su Venezia, Napoli e Genova. Abbiamo uno specifico ramo d’azienda dedicato al trasporto pubblico. Riguardo a Milano, nel 2019 sono stati circa 11 milioni i viaggi pagati con la carta di credito, che si aggiungono ai 6 milioni di biglietti fatti attraverso sms e QR code. In tutto, nel 2019, ci sono stati quindi 17 milioni di viaggi effettuati con pagamenti digitale attraverso vari device. E c’è ancora della strada da fare: anche dove i pagamenti digitali sono stati abilitati, l’esperienza non è completa, il tap to pay a Milano in metropolitana per esempio è abilitato solo su due tornelli.

C’è chi sostiene che la minore penetrazione in Italia dei pagamenti digitali sia anche dovuta a commissioni troppo care, ma lei ha più volte respinto con decisione questa tesi. Ci può fare il quadro della situazione su tale versante?
Confermo quanto ho detto: e cioè non solo che le commissioni praticate in Italia sono nella media europea, anzi sono un po’ più basse di tale media. Ma voglio anche specificare che il ritardo del Paese sul fronte dei pagamenti digitali non è comunque un problema di commissioni più alte o più basse. Ho citato prima il caso della Turchia, dove le commissioni sono più care di quelle italiane, ma i pagamenti digitali rappresentano il 44% del totale. Poi pensare che il contante non abbia costo è risibile, il contante è tra le cose più costose esistenti.

Dottor Quarenghi, guardiamo avanti di dieci anni. Quale sarà nel 2030 il sistema dei pagamenti in Europa e nel mondo?
La strada ce l’hanno indicata i Paesi del Nord Europa, nel 2030 l’uso del contante sarà ridotto ai minimi termini, se non del tutto cancellato, e vivremo davvero in un mondo tutto cashless. I terminali dei pagamenti saranno ancora più avanzati e i più diversi. In particolare, per effettuare i pagamenti digitali utilizzeremo largamente in maniera semplice ciò che portiamo indosso, dall’orologio ai vestiti, e oggetti come le automobili che potranno pagare il rifornimento da sole, senza aver bisogno di carte. Perché tutto sarà integrato e connesso. Vivremo in un ecosistema finanziario più integrato e avanzato, caratterizzato da pagamenti digitali e volano dello sviluppo economico attraverso la spinta al commercio mondiale. Visa sarà ancora una volta uno dei motori di questo processo, perché come detto stiamo lavorando per aprire tutte le soluzioni possibili, al fine di rendere sempre più facile a consumatori e imprese, tutte le imprese, l’accesso al pagamento digitale.

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