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I giochi di Orcel: UniCredit tra Mediobanca, Generali e Mps

- di: Marta Giannoni
 
I giochi di Orcel: UniCredit tra Mediobanca, Generali e Mps
Un risiko silenzioso ma potente: Orcel (foto) ridisegna gli equilibri della finanza italiana tra dismissioni, alleanze e sponde strategiche.

Orcel prepara la prossima mossa, ma il tavolo è già pieno

Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, gioca da mesi una partita sotterranea ma cruciale nel grande risiko bancario italiano. I suoi movimenti, sempre prudenti e mai urlati, disegnano un percorso che potrebbe incidere profondamente sui futuri equilibri tra Mediobanca, Generali e Monte dei Paschi. Non è solo una questione di partecipazioni azionarie: è una strategia a più livelli, dove ogni passo ha un obiettivo preciso e ogni silenzio un peso specifico.

Generali: partecipazione in uscita, ma con tatto

Il primo tassello riguarda Generali. La partecipazione di UniCredit nella compagnia assicurativa triestina è salita al 6,7%, ma Orcel l’ha definita apertamente “non strategica” in occasione di un recente intervento pubblico. L’obiettivo è chiaro: dismettere gradualmente la quota, evitando però scossoni al mercato e mantenendo, se possibile, un canale commerciale attivo con il gruppo guidato da Philippe Donnet.

L’uscita da Generali non avverrà in modo traumatico. Piuttosto, si sta delineando come una discesa controllata, in cui UniCredit monetizza una posizione redditizia per liberare risorse utili a nuovi scenari. Orcel mira a una maggiore focalizzazione sul core business bancario e meno su partecipazioni non coerenti con il piano industriale.

Mediobanca e l’ombra lunga di Mps

Il secondo tassello è rappresentato da Mediobanca. L’istituto guidato da Alberto Nagel si trova al centro di una sfida difensiva complessa: contrastare l’avanzata del Tesoro tramite Mps, che ha già fatto intendere di voler rientrare nella stanza dei bottoni della finanza milanese. Per reagire, Mediobanca ha lanciato una offerta pubblica di scambio (Ops) da oltre 6 miliardi di euro su Banca Generali, finanziata dalla cessione di una parte significativa della propria quota in Generali.

L’obiettivo non è solo rafforzarsi nel private banking. È anche – se non soprattutto – indebolire l’appetibilità di Mediobanca per eventuali scalate esterne, compresa quella temuta da parte di Mps. Il calendario è serrato: l’assemblea straordinaria dei soci di Mediobanca è stata anticipata al 21 agosto per accelerare l’operazione. Se entro il 18 agosto arriveranno tutte le autorizzazioni regolatorie, il via libera formale sarà una mera formalità.

Il doppio gioco: dismettere o rafforzare?

Ma qui entra in scena una possibile svolta. Non è da escludere che proprio Orcel, mentre dismette la propria quota in Generali, possa diventare un alleato strategico di Mediobanca, sostenendola indirettamente nell’operazione su Banca Generali. Un paradosso solo apparente.

La partecipazione di UniCredit nella compagnia assicurativa potrebbe essere ceduta in parte proprio per finanziare – o quantomeno per non ostacolare – i piani di Nagel, in chiave anti-Mps.

A rendere tutto più interessante è la disponibilità espressa da Generali stessa a negoziare non solo la cessione della controllata, ma anche un nuovo accordo di distribuzione dei suoi prodotti con Mediobanca. La parola chiave è “commercialità”, che torna sempre più spesso nelle dichiarazioni ufficiali dei gruppi in gioco.

Le manovre silenziose di Orcel

In tutto questo, UniCredit mantiene un basso profilo. Dopo

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