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Ucraina, Microsoft: "Gli attacchi informatici potrebbero essere crimini di guerra"

- di: Daniele Minuti
 
Ucraina, Microsoft: 'Gli attacchi informatici potrebbero essere crimini di guerra'
Gli attacchi informatici con chiare finalità politiche (cioè che partono da Stati, che li incoraggiano, quando addirittura non ne facciano una strategia) sono ormai un problema con il quale fare costantemente i conti. E quanto più aggressivo è questo fenomeno, tanto più aumentano le preoccupazioni perché, attraverso esso, si perseguono obiettivi che possono avere gravi ripercussioni sulle persone. Ecco perché uno dei giganti della tecnologia, Microsoft, ha avanzato, ormai da tempo, la richiesta che sugli attacchi informatici si rediga una nuova Convenzione di Ginevra che governi il cyberspazio.

Conflitto in Ucraina, secondo Microsoft gli attacchi informatici potrebbero essere crimini di guerra

Ma, oggi, Microsoft va oltre, ipotizzando che gli attacchi informatici in qualche modo legati alla guerra in Ucraina, potrebbero essere considerati crimini di guerra, in base al diritto internazionale esistente.

Qualche giorno fa Microsoft ha reso noto di avere individuato un nuovo software, definito "offensivo e distruttivo", che ha preso di mira le istituzioni ucraine appena poche ore prima che le truppe russe invadessero il Paese. Una cosa che non fa certo pensare ad una coincidenza.

Una scoperta che, sollevando ''serie preoccupazioni ai sensi della Convenzione di Ginevra'', ha spinto Microsoft, come ha affermato in un post il suo presidente, Brad Smith, a condividere informazioni con il governo ucraino sui singoli episodi di hackeraggio.

Ciò che appare evidente, nella presa di posizione di Microsoft, è che quello che, per anni, è stato un solo dibattito sull'etica dell'informatica, oggi è superato dai fatti e bisogna prendere consapevolezza che i governi devono attrezzarsi, anche da un punto di vista normativo, per frenare la deriva eversiva degli attacchi informatici.
Già nel 2017 lo stesso Smith aveva definito il cyberspazio "un potenziale campo di battaglia nuovo e globale", chiedendo ai governi un impegno ufficiale - appunto una Convenzione di Ginevra sul digitale - affinché si astengano dall'usare attacchi informatici contro obiettivi civili o infrastrutture critiche.
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