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Trump pronto a varare i nuovi dazi: “Sarò molto gentile”, ma i mercati tremano

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Trump pronto a varare i nuovi dazi: “Sarò molto gentile”, ma i mercati tremano

Donald Trump ha scelto un tono insolito per preannunciare la nuova ondata di dazi statunitensi che sarà ufficializzata domani. “Sarò molto gentile”, ha detto con un mezzo sorriso durante un incontro con gli imprenditori americani, lasciando intendere che i nuovi balzelli sull’import saranno “molto più bassi” rispetto a quelli che altri Paesi impongono agli Stati Uniti. Un messaggio che prova a rassicurare i mercati dopo settimane di tensione, ma che nasconde un cambio di passo deciso nella politica commerciale americana. Trump vuole ridisegnare l’intero schema degli scambi internazionali, e lo sta facendo con un’arma semplice e potente: le tariffe.

Trump pronto a varare i nuovi dazi: “Sarò molto gentile”, ma i mercati tremano

L’annuncio del presidente non ha però calmato i mercati. Anzi, ieri le borse europee hanno bruciato 245 miliardi di euro in una sola giornata, e anche Wall Street ha registrato il peggior trimestre dal 2022. Gli investitori temono che la nuova stagione di dazi possa riaccendere le tensioni commerciali a livello globale, proprio mentre l’economia mondiale prova a reggere l’urto delle crisi geopolitiche in Ucraina e in Medio Oriente. L’effetto domino è già iniziato: il Vietnam ha annunciato una riduzione dei propri dazi per evitare ritorsioni, mentre il Messico ha chiesto ufficialmente a Washington di mantenere in piedi l’accordo di libero scambio Nafta.

Lagarde e Georgieva avvertono: l’incertezza è il vero rischio

Anche dal fronte delle istituzioni economiche arrivano segnali di allarme. Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha definito questa fase “un’occasione per l’Europa di accelerare verso una maggiore indipendenza economica”, ma ha sottolineato che il rischio è quello di un ulteriore rallentamento della crescita. La numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, ha parlato senza giri di parole: “Non vediamo al momento un impatto drammatico sui dati, ma il rischio di dover rivedere le stime al ribasso è molto alto”. Dietro le dichiarazioni ufficiali si legge la preoccupazione di un equilibrio che potrebbe rompersi da un momento all’altro.

Un precedente che pesa: la guerra dei dazi del 2018
La memoria dei mercati torna indietro di sette anni, al 2018, quando fu proprio Trump a dare il via alla guerra dei dazi contro la Cina e contro altri partner commerciali. Allora, gli effetti sulle catene di approvvigionamento globali furono pesanti: costi aumentati, rallentamenti nelle consegne, inflazione che si era già messa in moto ben prima della pandemia. Ora, quel copione rischia di ripetersi, con la differenza che il mondo è più fragile di allora e le tensioni internazionali sono molto più alte.

Un equilibrio instabile tra politica interna e commercio globale
Dietro la scelta del presidente americano c’è anche la politica interna. Trump vuole dare un segnale forte all’elettorato che lo ha riportato alla Casa Bianca: gli Stati Uniti devono tornare a essere “first”, prima di tutto e di tutti. Ma questa strategia, che punta al consenso interno, rischia di destabilizzare un sistema commerciale già messo alla prova da anni di crisi. Il messaggio ai partner è chiaro: l’America non farà più concessioni, e chi vorrà esportare verso gli Usa dovrà pagare un prezzo. Resta da capire se, questa volta, il costo non ricadrà anche sugli americani stessi.

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