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Trentino, la richiesta di Confcommercio: “Riconvertire gli alberghi dismessi in alloggi”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Trentino, la richiesta di Confcommercio: “Riconvertire gli alberghi dismessi in alloggi”

In Trentino la questione casa è diventata un nodo strutturale che incide sull’economia reale più di quanto non sembri. A denunciarlo è Marco Fontanari, vicepresidente di Confcommercio Trentino (nella foto), che lega direttamente la scarsità di alloggi alla difficoltà delle imprese nel trovare e trattenere lavoratori. Il deficit abitativo non è soltanto un problema sociale, ma un freno allo sviluppo turistico e produttivo: meno case disponibili significa meno forza lavoro stabile, più turnover, minore attrattività del territorio per i professionisti stagionali e permanenti.

Trentino, la richiesta di Confcommercio: “Riconvertire gli alberghi dismessi in alloggi”

Fontanari giudica positiva la revisione normativa proposta dalla Giunta provinciale in materia di edilizia abitativa, ma chiede un ampliamento dei beneficiari dei contributi pubblici. Non solo persone fisiche, sostiene, ma anche piccole e medie imprese che intendono riconvertire immobili oggi destinati a locazioni brevi o comunque inutilizzati. Il patrimonio immobiliare fermo, infatti, rappresenta secondo Confcommercio una risorsa “dormiente” che potrebbe essere recuperata con interventi mirati e forme di cofinanziamento pubblico–privato.

La proposta: recuperare gli alberghi dismessi
Il nodo centrale è però la riconversione degli alberghi dismessi, un tema più volte evocato e mai affrontato in modo sistematico. «C’è la necessità di riprendere con urgenza il progetto relativo alla riconversione degli alberghi dismessi a fini abitativi o di accoglienza della manodopera», afferma Fontanari. La questione non è solo architettonica o urbanistica: riguarda l’equilibrio tra economia del turismo, sostenibilità dei territori e tenuta del mercato del lavoro.

Costi elevati e strumenti finanziari insufficienti
A ostacolare il percorso di riconversione ci sono fattori ben conosciuti dagli operatori: costi di ristrutturazione spesso superiori alla sostenibilità economica, assenza di strumenti finanziari adeguati, rischio concreto di deterioramento progressivo degli edifici lasciati vuoti per troppo tempo. Confcommercio invita la Giunta a colmare queste lacune con misure dedicate, fondi a supporto delle ristrutturazioni e modelli di partenariato che consentano agli investitori di sostenere gli interventi senza assumere un rischio eccessivo.

Un tema economico e sociale insieme

Nel ragionamento di Fontanari si intrecciano i due piani che oggi condizionano non solo il Trentino, ma molte aree turistiche italiane: la capacità di attrarre lavoratori e la possibilità per i residenti di trovare un alloggio compatibile con i redditi medi. La crescita del turismo e l’esplosione delle locazioni brevi hanno ridotto l’offerta abitativa, rendendo più difficile la stabilizzazione della manodopera. La riconversione degli alberghi dismessi, se accompagnata da un adeguato impianto normativo e finanziario, potrebbe diventare una delle leve per riequilibrare il mercato.

Una manovra da rafforzare
La manovra finanziaria provinciale, nelle parole di Confcommercio, rappresenta un primo passo ma non basta a sciogliere nodi accumulati nel tempo. Servono investimenti mirati, progettazione condivisa e una strategia che guardi oltre le urgenze, per trasformare immobili oggi bloccati in asset sociali e produttivi.
Il messaggio all’esecutivo provinciale è chiaro: senza una politica abitativa robusta, la capacità del territorio di competere e crescere rischia di essere compromessa.

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