Stato d'emergenza: la proroga proposta dal Governo terrà ancora gli italiani sotto tutela

- di: Redazione
 
Il Governo Draghi - con il presidente del consiglio che forse è troppo preso da questioni che riguardano il futuro del Quirinale - sembra non avere più il polso della situazione del Paese perché, se dovesse avere esito positivo l'iter del disegno di legge proposto dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Daniele Franco, l'Italia vedrebbe prorogato il regime dello stato d'emergenza fino al 31 dicembre del 2022.

Proposta di slittamento dello stato d'emergenza fino alla fine del 2022

Con un calcio nel didietro di una nazione che, anche se è ancora alle prese con la pandemia, non ce la fa più a vivere la segregazione come una condizione da cui non si può uscire. E' un po' come mettere le mani avanti, preparandosi alle ipotesi peggiori in relazione all'evoluzione della pandemia. Ma anche il massimo della prudenza non autorizza al mantenimento di paletti e confini alla libertà delle persone. Perché lo stato d'emergenza è come l'aria: non si vede, ma c'è e condiziona.

Viene da dire che non si possono programmare altri dodici mesi (lo ripetiamo: dodici mesi) di stato d'emergenza senza che ci siano evidenze scientifiche che giustifichino il prolungamento della durata di un provvedimento. Perché lo stato d'emergenza dovrebbe essere eccezionale e invece lo si vuole rendere costante, come se fosse naturale vivere sempre in un clima in cui le cose che si fanno sono solo quelle che sono permesse dal governo.
La democrazia ha altri tempi e altre prerogative che non sono e non possono essere quelle previste da una condizione emergenziale - decisa solo dal governo - che è limitativa della libertà del singolo e che non sembra avere fine.

La decisione di dichiarare lo stato d'emergenza, all'esplodere della pandemia, fu presa dal Governo del tempo che aveva - perché certamente l'aveva - una riconosciuta giustificazione nel momento in cui l'Italia (come il resto del mondo) non aveva strumenti per difendersi dal dilagare del contagio.
Ma ora, con la campagna vaccinale che va avanti e con la crescita costante della percentuale della popolazione che ha fatto la terza dose, pensare oggi che lo stato di emergenza deve andare avanti per un altro anno non è un eccesso di prudenza, ma una totale sottovalutazione dei diritti delle persone.
Non si parla, qui, di violazione delle leggi o della Costituzione, ma piuttosto dell'autoreferenzialità che il Governo si sta riconoscendo, ritenendosi in grado di prevedere il futuro e, quindi, se abbiamo capito bene, anche di essere pessimista su quale sarà l'evoluzione della condizione in cui vive il Paese.

La cosa che però stride con la ragionevolezza è che la possibilità che il governo si vuole concedere di proseguire fino al 31 dicembre (e chi può dire che il termine possa essere ulteriormente spostato in avanti nel tempo?) è in netto contrasto con quello che stanno facendo altri Paesi che, muovendosi sempre con grande cautela (come insegna la Francia) guardano al futuro con un minimo di concreto ottimismo. Non può essere certo preso ad esempio Boris Johnson, le cui aperture sono giustificate da problemi politici e non già da risultati realmente tranquillizzanti sul fronte del contrasto alla pandemia.
Allo stesso modo, però, non si può chiudere un intero Paese in un recinto fatto di negazioni, divieti, prescrizioni.
Comunque, se il Governo voleva alimentare le tesi di quelli che vedono nelle sue decisioni delle sconfitte della libertà di tutti, c'è perfettamente riuscito.
Il Magazine
Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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