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Spagna al comando della crescita in Europa ma con ombre su inflazione

- di: Bruno Coletta
 
Spagna al comando della crescita in Europa ma con ombre su inflazione

Spagna al comando della crescita in Europa ma con ombre sull’inflazione

Il Pil iberico accelera più della media Ue: tra 2025 e 2027 un +2-3% annuo, mentre inflazione e disoccupazione restano sopra la media del blocco.

(Foto: il premier spagnolo Pedro Sanchez).

La Spagna si prepara a dominare la scena economica europea nei prossimi anni: le previsioni più recenti indicano un’espansione del Prodotto Interno Lordo ben al di sopra della media dell’area euro, pur in presenza di alcune criticità da non sottovalutare.

Una crescita superiore alla media Ue

Secondo le stime pubblicate da diverse istituzioni internazionali, la Spagna dovrebbe registrare un tasso di crescita del Pil pari a circa il 3,0% nel 2025, seguito da una moderazione nel 2026 a +2,3%.

In particolare, l’OECD segnala un +2,4% per il 2025 e un +1,9% per il 2026. Questa crescita risulta significativamente superiore alle previsioni per l’area euro, dove l’attività economica è stagnante o cresce in modo modesto.

Domanda interna e lavoro: i motori del rilancio

La chiave del buon andamento spagnolo risiede soprattutto nella domanda interna: consumi privati in ripresa, forte spinta degli investimenti in macchinari ed equipaggiamenti e un mercato del lavoro che continua a sorprendere. Secondo uno studio della BNP Paribas Economic Research, l’occupazione ha raggiunto un record con circa 21,6 milioni di iscritti alla previdenza sociale a luglio, e il tasso di disoccupazione era sceso al 10,4%.

Un articolo del International Monetary Fund evidenzia che la Spagna è diventata “la grande economia sviluppata a crescere più rapidamente” grazie a un modello più equilibrato e inclusivo, con riforme, forte creazione di posti di lavoro e un surplus delle partite correnti record.

Ma i rischi restano: inflazione, produttività e profilo esterno

Tuttavia, non tutto è rose e fiori. L’inflazione in Spagna resta superiore a quella dei principali partner europei, alimentata da servizi turistici, salari in crescita e costi trasferiti alle imprese.

Inoltre, la produttività per lavoratore resta un punto debole, come evidenziato dall’IMF: «la sfida consiste nel rilanciare la produttività per accrescere i redditi pro capite». Anche sul fronte esterno si profilano nubi: l’export spagnolo, pur solido, potrebbe risentire della debolezza dei partner europei e dell’inasprimento delle tensioni commerciali a livello globale.

Un vantaggio competitivo da sfruttare

La Spagna ha saputo trasformare alcune debolezze strutturali in opportunità: l’investimento nei settori delle energie rinnovabili, l’attrazione di investimenti esteri diretti, la diversificazione del turismo verso servizi digitali e ad alto valore aggiunto. Questi fattori contribuiscono a rendere il modello spagnolo più resistente e competitivo.

Quale scenario per i prossimi anni?

Se la previsione si confermerà, la Spagna potrà mettere a segno una crescita superiore per almeno tre anni consecutivi rispetto alla media europea. Ma è fondamentale che le riforme proseguano, che l’inflazione venga contenuta, che la produttività aumenti e che il paese mantenga un profilo esterno equilibrato.

Insomma, la Spagna corre. E se il motore interno tiene, il traguardo non è solo quello di crescere più degli altri, ma quello di consolidare un modello che duri nel tempo.

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