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Regali di Natale, consumi in frenata: spesa stabile per il 50% degli italiani

- di: Anna Montanari
 
Regali di Natale, consumi in frenata: spesa stabile per il 50% degli italiani

Il Natale 2025 conferma un quadro di consumi prudenti e fortemente condizionati dal contesto economico. Secondo l’European Holiday Outlook 2025, per un italiano su due la spesa natalizia resterà allineata a quella del 2024, mentre oltre un quarto prevede una riduzione del budget. Un dato che segnala una sostanziale tenuta dei consumi, ma senza alcuna spinta espansiva, coerente con una fase di crescita debole e potere d’acquisto ancora sotto pressione.

Regali di Natale, consumi in frenata: spesa stabile per il 50% degli italiani

Il 50,5% degli italiani dichiara di voler spendere quanto lo scorso anno, una quota leggermente superiore alla media europea. Tuttavia, la percentuale di chi intende ridurre la spesa (26,4%) è nettamente più elevata rispetto al dato europeo, mentre solo il 19,1% prevede un aumento del budget. Il dato segnala un atteggiamento di difesa più che di rilancio, con famiglie orientate a preservare l’equilibrio finanziario piuttosto che a sostenere la domanda.

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L’aumento del costo della vita resta il principale fattore di compressione dei consumi. Oltre il 52% degli italiani indica il caro vita come motivo per ridurre la spesa natalizia, una quota superiore alla media europea. A questo si aggiunge il peggioramento percepito della situazione finanziaria personale, che rafforza comportamenti di risparmio e una maggiore selettività negli acquisti, con effetti diretti sulla domanda interna.

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I tagli si concentrano principalmente sui regali, sulle decorazioni e sugli acquisti legati all’atmosfera natalizia, più che su viaggi o esperienze. Dal punto di vista economico, si tratta di una riallocazione della spesa che privilegia le voci percepite come meno essenziali, senza però rinunciare completamente ai consumi, ma ridimensionandoli per restare entro vincoli di budget più stringenti.

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Il contesto economico incerto incide anche sul clima emotivo dei consumatori. In Italia lo stress legato allo shopping natalizio supera la media europea e coinvolge oltre un terzo degli intervistati. La pressione non deriva solo dalla gestione del tempo, ma soprattutto dalla necessità di conciliare aspettative sociali e vincoli finanziari, un elemento che contribuisce a raffreddare ulteriormente la propensione alla spesa.

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L’uso di strumenti digitali accompagna questa fase di razionalizzazione dei consumi. Un terzo degli italiani utilizza app e piattaforme online per lo shopping natalizio, mentre il 12% ricorre alla Generative AI per orientare le scelte di acquisto. Più che stimolare nuova domanda, questi strumenti sembrano rispondere a un’esigenza di efficienza, confronto dei prezzi e controllo della spesa, coerente con un comportamento di consumo più difensivo.

Nel complesso, il Natale 2025 si conferma come un indicatore anticipatore del ciclo dei consumi: stabilità apparente, ma senza slancio, con famiglie orientate alla gestione del rischio economico più che alla ripresa della spesa. Un quadro che lascia intravedere un avvio del 2026 ancora condizionato dalla prudenza e dall’attenzione ai conti domestici.

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