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Poste Italiane, Lasco: "Promessa mantenuta, nessuna chiusura nei piccoli centri"

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Poste Italiane, Lasco: 'Promessa mantenuta, nessuna chiusura nei piccoli centri'

«Tre anni fa abbiamo promesso di non chiudere gli uffici postali nei comuni sotto i 5 mila abitanti, e abbiamo mantenuto quell’impegno». Così Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane, ha aperto il suo intervento alla quinta edizione dell’Abruzzo Economic Summit, svoltasi oggi a Pescara.

Poste Italiane, Lasco: "Promessa mantenuta, nessuna chiusura nei piccoli centri"

Il manager ha sottolineato come la scelta sia stata strategica non solo per preservare la centralità delle aree interne, spesso penalizzate dallo spopolamento, ma anche per rafforzare il ruolo di Poste come infrastruttura sociale ed economica del Paese.

Centralità dei territori e coesione nazionale
«Investire nei piccoli centri – ha detto Lasco – vuol dire fare sistema Paese ma anche business, perché significa valorizzare comunità che rischiano di rimanere ai margini dei grandi flussi economici e digitali».
Secondo il direttore generale, mantenere aperti gli uffici postali nei piccoli comuni ha consentito di assicurare continuità di servizi essenziali, come il pagamento delle pensioni, i servizi finanziari e assicurativi, il ritiro e la consegna della corrispondenza, rafforzando al contempo la fiducia dei cittadini verso un’azienda che presidia il territorio.

Un presidio sociale oltre il servizio postale
Lasco ha evidenziato che, in molte comunità delle aree montane o interne, l’ufficio postale è spesso l’unico presidio di prossimità, soprattutto per gli anziani e per chi non ha dimestichezza con i canali digitali.
«La nostra presenza non è soltanto una scelta economica ma anche un atto di responsabilità sociale – ha spiegato –. Sappiamo che nei piccoli comuni l’ufficio postale è un punto di riferimento, un luogo di relazione, che aiuta a contrastare l’isolamento e lo spopolamento».

Innovazione e transizione digitale inclusiva
Nel suo intervento, il direttore generale ha ricordato che Poste Italiane ha investito in questi anni nella modernizzazione degli uffici postali, portando i servizi digitali anche nelle aree rurali e montane.
Grazie a sportelli evoluti, piattaforme online e applicazioni mobili, oggi è possibile effettuare pagamenti, aprire conti o richiedere servizi assicurativi in modo rapido, ma senza abbandonare chi preferisce il contatto diretto con l’operatore.

«La transizione digitale deve essere inclusiva e non lasciare indietro nessuno – ha dichiarato Lasco –. La nostra sfida è combinare innovazione tecnologica e vicinanza territoriale, per essere davvero un’infrastruttura al servizio del Paese».

Un modello di business sostenibile
Lasco ha infine sottolineato come il mantenimento e il rafforzamento della rete di sportelli nei piccoli comuni si sia rivelato anche una scelta redditizia nel medio-lungo periodo: la capillarità del servizio ha permesso di consolidare la fidelizzazione dei clienti, di ampliare l’offerta di servizi finanziari e assicurativi e di rafforzare il posizionamento di Poste come partner delle istituzioni locali.

«Abbiamo dimostrato – ha concluso – che il presidio territoriale non è un costo improduttivo ma un investimento per lo sviluppo. La fiducia delle comunità si traduce in valore, per Poste e per il Paese».

L’intervento di Lasco al summit abruzzese ha ribadito l’impegno di Poste Italiane a rimanere una presenza stabile e affidabile anche nelle aree meno popolate, facendo della coesione territoriale e dell’inclusione sociale uno degli assi portanti della strategia aziendale per i prossimi anni.

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