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Schlein e De Luca sbloccano la Campania: Fico candidato “a testa alta”

- di: Bruno Coletta
 
Schlein e De Luca sbloccano la Campania: Fico candidato “a testa alta”

Dalla Toscana alla Puglia, il centrosinistra si ricompatta. Il centrodestra resta spaccato sul dopo Zaia. Election day sul tavolo: rischio rimescolamento.

(Foto: Roberto Fico).

Il disgelo che cambia il gioco

Il 17 luglio 2025 segna un giorno spartiacque per la Campania: dopo mesi di gelo politico, Elly Schlein (PD) e Vincenzo De Luca hanno sancito un’intesa che spalanca le porte a Roberto Fico (M5S) come candidato alla presidenza regionale. L’incontro, avvenuto *“mercoledì sera”* al Nazareno a Roma, ribalta una situazione rimasta a lungo bloccata: De Luca, che fino ad oggi ha sempre mostrato riserve verso il M5S, ha tolto il veto, a patto di preservare la continuità col suo programma, specie sui rifiuti, e legittimare una lista civica – chiamata per ora *“A testa alta”* – per garantire una sua centralità nell’ultima fase.

De Luca detta condizioni e strategie

Secondo fonti locali, il governatore uscente non scenderà in lista ma vuole imporre il congresso del PD regionale prima delle elezioni per sciogliere il commissariamento attivo dal 1° aprile 2023. Ha inoltre avanzato richieste precise: presenza qualificata nella futura giunta e un ruolo nazionale per il figlio Piero, oltre alla garanzia di mantenere la linea attuale sui rifiuti. La lista civica, su cui punta moltissimo, dovrebbe consentirgli di rimanere influente: *“A testa alta”* ambisce a mobilitare i suoi fedelissimi e stabilire le condizioni di una maggioranza regionale stabile.

Giani, Ricci, Decaro: staffetta del centrosinistra

La sinistra si compatta anche altrove. In Toscana Eugenio Giani, dopo dialoghi con Schlein, sembra in dirittura di una ricandidatura. Nelle Marche, l’eurodeputato PD Matteo Ricci è avanti nella corsa. In Veneto, l’ex sindaco di Treviso Giovanni Manildo ha già dato il via alla sua campagna da Padova. In Puglia, però, resta aperto il triangolo Decaro–Emiliano–Vendola, dove Andrea Decaro scalda i motori, ma i due ex governatori contano ancora sulla loro presenza politica.

Centrodestra: muro sul dopo Zaia e Meloni al comando

Sul fronte opposto, il centrodestra sembra ancora impantanato. In Veneto, la Lega guidata da Salvini spinge per un candidato leghista — si parla dell’ex senatore Alberto Stefani — mentre FdI, sotto il pressing di Meloni, vuole imporre un nome di bandiera, come Speranzon o Zoppas. Salvini prova a stemperare, proponendo Zaia come possibile ministro in caso di vittoria, ma Fratelli d’Italia sembra pronto a prevalere: *“Altrimenti decido io”*, avrebbe detto la premier. Il vertice tra Meloni, Salvini, Tajani e Lupi, fissato per lunedì prossimo, sarà cruciale per dirimere la crisi veneta.

In Toscana, la Lega ha delegato a Roberto Vannacci la campagna elettorale, segno di una strategia più difensiva che offensiva.

Il possibile election day

Ancora da decidere se le regionali si terranno con un election day condiviso. Al momento, sul tavolo ci sarebbe un’intesa governo-Regioni, ma senza imposizioni da Roma; l’opzione serve a evitare sovrapposizioni con le amministrative.

Le prospettive nel centrosinistra e nel centrodestra

Il centrosinistra sembra finalmente aver ingranato la marcia. L’accordo Schlein–De Luca non è solo una mano tesa al M5S, ma una nuova alleanza strutturata, con regole chiare e ruoli definiti. La numerosa lista civica garantirà al governatore una leva di comando sostanziale, e consentirà al nome simbolo Fico di presentarsi da outsider con un progetto credibile.

Il centrodestra, invece, naviga a vista. La crisi veneta rischia di compromettere l’unità del centrodestra, e la decisione di Meloni potrebbe pesare tanto sull’assetto locale quanto su quello nazionale. Se il muro si ridurrà a uno scontro interno, la sinistra potrebbe raccogliere i frutti politicamente.

Sul piano elettorale, le prossime settimane saranno decisive. Da un’alleanza PD–M5S forte in Campania, alle fibrillazioni nel centrodestra, fino all’eventuale election day: tutti elementi che cambieranno gli equilibri regionali e forse sembreranno precorrere scelte simili a livello nazionale.

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