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Oxfam al G20: ricchezza dei miliardari +2,2 trilioni nel 2024

- di: Alberto Venturi
 
Oxfam al G20: ricchezza dei miliardari +2,2 trilioni nel 2024

Nel documento diffuso alla vigilia del G20, Oxfam chiede un’azione incisiva per garantire una tassazione effettiva e realmente progressiva dei patrimoni più elevati, come promesso un anno fa al summit di Brasilia. L’organizzazione denuncia che in molti Paesi del G20 – Italia inclusa – i contribuenti più ricchi versano, in proporzione alla loro ricchezza o al loro reddito, meno imposte dirette, indirette e contributi rispetto ai cittadini con redditi più bassi.

Oxfam al G20: ricchezza dei miliardari +2,2 trilioni nel 2024

Un divario che si allarga grazie alla capacità dei super-ricchi di strutturare i propri asset minimizzando il reddito tassabile e sfruttando ampie possibilità di occultamento offshore. Oxfam chiede anche di contrastare il dumping fiscale e di abolire i regimi di favore che diversi Paesi continuano a offrire ai grandi patrimoni stranieri.

La morsa del debito globale
Oxfam avverte che la crisi del debito sta colpendo duramente le economie più povere. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, oltre la metà dei Paesi a basso reddito è già in una condizione di indebitamento eccessivo o rischia di entrarvi. Questo costringe molti governi a destinare più risorse al pagamento degli interessi sul debito che ai servizi essenziali.
Il numero è impressionante: 3,4 miliardi di persone vivono oggi in Paesi che spendono più per gli interessi sul debito estero che per la sanità o l’istruzione.

Maslennikov: “Il piano del G20 sul debito è fallito”
Oxfam chiama in causa il meccanismo creato proprio dal G20 per affrontare la crisi del debito dei Paesi vulnerabili.
«Per questi Stati ripagare il debito equivale oggi a rinunciare allo sviluppo e ai servizi essenziali per la popolazione. Il piano del G20 per aiutarli a uscire dai livelli di sovra-indebitamento è fallito: solo 4 dei 69 Paesi ammissibili hanno presentato domanda», afferma Mikhail Maslennikov, policy advisor di Oxfam Italia.
Secondo l’ONG, il risultato è un circolo vizioso: i capitali privati si ritirano perché cresce il rischio di insolvenza, costringendo i governi più fragili a rivolgersi a FMI e Banca Mondiale. Ma i loro prestiti spesso richiedono tagli draconiani alla spesa pubblica, che aggravano ulteriormente le disuguaglianze interne.

Povertà estrema: 3,77 miliardi sotto la soglia degli 8,30 dollari PPP
I dati sulla povertà estrema sono basati sulla soglia di 8,30 dollari al giorno a parità di potere d’acquisto (PPP), calcolata con i parametri della Banca Mondiale.
Oggi 3,77 miliardi di persone vivono al di sotto di questo livello.
Per riportare tutta questa popolazione sopra la soglia di povertà per un anno, servirebbero 1,65 trilioni di dollari, cifra calcolata da Oxfam moltiplicando la soglia di povertà, il divario (poverty gap) e il numero di persone sotto il limite.

Una forbice che continua ad allargarsi
Il dato che apre il rapporto è il più simbolico: nel 2024 la ricchezza dei miliardari è aumentata di 2,2 trilioni di dollari, mentre milioni di persone scivolano nella vulnerabilità.
Per Oxfam, il compito del G20 è chiaro: costruire una strategia capace di introdurre tassazioni effettive, arginare l’elusione dei grandi patrimoni e intervenire sul debito dei Paesi più fragili, prima che la spirale di disuguaglianza superi il punto di non ritorno.

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