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Covid-19, Renault annuncia 15.000 tagli per via della crisi

 
Covid-19, Renault annuncia 15.000 tagli per via della crisi
La crisi dovuta alla pandemia da Coronavirus continua a sconvolgere l'economia di tutto il mondo, andando a toccare anche colossi con marchi noti in ogni paese del pianeta. È questo il caso anche di Renault che ha da poco annunciato un massiccio taglio del personale.

La casa automobilistica con sede in Francia ha infatti deciso di togliere il posto di lavoro a circa 15.000 dipendenti nelle sedi in giro per il mondo. Questi licenziamenti, di cui un terzo è rappresentato da chi lavorava nelle filiali che si trovano in terra transalpina, fanno parte di un piano di 3 anni che dovrebbe permettere a Renault di risparmiare una somma vicina ai 2 miliardi di euro.

A commentare questo provvedimento è stato il direttore finanziario e CEO a interim Clotilde Delbos in un comunicato: "Questo piano è vitale per la società che ha incontrato grandi difficoltà per via della crisi del settore automobilistico dovuto alla pandemia. Questo e l'urgenza della transizione ecologica hanno spinto Renault a velocizzare il suo progetto di trasformazione".

La casa produttrice aveva annunciato lo scorso febbraio le prime perdite nell'ultima decade e ha ritenuto necessario tagliare una parte dei suoi 180.000 lavoratori in giro per il mondo. Il piano presentato prevede anche "un miglioramento nell'efficienza, minori costi di impiantistica, ottimizzazione della produzione e migliore efficienza nel settore del supporto". Il costo totale dell'operazione è di circa 1,2 miliardi di euro ma proprio per parole di Delbos è ritenuto "Fondamentale per garantire performance solide dell'azienda nel prossimo futuro".

Questa notizia arriva nel pieno di una profonda crisi per il settore automobilistico e pochi giorni dopo l'annuncio di una riformulazione della nota "alleanza" con altri due colossi come Nissan e Mitsubishi, anche loro in grave difficoltà: anche la prima delle due ha infatti annunciato il primo rosso in 11 anni ed è stata costretta a chiudere alcuni stabilimenti come quello di Barcellona per concentrarsi sulla produzione nel continente asiatico.
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