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Si è rotto il vertice polare, instabilità del clima anticipata a marzo

- di: Marta Giannoni
 
Si è rotto il vertice polare, instabilità del clima anticipata a marzo

L’annuale fenomeno della rottura del vortice polare, solitamente atteso per l’inizio di aprile, si è verificato in anticipo nei giorni scorsi, preannunciando un marzo caratterizzato da significative variazioni meteorologiche. Questo evento atmosferico, che coinvolge l’area di bassa pressione stazionante sull’Artico, può influenzare le condizioni climatiche in Europa e Nord America, portando aria fredda a latitudini più basse.

La rottura del vortice polare, nota agli esperti come “final warming”, segna il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e può generare episodi di freddo tardivo. Quest’anno, il fenomeno si è verificato con circa tre settimane di anticipo rispetto alla media, aumentando la probabilità di bruschi cambiamenti del tempo nelle prossime settimane.

Impatto previsto sull’Italia
Secondo Rossella Ferretti, docente di Fisica dell’atmosfera all’Università dell’Aquila e direttrice del Cetemps,gli effetti di questo evento non sono immediati; in Europa e anche in Italia ci si aspetta un abbassamento delle temperature per metà marzo”. Ferretti sottolinea che, sebbene le previsioni meteorologiche possiedano sempre un certo grado di incertezza, in questo caso è stata stimata una probabilità dell’80% che si verifichi un calo termico nel nostro continente.
Dati aggiornati indicano che le temperature potranno scendere sotto la media stagionale, con un aumento della probabilità di nevicate fino a quote collinari nel Nord Italia e piogge intense nelle regioni centrali e meridionali. Le perturbazioni atlantiche, infatti, potrebbero interagire con l’aria fredda proveniente dalle alte latitudini, determinando fenomeni meteorologici localmente intensi.

Cause del fenomeno
La rottura del vortice polare è attribuita a un “riscaldamento stratosferico improvviso”, fenomeno in cui la stratosfera, la regione dell’atmosfera terrestre tra i 10 e i 50 chilometri di altitudine, si riscalda repentinamente a causa di una maggiore quantità di radiazione solare. Questo riscaldamento provoca la discesa di aria fredda a quote più basse, influenzando le condizioni meteorologiche.
Gli esperti spiegano che il vortice polare, un’ampia area di bassa pressione situata sopra il Polo Nord, è normalmente mantenuto compatto dai venti occidentali. Tuttavia, quando si verifica un improvviso riscaldamento stratosferico, questi venti si indeboliscono, permettendo all’aria gelida di scendere verso latitudini più meridionali.
“Quando il vortice si rompe spesso genera due vortici più piccoli e le anse della corrente diventano più ampie, invertendo la direzione nella quale soffiano i venti”, ha spiegato Ferretti. Questo fenomeno ha effetti variabili, con ondate di freddo che possono colpire diverse aree del mondo a seconda della configurazione atmosferica.

Previsioni per marzo 2025
Le proiezioni meteorologiche per marzo 2025 indicano un mese caratterizzato da una marcata variabilità. Dopo un periodo mite, si prevede il ritorno delle precipitazioni, con episodi piovosi e nevosi che potrebbero proseguire almeno fino all’8 marzo. Successivamente, potrebbe verificarsi un temporaneo aumento delle temperature, seguito da un nuovo calo termico nella seconda metà del mese.
Le temperature potrebbero scendere su valori tipici di febbraio, con possibilità di nevicate anche a quote relativamente basse. Secondo i modelli previsionali, l’instabilità atmosferica potrebbe protrarsi fino all’inizio di aprile, ritardando l’affermarsi di condizioni tipicamente primaverili.

Effetti globali del fenomeno
La rottura del vortice polare non ha effetti solo sull’Europa, ma può generare ondate di freddo anche in Nord America. Negli Stati Uniti, alcuni stati della costa orientale potrebbero essere colpiti da un repentino abbassamento delle temperature, con possibili nevicate tardive. In Canada alcune aree sono già state interessate da un calo termico improvviso, con temperature fino a 15°C inferiori rispetto alla media stagionale.
Nonostante la sua influenza sul clima, il fenomeno non è collegato agli eventi meteorologici estremi recenti, come le alluvioni in Argentina o il ciclone Alfred che ha investito l’Australia. Questi eventi sono dovuti a dinamiche atmosferiche differenti, spesso legate all’interazione tra masse d’aria calda e fredda o alla formazione di cicloni tropicali nelle aree oceaniche.

Instabilità climatica 
L’anticipata rottura del vortice polare suggerisce un mese di marzo all’insegna dell’instabilità climatica, con alternanza di fasi miti e fredde. Gli esperti consigliano di seguire con attenzione gli aggiornamenti meteorologici per affrontare al meglio le variazioni atmosferiche previste. La primavera potrebbe tardare ad affermarsi, lasciando spazio a un periodo caratterizzato da repentini sbalzi termici e condizioni meteo altalenanti.


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