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Mattarella: “La Carta Onu resta la bussola per affrontare le crisi globali”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Mattarella: “La Carta Onu resta la bussola per affrontare le crisi globali”

Nel secondo giorno della sua visita ufficiale in Kazakistan, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un monito forte sulla crisi dell’ordine internazionale. In un discorso pronunciato ad Astana, il Capo dello Stato ha ricordato che, in un contesto segnato da “conflitti, tensioni e instabilità”, la Carta delle Nazioni Unite “resta la bussola per affrontare le crisi globali”.

Mattarella: “La Carta Onu resta la bussola per affrontare le crisi globali”

“Sono in discussione regole universali che avevamo dato per acquisite – ha detto Mattarella –. Il rischio è che torni a prevalere la legge del più forte, sostituendo al diritto internazionale una logica di conflitti a somma zero”.

Difesa del multilateralismo
Il Capo dello Stato ha sottolineato come, nonostante le difficoltà che attraversano le istituzioni internazionali, l’Onu rimanga il pilastro di un ordine fondato sul diritto. “Abbandonare il sistema multilaterale – ha avvertito – significherebbe tornare a una contrapposizione di blocchi, di cui il Novecento ci ha già mostrato i rischi”.

Il discorso si inserisce in un momento in cui la guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e le fratture tra grandi potenze mettono in discussione l’efficacia del diritto internazionale e degli strumenti di dialogo.

Kazakistan ponte tra Est e Ovest

La scelta del Kazakistan come sede del messaggio non è casuale. Paese al crocevia tra Europa e Asia, con un ruolo crescente nella sicurezza energetica e nei corridoi commerciali, Astana si propone come luogo di mediazione e piattaforma di cooperazione regionale.

Mattarella ha ribadito che l’Italia considera il Kazakistan “un partner importante per la stabilità e la sicurezza internazionale” e un attore che può contribuire a rafforzare il dialogo multilaterale.

Le regole come garanzia per tutti
Il presidente ha insistito sul fatto che il rispetto delle regole comuni non è una concessione ma un presupposto per la pace e lo sviluppo: “Non possiamo accettare che norme costruite con fatica in decenni di lavoro vengano disattese. È un patrimonio che appartiene a tutti i popoli e che va difeso”.

Mattarella ha richiamato in particolare la necessità di mantenere un Consiglio di Sicurezza dell’Onu capace di agire, nonostante veti e divisioni tra i grandi attori globali.

Il ruolo dell’Italia
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha ribadito che l’Italia continuerà a sostenere la diplomazia come strumento principale di soluzione delle crisi e il rafforzamento delle istituzioni internazionali. “Le tensioni non devono bloccare la comunità internazionale – ha osservato – ma spingerci a rafforzare la cooperazione e le regole condivise”.

Un appello alla responsabilità

Il messaggio di Mattarella da Astana è apparso come un appello alla responsabilità collettiva, rivolto tanto ai grandi attori globali quanto ai Paesi emergenti.

“La Carta di San Francisco – ha concluso – non è un documento del passato: resta la bussola per navigare in un mondo attraversato da crisi nuove e complesse. Solo restando fedeli a quei principi potremo costruire pace e sicurezza durature”.

Con questo intervento, Mattarella ha voluto collocare l’Italia tra le voci che difendono il multilateralismo e le regole universali in un tempo segnato da conflitti e tensioni crescenti. Un messaggio che, dalla capitale kazaka, parla al mondo intero.

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