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A2A porta a Monza la super-ricarica: parte il primo Power Hub italiano

- di: Vittorio Massi
 
A2A porta a Monza la super-ricarica: parte il primo Power Hub italiano

Accumulo da 100 kWh, colonnine ultrafast fino a 300 kW e 12 veicoli insieme: l’infrastruttura che prova a normalizzare l’elettrico “da viaggio” debutta nel nodo delle tangenziali milanesi.

(Foto: Renato Mazzoncini, AD di A2A, con le colonnine della super-ricarica).

Nel luogo simbolo della velocità, la Brianza cambia carburante. A Monza è stato inaugurato il primo Power Hub di A2A, una stazione di ricarica per auto elettriche con sistema di accumulo da 100 kWh pensata per rendere la ricarica rapida più stabile e prevedibile anche quando gli stalli sono tutti occupati. L’avvio ufficiale è del 13 gennaio 2026, con una cerimonia che ha messo insieme azienda e istituzioni locali.

A tagliare il nastro: l’amministratore delegato Renato Mazzoncini, il numero uno di A2A E-Mobility Fabio Pressi e il sindaco Paolo Pilotto. La posizione è uno degli elementi chiave del progetto: l’hub sorge in un punto di snodo tra autostrade e tangenziali dell’area milanese, dove la domanda di ricarica “da transito” può essere alta e concentrata in poche ore.

Il cuore dell’impianto è una promessa misurabile: ricarica rapida simultanea per 12 veicoli. La configurazione prevede 5 colonnine con 2 prese ciascuna, fino a 300 kW per presa, per un totale di 10 prese ultrafast. A queste si aggiunge una colonnina City Plug, pensata per chi sosta più a lungo e non ha bisogno di potenze estreme.

Per dare un’idea dell’ordine di grandezza, una singola presa ultrafast è in grado di erogare una potenza paragonabile ai consumi di molti appartamenti messi insieme: numeri che spiegano perché la rete, da sola, non basta più. Qui entra in gioco l’elemento “da hub”: l’accumulo da 100 kWh aiuta a gestire i picchi, riducendo gli strappi di potenza e mantenendo la qualità della ricarica anche nei momenti di massimo utilizzo.

L’impianto è stato realizzato con un investimento di circa 1,5 milioni di euro. Ed è una scommessa dichiarata: la struttura si ripaga davvero quando la platea di auto elettriche cresce e la rotazione degli stalli diventa continua. In pratica, l’infrastruttura prova ad anticipare la domanda per non farsi trovare impreparata quando i numeri saliranno.

Anche l’architettura manda un messaggio: la struttura in legno lamellare è stata disegnata da Giugiaro, un tratto distintivo che separa l’hub dall’immaginario della stazione tradizionale. Non è un vezzo estetico: è la scelta di trasformare la ricarica in un’esperienza più urbana e meno “tecnica”, con un impatto visivo che punta a farla diventare normale, familiare.

Dentro la cornice monzese, però, c’è un pezzo di strategia nazionale. A2A conferma la traiettoria del suo piano: 16.000 punti di ricarica entro il 2035. Oggi il gruppo dichiara circa 4.000 punti, in un contesto italiano che complessivamente vale intorno a 70.000 punti di ricarica. Il Power Hub è quindi un “format” replicabile: non solo una vetrina, ma un modello che può essere portato in altri nodi stradali e urbani.

La sensazione, sul fronte tecnologico, è che l’infrastruttura stia rincorrendo un cambiamento rapido. Negli ultimi anni le batterie dei veicoli hanno aumentato la capacità di ricarica e la potenza accettata, con progressi che rendono plausibili tempi sempre più compressi. È proprio su questa evoluzione che l’hub prova a innestarsi: più potenza, più auto servite, meno attesa.

Sul piano industriale, Renato Mazzoncini ha rivendicato continuità nonostante le incertezze del mercato e della politica industriale. “Teniamo la rotta nonostante gli ostacoli che si sono frapposti”, ha detto, ribadendo che la direzione non cambia.

E sull’Europa ha scelto parole nette: “Non c’è stato nessun passo indietro sull’auto elettrica”. Quanto ai carburanti alternativi a basse emissioni, li considera una possibilità teorica ma con un limite pratico: “È stata lasciata una porta aperta, ma sono prodotti in quantità veramente minime”.

La conseguenza, nella sua lettura, è soprattutto industriale: “Non credo che i costruttori terranno grandi catene di produzione di motori termici attive sapendo che il carburante disponibile sarà poco”. E la conclusione è una previsione che pesa: “Alla fine le auto diventeranno tutte elettriche”.

In questo scenario, Monza si ritaglia un ruolo da laboratorio: se la ricarica diventa rapida, stabile e davvero disponibile nei nodi giusti, l’elettrico smette di essere una scelta “per pochi” e comincia a diventare un’abitudine. Il primo Power Hub italiano di A2A nasce con questa ambizione: trasformare la sosta in un passaggio breve, quasi automatico, e togliere alla ricarica il suo principale nemico, l’incertezza.

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