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Manovra, Giorgetti: “Sul taglio Irpef per il ceto medio siamo stati massacrati da chi ha la possibilità di massacrare”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Manovra, Giorgetti: “Sul taglio Irpef per il ceto medio siamo stati massacrati da chi ha la possibilità di massacrare”

«Una volta che abbiamo cercato di ovviare, non per i ricchi, ma per quelli che guadagnano, diciamo così, delle cifre ragionevoli, siamo stati in qualche modo massacrati da coloro che hanno la possibilità di massacrare». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha commentato le polemiche sul taglio dell’Irpef per i ceti medi previsto nella legge di bilancio 2025, parlando in collegamento al Festival dei Territori Industriali che si è svolto a Bergamo.

Manovra, Giorgetti: “Su taglio Irpef ceto medio siamo stati massacrati”

Il ministro ha voluto sottolineare che l’intervento del governo non è destinato ai redditi più elevati ma a una fascia di lavoratori e professionisti che spesso restano esclusi dai sostegni fiscali: «Non è un problema – ha aggiunto Giorgetti – perché noi riteniamo di essere nel giusto. Un’analisi serena e oggettiva credo che possa portare a ben diversi risultati».

“Difficile far quadrare i conti in un contesto instabile”
Giorgetti ha poi evidenziato le difficoltà che l’esecutivo si trova ad affrontare nella gestione della politica economica in un contesto globale particolarmente complesso: «A giudicare e valutare il comportamento degli altri ci si mette molto poco. Assumersi la responsabilità e far quadrare il cerchio in una situazione in cui abbiamo guerre armate, guerre commerciali, situazioni di instabilità di ogni tipo, è un po’ più complicato».

Il ministro ha quindi voluto ribadire che la manovra economica è stata costruita tenendo conto delle incertezze internazionali e dei limiti di bilancio imposti dal nuovo quadro europeo, ma con l’obiettivo di preservare il potere d’acquisto delle famiglie italiane e sostenere la classe media, spesso schiacciata tra tasse elevate e aumento del costo della vita.

“Chi è davvero ricco? Se 45 mila euro lordi lo sono, allora serve una riflessione”

Rispondendo alle accuse di chi ha definito la misura “un taglio di tasse per i ricchi”, Giorgetti ha replicato con toni polemici: «Bisogna capire cosa si intende per ricco. Se ricco è colui che guadagna 45 mila euro lordi all’anno, cioè 2 mila, 2 mila e poco più di 2 mila euro netti al mese, diciamo così, allora Istat, Banca d’Italia e Upb hanno una concezione, diciamo così, della vita un po’ particolare».

Il ministro ha spiegato che il governo intende difendere quella fascia di popolazione che non rientra nei redditi bassi ma che non può essere considerata “ricca”: lavoratori dipendenti, piccoli imprenditori e professionisti che, pur non vivendo in condizioni di disagio, subiscono una forte pressione fiscale e vedono diminuire il proprio reddito reale a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi energetici e dei mutui.

“Interveniamo sul ceto medio: 18 miliardi l’anno scorso e altre risorse quest’anno”

«Noi siamo intervenuti sul ceto medio – ha precisato Giorgetti – perché i ceti più svantaggiati sono stati negli anni scorsi attenzionati». Il ministro ha ricordato che «abbiamo messo circa 18 miliardi di euro l’anno scorso e li abbiamo rimessi quest’anno per i redditi inferiori a 35 mila euro».

Quest’anno, ha aggiunto, il governo ha compiuto «uno sforzo ulteriore» estendendo la misura e coprendo anche la fascia di redditi fino a 50 mila euro. «A me sembra una logica assolutamente sensata, considerando l’orizzonte pluriennale», ha detto Giorgetti, difendendo l’impostazione graduale dell’intervento.

Il ministro ha poi sottolineato che la scelta di mantenere il taglio del cuneo fiscale e di intervenire anche sull’Irpef «risponde a un’esigenza concreta di equità e di sostegno ai redditi medi, che sono la spina dorsale del Paese e la parte più produttiva della società italiana».

“Critiche strumentali, ma siamo nel giusto”

Le polemiche politiche sul provvedimento non sembrano preoccupare Giorgetti: «Siamo stati in qualche modo massacrati da chi ha la possibilità di massacrare, ma non è un problema – ha ribadito – perché riteniamo di essere nel giusto».

Secondo il ministro, la manovra economica 2025 «mantiene fede agli impegni presi» e si muove «nella direzione della responsabilità, della prudenza e dell’efficacia», tenendo conto delle condizioni macroeconomiche internazionali e dei vincoli di bilancio.

Giorgetti ha anche ricordato come la politica fiscale del governo sia stata costruita «per consolidare i risultati ottenuti negli ultimi due anni e per difendere la stabilità finanziaria del Paese senza rinunciare a sostenere famiglie e imprese».

“Equilibrio, serietà e responsabilità”
Il ministro dell’Economia ha chiuso il suo intervento invitando a una valutazione più equilibrata e meno ideologica delle misure adottate: «Un’analisi serena e oggettiva credo che possa portare a ben diversi risultati. A giudicare il comportamento degli altri si fa presto, ma assumersi la responsabilità e tenere i conti in ordine, in una situazione come quella che stiamo vivendo, è ben più complicato».

Concludendo, Giorgetti ha ribadito che l’obiettivo del governo è sostenere il ceto medio e mantenere la stabilità dei conti pubblici, ricordando che «le scelte economiche devono essere viste nel medio periodo e non attraverso lenti ideologiche o polemiche di giornata».

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