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Azimut/Benetti, Il Ceo Valle:"nuovi modelli per lo yachting d’eccellenza"

 
Un colosso nautico, primo al mondo nella produzione di megayacht sopra i 24 metri, che nel 2019 ha festeggiato i suoi primi 50 con performances eccellenti. E che guarda al futuro, sulla spinta di innovazione e sostenibilità. Abbiamo intervistato il CEO Marco Valle.

Azimut/Benetti ha festeggiato alla grande i suoi primi 50  anni (fu fondata nel 1969). Basti citare la conferma per il ventesimo anno al primo posto al mondo nella produzione di megayacht di alta gamma sopra i 24 metri, secondo il Global Order Book 2020, la classifica internazionale dei più grandi produttori di yacht pubblicata dalla prestigiosa rivista Boat International. Oppure il varo di tre giga yacht oltre i 100 metri in soli 100 giorni. E molto altro ancora. Un anno di grandi successi, che ne faceva prefigurare ancora più grandi nel 2020. Poi è arrivata nel mondo l’emergenza sanitaria da Covid-19, il lock down e così via. Cosa è cambiato? Quali le difficoltà? Come si prevede di chiudere questo anno nautico?
"Il Gruppo ha reagito con grande tempestività e dinamismo alla fase di chiusura degli stabilimenti durante il lockdown. Abbiamo istituito immediatamente un’unità di crisi, attivato lo smart working per tutte le funzioni d’ufficio non appena è stato possibile abbiamo ripreso la produzione a pieno ritmo, strutturandoci in tre turni - dalle 6 alle 24 - per garantire il rispetto del distanziamento sociale e recuperare il tempo perduto. Alla fine, siamo riusciti a consegnare praticamente tutte le imbarcazioni nei tempi giusti. Chiudiamo l’anno nautico in sostanziale pareggio con lo scorso esercizio, un risultato tutt’altro che scontato".

Guardate avanti con decisione. Cassa Depositi e Prestiti, Mps Capital Services e Ubi Banca vi supportano, in qualità di eccellenza mondiale del Made in Italy, attraverso un finanziamento da 60 milioni di euro per la crescita del Gruppo, come detto leader nella cantieristica navale per la produzione di yacht di superlusso. L’operazione è assistita dal programma Garanzia Italia di Sace ed è destinata a sostenere l’ulteriore espansione e la competitività di Azimut/Benetti con l’obiettivo di sviluppare nuovi modelli innovativi di imbarcazione. Quale strategicità rappresenta per voi questo finanziamento? Quali novità sono da attendersi?
"Forti di una posizione finanziaria che, nonostante l’anno complesso, si è ulteriormente rafforzata, siamo oggi in grado di presentare un programma di sviluppo prodotto particolarmente ricco. Pertanto, la nostra offerta complessiva passerà da 30 a 35 modelli, per coprire praticamente tutte le categorie esistenti nel mercato dello yachting d’eccellenza, aumentando le collezioni da 8 a 10,
con l’ingresso in nuovi segmenti di mercato. Questo ci consentirà di continuare a servire con ancora maggiore puntualità la nostra clientela internazionale, assecondandone le richieste grazie ad
una gamma che non solo spazia dai 12 agli oltre 100 metri, ma propone stili di navigazione e soluzioni di vita a bordo molto differenti ed assortite"
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Intanto, per restare agli ultimissimi colpi messi a segno, avete varato “Lana”, giga yacht da 107 metri con due motori ibridi diesel-elettrico da 2,800 kW ciascuno. Un gioiello altamente lussuoso visto che ospita solo 12 persone, ma ben 34 di equipaggio ad assisterli, e può offrire ai passeggeri una grande piscina sul Sun Deck, una lussuosa spa con hammam, palestra e stanza massaggi, un pianoforte a coda e una piattaforma per l’elicottero. Può sintetizzarci l’importanza di questo giga yacht che ha destato stupore?
"“Lana” è un esempio di eccellenza, una vera icona del Made in Italy. Siamo molto orgogliosi di aver dimostrato la straordinaria capacità costruttiva di Benetti con un’imbarcazione in cui si fondono mirabilmente tecnologia, innovazione e creatività".

Nel settore nautico siete una potenza mondiale. Vantate una rete di distribuzione internazionale e di servizi diffusa in tutto il mondo con oltre 60 concessionari presenti nelle 138 sedi di 80 Paesi, presentando la rete di vendita più articolata e ampia del settore nautico a livello del pianeta. Ma la vostra anima resta profondamente italiana. Cos’è per voi l’italianità, quanto conta nel valore aggiunto delle produzioni Azimut/Benetti? E quanti siti produttivi contate nel nostro Paese?
"Siamo in effetti molto orgogliosi delle nostre radici italiane e non certo per campanilismo. Ciò che i clienti apprezzano nei nostri yacht è proprio l’allure del Made in Italy che non traspare solo
dal design, ma che emerge anche dalle sapienti lavorazioni artigianali che solo qui in Italia sono ancora realizzate a regola d’arte. A parte un sito produttivo in Brasile, che abbiamo aperto per servire quello specifico mercato superando la barriera dei dazi di importazione, tutti i nostri cantieri sono in Italia: ad Avigliana in Piemonte (sede dell’Head Quarter del Gruppo) e poi a Viareggio, Livorno, Fano e Savona"
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Senza pensarci troppo, Cristiano Ronaldo ha acquistato l’Azimut Grande 27 Metri e, partendo dal cantiere di Viareggio del Gruppo dove era andato a sceglierlo personalmente e dove poi gli è stato consegnato, ha cominciato subito la sua crociera con il famoso avvistamento a Celle Ligure, di cui tutte le cronache hanno ampiamente parlato. Come nella vostra tradizionale linea di estrema discrezione, non ne avete fatto parola, non avete diffuso la notizia e non avete fornito alcun particolare, ma - riguardando Ronaldo - la cosa è uscita fuori comunque e ha fatto scalpore. Una bella pubblicità…

"Tuteliamo sempre la privacy dei nostri clienti, ma effettivamente con un personaggio come Cristiano Ronaldo, non è stato possibile mantenere segreti. Siamo felici che ci abbia scelti e che si sia goduto la sua vacanza a bordo di un nostro yacht".

Cosa può dirci del lancio del Magellano 25 metri, ultimo nato di una linea di navette che ha esordito nel 2009, sinonimo di una navigazione senza stress, di lunghe traversate? Quali i suoi punti di forza?
"Magellano 25 Metri è uno yacht unico, un capolavoro tra arte e nautica. Gli interni sono stati disegnati da Vincenzo De Cotiis, artista e architetto di fama internazionale, mentre le raffinate linee esterne, dal gusto chic e dall’eleganza senza tempo, sono invece firmate da Ken Freivokh. Quest’ultimo ha dato una sua personale interpretazione del concetto di “Timeless” e, quindi, della volontà di creare un oggetto dalla bellezza intramontabile e affascinante lontana da mode e da tendenze passeggere. È una barca pensata per una navigazione in totale comfort, senza fretta, godendo appieno del rapporto con la natura circostante. L’elemento centrale da cui si sviluppa tutto il progetto è la sovrastruttura interamente vetrata, concepita per creare l’emozione di una penthouse a livello del mare. La grande luminosità, l’assenza di elementi che interrompano la vista del mare da prua a poppa è invece ciò che ha guidato le scelte di De Cotiis. Il grande salone è l’ambiente che più colpisce per la sua originalità: qui De Cotiis ha lavorato per accrescere la percezione della profondità dello spazio, Da sottolineare infine l’uso “artistico” della vetroresina, una materiale tipico della nautica e assai caro a De Cotiis che lo nobilita lavorandolo in modo particolare".

Il primo mercato di riferimento del Gruppo Azimut/Benetti è quello degli Stati Uniti, dove Azimut Yachts in particolare è il primo brand per vendite nel segmento sopra i 40 piedi. Qual è, per importanza, la distribuzione geografica futuro le aree più performanti? E quali novità in termini di prodotti c’è da attendersi nel prossimo futuro?
"L’America continua ad essere certamente il mercato di riferimento del Gruppo, seguito nell’ordine dall’Europa e dall’area Asia Pacific. Il Gruppo prevede di entrare con il brand Benetti in due
nuovi segmenti di mercato: quello dei luxury explorer con la linea B.Yond e nel mondo Oasis, luxury yacht con beach area importanti per stare a stretto contatto con il mare. Azimut Yachts avrà
presto la sua nuova ammiraglia, un Trideck di circa 38 metri"
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Tornando all’emergenza sanitaria da Covid-19, avete dimostrato ancora una volta il vostro legame con il territorio donando oltre 5mila dispositivi di protezione individuale ad ospedali (compresi Molinette e Cto di Torino), sindaci, medici di base, supermercati, forze dell’ordine ed associazioni di volontariato attive in Piemonte. Cosa rappresenta per voi il legame con il territorio di riferimento?
"La storia di questo Gruppo è fortemente legata ai territori dove sono presenti i nostri cantieri: non solo il Piemonte, ma anche la Toscana, la Liguria e le Marche. In queste regioni, durante il lock down abbiamo cercato di essere solidali ed offrire il nostro piccolo contributo, Tuttavia storicamente siamo legati a molte organizzazioni territoriali in queste regioni anche per altre attività ed iniziative".

La risposta alla domanda precedente apre il capitolo Sostenibilità (intesa a 360 gradi: ambientale, sociale, economica). Come la declina concretamente un colosso del mare come Azimut/Benetti? In tale contesto è da segnalare anche il protocollo avanzato sulla sicurezza siglato dal Gruppo con i sindacati. Accordo innovativo che, affermano i sindacati, “probabilmente è utile anche come riferimento per altre realtà”.
"La sicurezza in cantiere è uno dei principali obiettivi che perseguiamo in maniera continuativa attraverso formazione dedicata e protocolli specifici che interessano tutta la nostra forza lavoro. E’ chiaro che nella fase successiva al lock down, sicurezza è diventata la parola chiave per la riapertura progressiva delle attività. L’abbiamo fatto con attenzione e competenza e, grazie al cielo, fino alla conclusione del nostro anno fiscale non abbiamo avuto casi di Covid in nessun cantiere".

Quali i provvedimenti che sarebbero necessari per dare uno slancio più forte alla ripartenza in atto del settore nautico italiano, rafforzando la sua già forte competitività nel mondo? Reputa adeguata l’attenzione delle istituzioni italiane al settore?
"Pur essendo un mercato di nicchia, la nautica è un fiore all’occhiello del nostro paese: basti pensare che i primi tre cantieri al mondo sono italiani. Sarebbe già sufficiente che le istituzioni ci
mettessero allo stesso livello dei settori delle cosiddette 3 F - Fashion, Furniture e Food - e riservassero alla nautica la stessa attenzione loro dedicata, per esempio sostenendo l’internazionalizzazione delle aziende più piccole che, a differenza di noi, fanno fatica a superare i confini nazionali"
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