• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Giustizia, Nordio alza il tiro: “Molti no a sinistra per politica”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Giustizia, Nordio alza il tiro: “Molti no a sinistra per politica”

Alla Camera, nel passaggio parlamentare che precede il referendum del 22-23 marzo sulla riforma della giustizia, il ministro Carlo Nordio sceglie un registro diretto e politico. Nelle comunicazioni in Aula, il Guardasigilli punta il dito contro una parte dell’opposizione, accusata di trasformare il voto in un test di schieramento più che di merito: “Moltissimi esponenti lontani dalla nostra posizione politica si sono schierate a favore. Un membro dell'opposizione, l'onorevole Bettini, ha detto che sarebbe stato favorevole ma poiché questo è un voto politico che sarà pro o contro Meloni, lui voterà contro”, ha detto Nordio.

Giustizia, Nordio alza il tiro: “Molti no a sinistra per politica”

Il messaggio è chiaro: la maggioranza prova a portare il dibattito sul terreno della riforma, mentre il ministro denuncia una dinamica da “plebiscito” sul governo. Il riferimento al voto “pro o contro Meloni” diventa la chiave narrativa con cui Nordio tenta di spostare l’attenzione: non una battaglia identitaria, ma un passaggio strutturale sul sistema giudiziario.

Referendum 22-23 marzo: il voto diventa un test politico
Il ministro insiste su un punto che, nelle settimane di avvicinamento alle urne, rischia di diventare centrale: la riforma della giustizia come tema trasversale, capace di raccogliere consensi anche fuori dalla coalizione di governo. Ma, nella lettura di Nordio, una parte della sinistra sceglierebbe il “no” non per ragioni tecniche o costituzionali, bensì per posizionamento politico.
È un attacco mirato, costruito attorno a un esempio preciso: l’episodio citato sull’onorevole Bettini, usato come prova della trasformazione del referendum in un giudizio sul premier. In controluce, l’obiettivo è doppio: rafforzare l’idea che il governo sia “riformista” e, al tempo stesso, attribuire all’opposizione una postura di blocco.

Decreto sicurezza, il rinvio in Cdm e la linea della “certezza della pena”
Nel discorso parlamentare, Nordio ha toccato anche il capitolo decreto sicurezza, rinviato ieri in Consiglio dei ministri. Un rinvio che pesa politicamente, perché si tratta di un provvedimento sensibile, e che il ministro prova a ricondurre dentro una strategia: la “certezza della pena”.

La linea del governo, ha spiegato Nordio, punta ad approvare nuove norme contro i minori che delinquono, con un approccio che unisce rigore e misura. Qui arriva la frase più evocativa: “Serve l'equilibrio della bilancia, ma anche la spada”, ha affermato, richiamando l’immagine classica della giustizia come equilibrio tra garanzie e repressione dei reati.
Il riferimento ai minori è politicamente esplosivo: parla alla pancia dell’opinione pubblica, intercetta la percezione di insicurezza e spinge sul tema della deterrenza. Ma apre anche un fronte delicato: fino a che punto si può irrigidire il sistema senza scivolare in un impianto solo punitivo?

Scontro governo-opposizione: riforma o referendum su Meloni
Il punto politico, ora, è che la riforma della giustizia rischia di diventare una cartina di tornasole del clima parlamentare: non solo un confronto su norme e architetture istituzionali, ma un braccio di ferro tra governo e opposizione sul consenso e sulla leadership.

Nordio prova a incardinare la partita su un concetto: se il voto viene trasformato in un “sì o no a Meloni”, allora la riforma smette di essere un intervento sul sistema e diventa un regolamento di conti tra blocchi. Ma proprio questa lettura, innescata dal ministro, potrebbe alimentare ulteriormente la polarizzazione, rendendo più difficile distinguere la discussione tecnica dalla propaganda.
In questo quadro, il referendum del 22-23 marzo si avvicina con un rischio evidente: che la giustizia venga raccontata non come una leva di efficienza e credibilità dello Stato, ma come l’ennesimo campo di battaglia elettorale. E quando accade, la vera “certezza” non è la pena: è lo scontro permanente.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 34 record
Pagina
6
15/01/2026
Roma e Zona 30, per ora niente autovelox fissi: "Multe solo da marzo"
15/01/2026
Sergey Brin diventa terzo uomo più ricco del mondo grazie al boom dell'Ia
15/01/2026
Covid, l'Aspirina frena l'attacco del virus e limita il danno ai polmoni: l'ultimo studio
15/01/2026
Sciopero Atm, oggi 15 gennaio si fermano i mezzi pubblici a Milano: orari e fasce garantit...
Trovati 34 record
Pagina
6
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia