Confcommercio presenta la prima "Giornata della Comunicazione"

- di: Daniele Minuti
 
Confcommercio ha celebrato la prima edizione della "Giornata della Comunicazione", nata per analizzare gli strumenti delle società del settore dell'informazione, durante la quale si sono tenute due tavole rotonde sui temi dello stato di salute dell'informazione e sui cambiamenti del modo di comunicare delle rappresentanze. con l'obiettivo di esplorare e analizzare i processi, i contenuti e gli strumenti nella società dell'informazione. Nel corso della giornata ci sono state due tavole rotonde incentrate sullo "stato di salute dell'informazione" e su "come è cambiato il modo di comunicare delle rappresentanze". Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli seguito da un intervento del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana.

Confcommercio ha organizzato la prima "Giornata della Comunicazione"

Dopo l'intervento del presidente CarloSangalli, che nel suo discorso ha citato Papa Francesco ("La parte fondamentale della comunicazione è l'ascolto") è stato il turno del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana: "Bisogna cambiare punto di vista e chiedersi quanto avrà futuro un sistema dell’informazione che tenga insieme una componente di carta e le piattaforme digitali. Se guardiamo i numeri dobbiamo fare una previsione scontata i numeri della carta stampata sono in calo sono in grande crescita i numeri dei lettori sul digitale abbonati compresi. Alla fine in un sistema articolato una componente di carta resterà sempre ed è anche utile per i lettori che vogliono avere un’esperienza diversa. Nel medio termine la componente digitale sarà maggioritaria ma noi del Corriere della Sera al momento non pensiamo di fare questa scelta".

Ha parlato anche Alberto Leonardis, presidente del Gruppo Sae, responsabile della pubblicazione di diversi quotidiani (Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara): "Le imprese locali credono ancora che si possa agire a livello di comunicazione attraverso i giornali locali. L’editoria è un catena del valore dove ci sono carta, digitale. Un azienda di comunicazione si fa forte di vari assetti e racconta il territorio. Noi crediamo nel futuro della carta stampata ma va riposizionata sul territorio. Abbiamo un approccio forte con i social con i nostri lettori più giovani".

Nella prima tavola rotonda, si è discusso dello stato di salute del mondo dell'informazione, con interventi del direttore responsabile ANSA, Luigi Contu, il suo omonimo di TPI, Giulio Gambino e l'esperto di comunicazione, Francesco Nicodemo. Tutti concordi sulla necessità di abbracciare i rapidi cambiamenti del settore, senza però perdere di vista la qualità dei contenuti.

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha detto: "Bisogna ricostruire le condizioni di profittabilità delle aziende editoriali. Servono più risorse dallo Stato per l'editoria, siamo il fanalino di coda in Europa. Occorre dare risorse a chi assume e fa innovazione e . non si tratta di una scelta etica ma è una scelta indispensabile. Il sistema editoriale italiano si è rifugiato in strategia assolutamente perdenti, bisogna trasferire risorse dagli Ott alle testate giornalistiche. Quindi bisogna pagare per i contenuti utilizzati sulle piattaforme: non c'è attualmente business al mondo più redditizio di quello di creare un'industria di fake news".

Dopo interventi da parte di Alberto Barachini, Sottosegretario all’Informazione e all'Editoria Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è passati all'appuntamento pomeridiano, dedicato al tema del Metaverso. Aperto dall'intervento di Massimiliano Nicolini, ricercatore senior Dipartimento Ricerca e Sviluppo Olimaint: "Il metaverso da un punto di vista tecnico non ha significato, è un modo diverso di utilizzare quello che c'è già ed è già presente in Internet. Il Metaverso deve essere indipendente dall'hardware: i criteri del Metaverso prevedono la possibilità di utilizzare applicazioni informatiche pre-esistenti. Proprio perché si tratta di nuovo modo di interagire con qualcosa che esiste già. Second Life, come diceva il nome stesso, rappresentava la possibilità di costruirsi un'esistenza alternativa. I social network, seppur nati con un'altra funzione, si sono popolati di nomi inventati e profili fake. Il Metaverso cancellerà tutto questo e, anche se può sembrare un paradosso, riporterà al centro la componente umana. L'Avatar è infatti riconoscibile e univoco, le interazioni saranno tra persone reali di cui si conosce l'identità".
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