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Ucraina, Giorgetti: “Servono un sacco di soldi, deve metterli l’Europa”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Ucraina, Giorgetti: “Servono un sacco di soldi, deve metterli l’Europa”

“All’Ucraina servono un sacco di soldi e sostanzialmente deve metterli l’Europa, mi sembra di aver capito questo.” Così il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, a margine dei lavori del G7 e del G20 in corso a Washington, rispondendo a una domanda sul confronto con gli altri Paesi riguardo al sostegno economico a Kiev.

Ucraina, Giorgetti: “Servono un sacco di soldi, deve metterli l’Europa”

Il supporto finanziario all’Ucraina è stato uno dei temi centrali delle riunioni dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche centrali, insieme all’ipotesi di utilizzo degli asset russi congelati per finanziare la ricostruzione del Paese.

Alla sessione dedicata all’Ucraina, secondo quanto comunicato dalla presidenza canadese del G7, hanno partecipato anche la premier ucraina Yuliia Svyrydenko e il ministro delle Finanze Sergii Marchenko, che hanno illustrato il fabbisogno di risorse per sostenere l’economia e le infrastrutture civili nel 2025.

Focus anche sulla Cina e le terre rare
Oltre al dossier ucraino, sul tavolo del G7 e del G20 è approdata anche la questione della stretta cinese alle esportazioni di terre rare, materiali strategici per l’industria tecnologica e la transizione verde.
Sia il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, sia il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis hanno auspicato una risposta coordinata tra i Paesi occidentali per ridurre la dipendenza da Pechino e garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento.

Il nodo dei finanziamenti europei
L’intervento di Giorgetti riflette la crescente pressione sul bilancio europeo per finanziare il sostegno all’Ucraina.
L’Unione ha già approvato un pacchetto pluriennale da 50 miliardi di euro fino al 2027, ma Bruxelles valuta ulteriori strumenti di garanzia e nuovi contributi nazionali per coprire le esigenze di bilancio di Kiev.

Secondo fonti europee, l’Italia continua a sostenere “una ripartizione equilibrata degli oneri” e il mantenimento di una regia comunitaria sugli aiuti, in modo da evitare duplicazioni o squilibri tra i Paesi membri.

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