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Flat tax 5% per i giovani: caos e promesse nella manovra

- di: Marta Giannoni
 
Flat tax 5% per i giovani: caos e promesse nella manovra
Flat tax 5% per i giovani: caos e promesse nella manovra
Tra emendamenti a raffica e timori per i conti pubblici, la proposta del 5 % per gli under 30 alimenta la bagarre politica.

Nel cuore della legge di bilancio, laddove gli spazi per modifiche sono strettissimi, compare una proposta che fa rumore: una flat tax al 5 % per i giovani. L’idea, promossa da Lega, riguarda under 30 assunti a tempo indeterminato, con decontribuzione per tre anni per l’azienda che li assume. L’incentivo potrebbe estendersi fino a 36 anni se si tratta di “rientro di cervelli”. La proposta è emersa in vista degli emendamenti al Senato, attesi entro venerdì 14, e segna un’accelerazione – forse disperata – verso la conquista del consenso giovanile.

Nuovi target fiscali: affitti brevi, dividendi, compensazione crediti

Non è solo la flat tax a catalizzare l’attenzione: a tenere banco sono anche le richieste di intervento su affitti brevi, dividendi e compensazione dei crediti. Per gli affitti brevi si valuta l’abolizione dell’aumento della cedolare secca dal 21 % al 26 % oppure una riduzione a 23 %. Sui dividendi, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ammesso che «la norma ha dei problemi» ed è al lavoro su una riduzione della soglia di partecipazione dal 10 % al 5 %. Quanto alle compensazioni, l’obiettivo è preservare settori come l’autotrasporto.

Chi spinge e chi media: la partita politica si fa incandescente

La Lega è alla guida della proposta-shock: in un comunicato del 8 novembre 2025 si parla apertamente della flat tax al 5 % per gli under 30 neoassunti. :contentReference[oaicite:2]{index=2} Ma non è sola: Forza Italia chiede emendamenti su casa, proprietà privata, sicurezza e attività produttive; Noi Moderati punta a ridurre dal 21 % al 15 % la tassazione sui contratti di locazione a lungo periodo, elevare a 200 000 € il tetto per l’esclusione della prima casa dall’ISEE e aumentare le detrazioni per libri scolastici; Fratelli d’Italia vuole un’uscita ordinata dal SismaBonus per le zone terremotate nel 2009 e nel 2016. La mossa del governo è chiara: «faremo un’attenta valutazione», ha avvertito Giorgetti, perché serve garantire saldi e traiettoria della spesa. :contentReference[oaicite:6]{index=6}

Scenari e rischi: quali coperture per sostenere le promesse?

Il nodo è – come spesso accade – quello delle coperture finanziarie. Se si passasse davvero alla flat tax al 5 % per gli under 30, più decontribuzione per l’azienda, più interventi su affitti e crediti, il bilancio dello Stato dovrebbe trovare oltre che risorse nuove, anche spazio in termini di sostenibilità. Giorgetti lo ha ricordato chiaramente: la traiettoria della spesa non può essere messa in dubbio. Le associazioni di categoria osservano con attenzione: la congiuntura economica è fragile e aumentare il carico delle agevolazioni senza un piano chiaro può creare nuovi squilibri. :contentReference[oaicite:7]{index=7}

Giovani al centro ma con riserve: il punto dell’occupazione

L’idea di attirare i giovani con una tassa quasi simbolica al 5 % può essere potente in termini elettorali, ma sul piano operativo solleva domande: quanti under 30 sono assunti a tempo indeterminato ogni anno? Quanto pesa realmente la decontribuzione per l’impresa? Inoltre, il richiamo al «rientro di cervelli» – l’estensione fino a 36 anni – suggerisce un doppio target: i giovani e quei laureati o professionisti che hanno scelto l’estero. È una strategia che punta sul ritorno, ma bisogna capire se è realistico. In questo senso, l’emendamento appare più una scommessa politica che una misura consolidata.

Affitti, dividendi e crediti: più che correzioni, tentativi di mediazione

Sul fronte degli affitti brevi la situazione si complica: l’aumento della cedolare secca dal 21 % al 26 % previsto nella bozza era stata fortemente contestata, e la mediazione suggerisce un possibile compromesso al 23 %. Per i dividendi, la riduzione della soglia di partecipazione dal 10 % al 5 % potrebbe favorire molti piccoli risparmiatori, ma è necessario che vengano mantenute quote in portafoglio per un determinato periodo. Sulle compensazioni dei crediti si apre la porticina per alcuni settori: non un allargamento generalizzato ma una salvaguardia mirata. In tutti i casi, sono misure di aggiustamento, non rivoluzioni.

Promesse alte, terreno scivoloso

Puntare su una flat tax al 5 % per i giovani è una scelta ad alto tasso simbolico e a forte impatto comunicativo. Ma il contesto è complesso: la riduzione di reddito fiscale, le agevolazioni sul lavoro, le decontribuzioni e le modifiche su affitti e crediti coincidono con un quadro economico che non è più in espansione incontrollata. Le promesse politiche infatti corrono più veloci delle coperture finanziarie. Se non si troveranno le risorse adeguate, rischiamo che la fase degli emendamenti si trasformi in una tela strappata, con scivoloni di credibilità e un impatto reale limitato. Il giovane candidato all’assunzione a tempo indeterminato, oggi, può guardare alla flat tax con entusiasmo — ma starebbe bene che guardasse anche alla concretezza dietro la promessa.

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