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Fisco, entrate in frenata a settembre: Bankitalia rileva -3,6%

- di: Anna Montanari
 
Fisco, entrate in frenata a settembre: Bankitalia rileva -3,6%

Il mese di settembre segna una brusca pausa nella dinamica delle entrate tributarie. La Banca d’Italia, nella consueta pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, certifica un gettito pari a 37,1 miliardi di euro, con una riduzione del 3,6% rispetto allo stesso mese del 2024, equivalente a 1,4 miliardi in meno. Una contrazione netta, che arriva dopo mesi caratterizzati da un andamento nel complesso stabile o moderatamente espansivo e che rimette al centro il tema della volatilità del prelievo fiscale in una fase economica ancora non lineare.

Fisco, entrate in frenata a settembre: Bankitalia rileva -3,6%

Il dato mensile, letto isolatamente, riflette una fase di raffreddamento che potrebbe derivare da movimenti stagionali o da scadenze meno rilevanti nel calendario fiscale di settembre, ma che rappresenta comunque un indicatore da osservare con particolare attenzione, in vista dell’ultimo trimestre dell’anno, determinante per il saldo complessivo dei conti pubblici.

Nei nove mesi saldo positivo: 418,8 miliardi (+2,1%)
Se il singolo mese mostra una flessione, il quadro dei primi nove mesi del 2025 resta solido. Le entrate tributarie complessive raggiungono 418,8 miliardi di euro, segnando un aumento del 2,1%, ovvero 8,6 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2024. La variazione positiva tendenziale conferma un andamento strutturale di crescita, trainato in buona parte dai principali aggregati fiscali e da un sistema impositivo che, nel corso dell’anno, ha continuato a generare flussi più elevati rispetto al passato esercizio.

Questa progressione suggerisce che, nonostante la battuta d’arresto di settembre, il bilancio complessivo non presenta elementi di preoccupazione immediata: l’effetto cumulato rimane infatti ampiamente in territorio positivo.

Un quadro con luci e ombre
La combinazione tra crescita tendenziale e calo congiunturale consegna un quadro in chiaroscuro. Bankitalia non fornisce, nella nota statistica, una scomposizione per singole imposte né valutazioni interpretative sulle cause della variazione, ma la frenata mensile appare comunque significativa, anche perché avviene in un contesto in cui molti indicatori macroeconomici stanno mostrando dinamiche eterogenee.

L’inversione di tendenza di settembre potrebbe dunque risultare un episodio isolato o l’avvio di un rallentamento più strutturale: solo i dati di ottobre e novembre potranno chiarirlo. In ogni caso, il passo indietro mensile rappresenta un segnale che le autorità di finanza pubblica non mancheranno di valutare attentamente, soprattutto in vista dell’aggiornamento dei documenti programmatici.

Il ruolo della pubblicazione Bankitalia
I numeri diffusi rientrano nell’ambito del monitoraggio periodico dedicato a fabbisogno, debito pubblico e flussi fiscali, strumenti centrali per misurare la sostenibilità del bilancio dello Stato. Le entrate tributarie rappresentano infatti una componente essenziale nella determinazione del fabbisogno di cassa e, più in generale, nella capacità del settore pubblico di far fronte alle sue esigenze operative e agli obiettivi di politica economica.

La rilevazione di Via Nazionale consente quindi di valutare non solo la dinamica del prelievo, ma anche la coerenza tra andamento delle entrate e obiettivi di finanza pubblica fissati dal Governo.

In attesa del finale d’anno
Il calo di settembre arriva in un momento dell’anno in cui i flussi fiscali iniziano a farsi più rilevanti, con scadenze che tradizionalmente incidono sugli incassi di novembre e dicembre. La tenuta registrata nei nove mesi mitiga l’effetto della flessione, ma la traiettoria dei prossimi dati sarà decisiva per delineare il quadro finale del 2025.

Per ora, il quadro appare duplice: da un lato, un rallentamento mensile da non sottovalutare; dall’altro, un andamento cumulato che continua a mostrare un aumento significativo, a conferma della capacità del sistema fiscale di mantenere un ritmo di crescita tendenziale positivo.

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