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Rilancio dell’ex Ilva a Taranto: gara riaperta, green transition in pole

- di: Matteo Borrelli
 
Rilancio dell’ex Ilva a Taranto: gara riaperta, green transition in pole
Ex Ilva Taranto: gara riaperta e green transition obbligatoria
Il bando è tornato in campo, la decarbonizzazione è vincolante e il futuro dell’acciaio guarda al verde. Ma l’occupazione e le proteste restano sotto i riflettori.

(Una riunione sull'Ilva al Ministero delle imprese e del made in Italy).

Ex Ilva, dietrofront con fervore: riparte la gara… ma senza ancora firme

E’ stato ufficialmente pubblicato il nuovo bando per la cessione dell’ex Ilva, con scadenza per le offerte vincolanti fissata al 15 settembre 2025. Il documento è stato inviato ai dieci gruppi industriali precedentemente interessati (sette per asset singoli, tre per l’intero polo) e ribadisce il vincolo della decarbonizzazione e la tutela dell’occupazione.

Secondo indiscrezioni recenti sarebbero già pervenute sei offerte, di cui tre da imprese italiane. Se confermato, il clima appare più attivo di quanto inizialmente percepito.

Green, ma con vincoli rigidi: l’AIA e il patto per la transizione ecologica

L’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) è stata approvata, concedendo una produzione massima di 6 milioni di tonnellate/anno per 12 anni e introducendo circa 470 prescrizioni ambientali. Si tratta di un’autorizzazione provvisoria, validata nonostante l’opposizione degli enti locali, contrari in assenza di un accordo definitivo sul piano di decarbonizzazione.

In un incontro tra Governo, Regione Puglia ed enti locali, il ministro Adolfo Urso ha sancito un impegno vincolante alla decarbonizzazione: stop ai reparti a carbone e introduzione fino a tre forni elettrici, con una riconversione da completare in tempi rapidi. Secondo i piani governativi, si punta a un’accelerazione con completamento in 7–8 anni invece di 12.

Tra fondi pubblici e dubbi locali, il rilancio prende forma

Il nuovo quadro prevede un mix di risorse pubbliche: 1 miliardo destinato alla produzione di preridotto tramite Dri d’Italia e ulteriori 750 milioni su progetti di sviluppo rimasti inattivi nel precedente mandato industriale.

I sindacati FIM, FIOM e UILM hanno fissato un incontro il 29 agosto con i gruppi parlamentari a Roma, per tenere alta l’attenzione sulla vertenza e ribadire le priorità: occupazione, continuità produttiva e sostenibilità industriale ed ecologica.

Ostaggi della protesta: raccolta fondi e battaglia legale contro l’AIA

Le associazioni ambientaliste hanno avviato una raccolta fondi — già oltre 23.000 euro — per presentare ricorso al TAR contro la nuova AIA, ritenuta insufficiente a tutelare la salute dei tarantini. “Condannerebbe Taranto ad altri 12 anni di veleni”, hanno dichiarato i firmatari dell’iniziativa.

I dati salienti

  • Gara per cessione: riaperta; scadenza 15 settembre; sei offerte (tre italiane).
  • AIA: approvata 17 luglio; 6 Mt/a per 12 anni; 470 prescrizioni; attesa revisione.
  • Decarbonizzazione: obbligatoria; stop carbone; forni elettrici entro 7–12 anni; impegno del 31 luglio.
  • Occupazione: CIGS richiesta per 4.050; sindacati attivi; incontro imminente.
  • Proteste: ricorsi legali in corso; mobilitazione associativa; raccolta fondi oltre 23.000 euro.

Il quadro

Il sipario su ex Ilva si rialza con un programma di transizione ecologica definito, scadenze ravvicinate e un confronto sociale acceso. Tra nodi industriali, ambientali e occupazionali, serviranno decisioni rapide, solide e sostenibili: Taranto non può più aspettare.

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