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Dazi e geopolitica: Georgieva (FMI) invita alla calma, “l’economia globale è più resiliente del previsto”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Dazi e geopolitica: Georgieva (FMI) invita alla calma, “l’economia globale è più resiliente del previsto”

Nonostante tensioni geopolitiche, guerre commerciali e trasformazioni tecnologiche e demografiche, l’economia mondiale mostra una resilienza superiore alle attese. Lo ha affermato Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo Monetario Internazionale (FMI), presentando a Washington la Global Policy Agenda. “L’economia globale resiste meglio del previsto, anche di fronte a incertezze diffuse e transizioni profonde”, ha dichiarato Georgieva, citata dal Corriere della Sera.

Dazi e geopolitica: Georgieva (FMI) invita alla calma

Il messaggio del Fondo è di cauta fiducia: nonostante le divergenze di crescita tra aree e l’aumento delle tensioni commerciali, i fondamentali restano solidi e la cooperazione internazionale resta una leva decisiva per mantenere la stabilità finanziaria.

Gli squilibri globali e il ruolo di Cina e Stati Uniti
Nel suo intervento, Georgieva ha richiamato l’attenzione sugli squilibri macroeconomici tra Paesi con surplus eccessivi e quelli con deficit elevati. “La Cina dovrebbe fare maggiore affidamento sulla domanda interna per sostenere la crescita – ha spiegato – mentre gli Stati Uniti dovrebbero impegnarsi a ridurre i propri deficit e a stimolare i risparmi privati”.
Secondo il FMI, una distribuzione più equilibrata della crescita ridurrebbe le tensioni commerciali e renderebbe il sistema globale meno vulnerabile agli shock. Il Fondo sottolinea inoltre come un’eccessiva dipendenza dalle esportazioni o dal debito pubblico possa amplificare le fragilità di lungo periodo, mentre una crescita trainata dalla domanda interna e dagli investimenti sostenibili garantirebbe maggiore stabilità.

Dazi e protezionismo: l’appello alla moderazione
Uno dei passaggi più significativi del discorso riguarda i dazi commerciali, tornati al centro dell’agenda politica in diversi Paesi. “Il nostro messaggio a tutti è: state calmi – ha affermato Georgieva – e alla Cina diciamo: fate attenzione, non provocate altri Paesi”.

La direttrice del FMI ha evidenziato che solo tre dei 191 Stati membri, ossia Stati Uniti, Cina e Canada, hanno effettivamente deciso di aumentare i dazi. Un segnale che, pur nella complessità attuale, la maggioranza dei governi preferisce mantenere canali aperti di scambio e dialogo.
Secondo l’istituzione di Washington, una spirale protezionistica rischierebbe di frenare la produttività e di accentuare le tensioni inflazionistiche. Per questo, il Fondo invita a privilegiare il coordinamento delle politiche economiche rispetto alla competizione tariffaria.

Verso un equilibrio tra consolidamento e crescita
Nel quadro delle grandi economie avanzate, Georgieva distingue due gruppi: da un lato Stati Uniti, Francia e Italia, che necessitano di un consolidamento dei conti pubblici; dall’altro Canada e Germania, in posizione più solida, con margini per sostenere la domanda interna.
“La buona notizia – ha osservato – è che tutti riconoscono la necessità di agire per rafforzare la sostenibilità fiscale”. L’obiettivo, sottolinea il FMI, è mantenere l’equilibrio tra rigore e crescita, evitando che la stretta sui bilanci pubblici rallenti gli investimenti o aggravi le disuguaglianze.
In questo scenario, la resilienza dell’economia mondiale non significa assenza di rischi, ma capacità di adattamento. Il messaggio del Fondo è pragmatico: mantenere la calma, rafforzare la cooperazione e puntare su politiche che bilancino prudenza e sviluppo.
Solo così, conclude Georgieva, il sistema globale potrà trasformare le sfide geopolitiche e commerciali in un’occasione di stabilità e innovazione condivisa.

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