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Le mosse di BPM, il vero terzo polo si gioca dopo l’estate

- di: Bruno Coletta
 
Le mosse di BPM, il vero terzo polo si gioca dopo l’estate

Con Mps, Anima, Caltagirone e Delfin alla manovra, Castagna controlla il gioco ma resta prudente.

(Foto: Giuseppe Castagna, Amministratore delegato di Banco BPM).

Un bilancio da record: la base della leadership

Nel 2023 Banco BPM ha riportato un utile netto di circa €1,264 miliardi, con proventi operativi che hanno superato i €3,3 miliardi e margine di interesse oltre €3 miliardi. Nel primo semestre 2025, grazie alla forte domanda nel Nord Italia, la banca ha erogato €2,5 miliardi aggiuntivi, consolidando la sua posizione territoriale.

Il terzo polo c’è già (gran parte del merito, oltre che di Lovaglio, è di Castagna)

Secondo Giuseppe Castagna, Amministratore delegato di Banco BPM“il terzo polo bancario c’è già”: Banco BPM ha scalato la classifica diventando terzo per attività e secondo nel risparmio gestito grazie all’acquisizione dell’asset manager Anima Holding.

Con la campagna sull’OPA su Anima — aumentata a €7 per azione nel marzo 2025 e contestata dalla BCE — il gruppo ha raggiunto il controllo del 90%. Questo rafforza il posizionamento di BPM nel wealth management, rendendolo leadership nazionale

Il contesto macro: governo, golden power e ritiri strategici

Il ritiro dell’offerta da parte di UniCredit su Banco BPM il 22 luglio 2025, bloccata dal governo tramite golden share, ha spostato i riflettori su un potenziale accordo tra BPM e MPS.

Il governo Meloni si è mostrato favorevole a un polo tricolore dietro Intesa Sanpaolo: il progetto MPS‑Mediobanca‑BPM calza perfettamente con questa visione.

Gli azionisti chiave: Caltagirone, Delfin, Crédit Agricole

Nel novembre 2024 il Tesoro ha ceduto il 15% di MPS: Banco BPM ha acquisito il 5%, Anima il 3%, mentre Caltagirone e Delfin hanno rilevato circa il 3,5% ciascuno.

Questa cordata trasversale (BPM‑Anima‑Caltagirone‑Delfin) ha già allineato circa il 50% dei voti in assemblea MPS.

Delfin, con una partecipazione del 19,8% in Mediobanca e circa il 9,9% in MPS, continua a valutare l’offerta di MPS su Mediobanca, definendola “molto interessante”.

Crédit Agricole, primo azionista singolo di BPM con circa il 9,2%, esercita un’influenza strategica anche attraverso il controllo di Amundi e Agos Ducato.

Le strategie di Castagna: equilibrio tra indipendenza e alleanze

Giuseppe Castagna ha ribadito che Banco BPM resta un gruppo autonomo e orientato al territorio, ma con apertura verso fusioni o joint‑venture “utile e condivisa” con partner come MPS, Bper o Crédit Agricole Italia.

In un’intervista, Céspi ha aggiunto che le scelte saranno prese solo “entro fine estate, dopo il termine dell’Opa Mediobanca”, fissato all’8 settembre 2025.

Davide Leone, azionista rilevante, avverte che “un eventuale accordo con MPS sarà valutato solo dopo l’esito dell’Ops su Mediobanca”.

MPS e la scalata a Mediobanca: la leva per nuove mosse

L’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, ha confermato che l’obiettivo principale è la scalata a Mediobanca, con eventuali altre mosse valutate solo successivamente.

L’offerta di MPS da circa €13–14 miliardi punta a ottenere almeno il 66,7% del capitale di Mediobanca, ma considera raggiungibile il controllo anche con il 35% minimo validato.

“Solo dopo la conclusione dell’Ops, MPS potrà avere capitale in eccesso da destinare a fusioni o dividendi”, afferma Lovaglio.

 Scenari in vista

  • Fusione BPM–MPS: supporto Caltagirone, Delfin e governo. Probabilità alta se MPS supera soglia Mediobanca e Castagna approva.
  • Alleanze con Bper o Crédit Agricole Italia: simili per dimensione e profilo operativo. Possibile alternativa nei prossimi mesi.
  • Resta stand-alone: modello industriale solido, dividendi sostenibili, identità territoriale. Castagna lo considera praticabile.
  • Consolidamento dopo Mediobanca: orizzonte 2026‑27, con capitale liberato per acquisizioni successive.

Che 8 settembre sarà?

Banco BPM con Castagna alla guida ha consolidato una base forte: performance elevate, modello integrato, asset strategici come Anima e solidi rapporti con stakeholder influenti.

Il “terzo polo” esiste già, ma il vero cambiamento — l’ingresso nella nuova dimensione strategica con MPS e Mediobanca — lo deciderà la conclusione dell’Opa MPS su Mediobanca, attesa all’8 settembre 2025.

Castagna resta leader cauto, convinto che ogni passo straordinario debba essere utile, condiviso e industrialmente coerente. Il rischio di un consolidamento senza visione è alto: se la proposta di MPS dovesse essere giudicata troppo onerosa, Castagna sa che BPM può reggere da solo.

Un’era di fusioni e governance contesa è iniziata: tra dossier MPS‑Mediobanca, dossier Generali e posizioni azionarie incrociate, il ruolo di Castagna oggi appare cruciale.

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