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Borse europee in rialzo tra materie prime in movimento e focus Usa

- di: Matteo Borrelli
 
Borse europee in rialzo tra materie prime in movimento e focus Usa

Le borse europee hanno vissuto oggi una seduta caratterizzata da una tensione beneaugurante, sospinte dall’uscita dallo shutdown Usa e dall’anticipazione di dati macro americani che potrebbero influenzare la direzione della politica monetaria. Al contempo, il comparto materie prime – in particolare petrolio, gas e oro – segna movimenti significativi, così come la valuta euro che registra variazioni degne di nota.

Andamento dei mercati europei

Il quadro generale è mostrato da un indice paneuropeo che registra un progresso frazionale: l’STOXX Europe 600 sale di circa lo 0,2% a 585,33 punti.

Sul fronte nazionale, la FTSE Italia MIB avanza dello 0,43%, consolidando la serie di quattro rialzi consecutivi. Il segmento Mid Cap registra una crescita di circa +0,79% e lo Star +0,57%.

La seduta è comunque segnata da luci e ombre: mentre a Milano la ripresa è moderata, altrove in Europa l’andamento è più incerto. La FTSE 100 di Londra arretra dello 0,6%, zavorrata da deludenti dati sul PIL britannico e da titoli finanziari ed energetici in calo.

Valute e rendimento obbligazionario

Sul fronte valutario, la coppia EUR/USD è indicata in tendenza ribassista sul breve termine, con analisti che evidenziano una debolezza nel contesto del dollaro e attese di un’inversione di tendenza.

Per l’Italia, lo spread tra il rendimento del decennale italiano e l’omologo tedesco (Spread BTP-Bund) è attorno a 72-73 punti base, con rendimento del BTP decennale a circa 3,38% e quello del Bund a 2,65%.

Materie prime: petrolio, gas, oro

Nel comparto energia, il benchmark petrolifero Brent Crude registra un rialzo contenuto (+0,5% circa) a circa 63,04 dollari al barile. Il gas europeo (hub TTF Gas) scende invece dell’1,61% a 30,46 euro/MWh, proseguendo una discesa mensile del 4,2%.

Il metallo prezioso oro, che funge da bene rifugio, sale a un massimo di tre settimane in dollari: 4.206,64 $/oz, spinto dalle attese su dati Usa che potrebbero favorire un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. 

Titoli italiani: chi sale e chi scende

Sul mercato italiano si segnalano tra i titoli del FTSE MIB i migliori e peggiori della giornata (dati aggiornati al 13 nov 2025):

  • In rialzo: Hera +2,89%; Leonardo +2,23%; Banca Monte Paschi Siena +2,18%.
  • In ribasso: Azimut -9,93%; Brunello Cucinelli -2,90%; Recordati -2,06%.

Nel segmento Mid Cap e Small Cap, nonostante la mancanza di un ranking completo al momento, si evidenzia la outperformer Technoprobe +7,66% e doValue +6,13% su Mid Cap; i peggiori includono De’ Longhi -3,08%, con Realizzi anche su Italmobiliare -1,88%.

Commenti e scenari

Il commento dell’analista: oggi è «una giornata di transizione», nella quale i mercati europei registrano guadagni modesti spinti dall’ottimismo sul fronte Usa ma frenati da alcuni settori in difficoltà, come veduto in Germania e nel Regno Unito. Tra gli elementi chiave da monitorare troviamo la qualità delle trimestrali societarie, il comportamento del settore tech e, come sempre, la direzione delle decisioni monetarie della Fed e della European Central Bank (Bce).

Un commento significativo arriva da un esponente bancario italiano relativamente al titolo Azimut: «Preferiremmo che ci fosse consentito in tempi ragionevoli di ottenere la licenza in Italia, ma se ciò non fosse possibile, esistono altri Paesi, ad esempio la Svizzera», ha affermato il presidente Pietro Giuliani nel corso della giornata. Il titolo ha risentito di rilievi dell’Banca d’Italia che ne mettono in discussione i tempi di spin-off della nuova banca fintech Tnb. (Milano, 13 nov 2025)

Prospettive per i prossimi giorni

La sensazione è che il rialzo delle borse europee abbia ancora margini moderati, purché il contesto macro internazionale resti favorevole. Nel breve termine, tre leve da tenere d’occhio: l’uscita dei dati Usa (occupazione, inflazione), l’andamento delle materie prime e l’evoluzione del rischio politico-finanziario in Italia ed Europa (che influenza lo spread e i rendimenti obbligazionari). Se uno di questi elementi dovesse virare negativamente, la ripresa potrebbe arrestarsi.

Il quadro in sintesi 

Mercati europei scarsamente entusiasmanti ma positivi, materie prime sotto controllo, valute in tensione, e Italia che conferma la propria moderata stabilità nell’ambito obbligazionario. Resta da vedere se l’impulso sarà sufficiente per superare la fase di attesa.

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