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Bce, stretta inattesa sul credito alle imprese

- di: Redazione
 
Bce, stretta inattesa sul credito alle imprese

Nel terzo trimestre 2025 le banche europee hanno irrigidito gli standard per i prestiti alle imprese, in modo inatteso rispetto alle ultime indicazioni congiunturali. Lo rileva la Banca centrale europea nell’indagine sul credito bancario diffusa oggi, che parla di una “lieve ma significativa stretta” sugli standard di erogazione. La sorpresa è che il movimento arriva in un momento in cui non si registra un aumento delle insolvenze, né un peggioramento netto della qualità del credito: la cautela nasce dal contesto geopolitico e commerciale, non dalla condizione finanziaria delle aziende.

Bce, stretta inattesa sul credito alle imprese

La BCE spiega che il credito è disponibile, ma le banche stanno applicando filtri più stretti. L’elemento centrale è lo shock di incertezza legato alle tensioni su dazi e catene di fornitura, che rende più complesso stimare prospettive commerciali e margini futuri. In pratica, gli istituti non stanno “chiudendo i rubinetti”, ma stanno alzando la soglia di affidabilità prospettica per chi richiede nuova finanza.

Una stretta “selettiva”: cambia l’accesso, non il costo
L’indagine segnala una dinamica nuova rispetto a precedenti cicli restrittivi: non si osserva una stretta orizzontale, ma una selezione molto più marcata tra settori. Le imprese esportatrici o esposte lungo catene del valore attraversate da misure protezionistiche risultano più penalizzate; quelle orientate a domanda interna o filiere meno sensibili alla tensione commerciale incontrano condizioni quasi invariate. In questo senso il credito diventa strumento di mitigazione del rischio geopolitico, non solo creditizio.

Mutui stabili: nessun segnale di bolla
La stabilità nei criteri per i prestiti immobiliari alle famiglie suggerisce che il sistema bancario non vede squilibri emergenti nel comparto residenziale. Anche con i tassi non ancora tornati ai livelli pre-pandemia, non ci sono segnali di deterioramento rapido. È il motivo per cui gli istituti mantengono una linea di continuità: l’indebitamento delle famiglie resta sostenibile e il rischio, qui, non giustifica una stretta.

Credito al consumo: prudenza preventiva sui redditi
Diverso lo scenario per il credito al consumo, dove l’indagine registra una moderata stretta. Le banche temono che l’effetto ritardato delle tensioni internazionali possa ridurre la capacità di spesa reale nei prossimi trimestri. Il ragionamento è prudenziale: il rischio non è ancora materializzato, ma viene anticipato nei criteri di scoring. Anche qui il fattore non è il presente, ma l’orizzonte.

Un segnale rilevante per la politica monetaria
Il fatto che la stretta si manifesti mentre i fondamentali macro stanno lentamente migliorando indica che gli istituti stanno interiorizzando lo scenario geopolitico come vincolo stabile. È un cambio di fase: non più credito condizionato solo dai tassi, ma credito condizionato dal contesto globale in cui l’impresa dovrà muoversi. Il canale di trasmissione non è più (solo) monetario, è commerciale.

Perché la BCE la definisce “inaspettata”
I precedenti trimestri facevano pensare a una fase di stabilizzazione: domanda di prestiti cauta ma non in calo strutturale, e una progressiva attenuazione della restrizione. Il nuovo irrigidimento ribalta la curva attesa e segnala che le banche stanno proteggendo i bilanci da shock futuri più che presenti. È un comportamento tipico delle fasi in cui il rischio percepito è “esogeno”, cioè importato dall’esterno.

La fotografia è quindi chiara: il credito non è in contrazione, ma diventa più selettivo, soprattutto per le imprese più esposte ai mercati internazionali. È la prima evidenza concreta del fatto che la geopolitica sta pesando sulle decisioni economiche più della domanda interna o dei tassi. Per la BCE è un segnale da monitorare: a fronte di una politica monetaria che guarda alla crescita, il sistema bancario si sta già predisponendo a gestire un contesto in cui il rischio passa dai prezzi all’accesso ai mercati.

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