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Semiconduttori, super piano da 65 miliardi di euro del Giappone

- di: Redazione
 
Semiconduttori, super piano da 65 miliardi di euro del Giappone
Il Giappone ha in rampa di lancio un ambizioso piano da 65 miliardi di dollari per dare un colpo d’ala alla propria industria dei semiconduttori. Il progetto, che è stato illustrato dal Primo Ministro Shigeru Ishiba, prevede sussidi, incentivi fiscali e investimenti in ricerca e sviluppo, col gli obiettivi di ridurre la dipendenza del Paese dalle forniture estere e di consolidare il proprio ruolo strategico in un mercato sempre più competitivo.
La notizia è al centro di un report del Ce.Si - Centro Studi Internazionali fondato e diretto da Andrea Margelletti (nella foto). Il report è firmato da Davide Maiello.
L’iniziativa del Giappone, afferma il report, s’inserisce in un contesto internazionale caratterizzato dalle crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, tensioni che sono alimentata dalla forte competizione per il dominio tecnologico. 
Il report ricorda che il Giappone, in passato, è stato in posizione di leadership mondiale nel settore dei semiconduttori (negli anni ’80 deteneva oltre il 50% del mercato mondiale) e il piano presentato dal Primo Ministro Shigeru Ishiba è la risposta alla necessità di una maggiore resilienza, nel tentativo di recuperare terreno dopo anni di forte concorrenza da parte di Corea del Sud, Taiwan, Stati Uniti e Cina. 
All’interno dell’attuale catena di valore dei semiconduttori, infatti – spiega il report - Tokyo detiene una quota del 27% nella produzione di apparecchiature e del 16% nella fabbricazione dei wafer, rispetto al 42% degli USA nel primo campo e del 21% di Pechino nel secondo. In questo scenario, non stupisce che tra i principali beneficiari dei sussidi vi sia la società Rapidus, fondata nel 2022 col sostegno del Governo giapponese e di grandi aziende nazionali (tra cui Toyota e Sony) per rispondere alle crescenti necessità di rafforzare l’autosufficienza tecnologica del Paese”.
Lo scopo di Tokyo sviluppare e produrre chip di nuova generazione come quelli a 2 nanometri, fondamentali per applicazioni nell’ambito dell’intelligenza artificiale, della mobilità autonoma e delle reti 6G. Sostenendo Rapidus, il Giappone mira a costruire e consolidare una base produttiva nazionale, consentendo a Rapidus di mantenere la propria competitività su scala globale rispetto ai giganti del settore, tra i quali Taiwan Semiconductor Manufacturing Company e la coreana Samsung.
Oltre alle implicazioni tecnologiche, il piano genererà, ha affermato il premier giapponese, benefici significativi per l’ecosistema giapponese, con un impatto complessivo stimato in circa 992 miliardi di euro.

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