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Apple: multa da 110 milioni per colpa dei rallentamenti degli iPhone

- di: Redazione
 
Dopo una lunga battaglia legale circa durata due anni, Apple dovrà pagare 113 milioni di dollari (più o meno 110 milioni di euro) per i disservizi riscontrati sugli iPhone a partire dalla fine del 2016. Secondo le segnalazioni fatte dai consumatori, tutti i dispositivi incriminati si spegnevano nel momento in cui raggiungevano il livello del 30% di carica della batteria, causando non pochi disagi a chi li possedeva. La prima richiesta di risarcimento, che risale al marzo di quest’anno, era molto più importante ammontando a quasi 500 milioni di dollari.

Nel 2017, l’azienda statunitense con sede a Cupertino in California, ammise di aver previsto un rallentamento sulle batterie dei vecchi iPhone ma respinse con forza ogni accusa sulla premeditazione.

Secondo il procuratore generale dell’Arizona, Mark Brnovich, la Apple ha invece agito consapevolmente per spingere i propri clienti all’acquisto di modelli successivi e più costosi. L’accusa mossa da Brnovich, è proseguita con un’esortazione a maggiore trasparenza su pratiche e prodotti messi sul mercato.

In un primo momento Apple propose ai possessori dei modelli iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone 6s, iPhone 6 s Plus, iPhone 7, iPhone 7 Plus e iPhone SE con sistema operativo iOS 10.2.1 o versioni successive,oltre ad iPhone 7 e i Phone 7 Plus che avevano iOS 11.2 prodotti prima del 21 dicembre 2017,un programma ad ampio raggio di sostituzione delle batterie.

Il piano prevedeva un importante sconto sull’acquisto di una nuova batteria e l’introduzione di un nuovo software che ne avrebbe monitorato lo stato in tempo reale. I consumatori si rifiutarono unendosi e dando vita a diverse class action in più di 30 stati americani.
Il “batterygate” ha visti coinvolti anche stati europei, come la Francia che ha imposto una multa di 25 di euro e l’Italia che chiese un risarcimento di circa 10 milioni da pagare nel 2018.
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