Saras chiude il 2021 con ricavi in netto miglioramento. Moratti: pronti a garantire un fattivo contributo alla transizione energetica

- di: Barbara Leone
 
Nel 2021 il Gruppo Saras, uno dei principali operatori europei nel settore dell’energia e raffinazione del petrolio, ha conseguito risultati economico finanziari in miglioramento rispetto al 2020, nonostante lo scenario abbia risentito dei perduranti effetti della crisi pandemica da covid-19. Una ripresa più sostanziale dei margini di raffinazione, in particolare di quelli del gasolio, si è infatti verificata solo a partire dal secondo semestre. E’ questo il quadro che emerge dall’Assemblea degli azionisti del Gruppo che si è riunita oggi sotto la Presidenza di Massimo Moratti. Gli azionisti Saras hanno così approvato il Bilancio d’Esercizio al 31 dicembre 2021 di Saras S.p.A. ed esaminato il Bilancio Consolidato del Gruppo. Hanno inoltre nominato  il Consiglio di Amministrazione per l’esercizio 2022 ed approvata la prima sezione ed espresso parere favorevole sulla seconda sezione della Relazione sulla remunerazione.  In particolare, a partire dal mese di settembre, i margini di raffinazione del diesel, che hanno risentito più di quelli della benzina del rallentamento dell’economia seguito alla pandemia, hanno mostrato in Europa una ripresa significativa, registrando nell’ultimo trimestre una media di 11,1$/bl, un livello a doppia cifra che non si registrava da inizio 2020. Questi valori pur in aumento, non hanno tuttavia raggiunto i livelli pre-covid di circa 14$/bl. Nel 2021, grazie alle campagne di vaccinazione il traffico aereo europeo ha registrato una ripresa considerevole, ma non completa, arrivando a livelli pari al 64% di quelli pre-covid nel mese di gennaio, per aumentare al 70% durante l’estate, e al 78% nel mese di dicembre1. Nel secondo semestre, tuttavia, l’accelerazione dei consumi per la ripresa post-pandemica ha fatto registrare un’impennata dei costi delle materie prime e delle commodities energetiche senza precedenti, portando i prezzi del gas, dell’energia elettrica e della CO2 a livelli record e controbilanciando in larga parte i benefici derivati dal miglioramento dei margini. In questo scenario, il Gruppo ha proseguito nel 2021 nell’applicazione del piano di efficientamento dei costi e di riduzione degli investimenti adottato nel 2020 con lo scopo di ridurre al minimo gli impatti della crisi pandemica da covid-19. In particolare, sul fronte dei costi operativi, nel corso del 2021 la Società ha internalizzato, attraverso la propria controllata Sartec, le attività di ingegneria e ha proseguito il piano di contenimento del costo del lavoro, attraverso il ricorso alla cassa integrazione, adottata in misura parziale per tutti i dipendenti del Gruppo, e prolungata nella seconda metà dell’anno in forma ridotta, e all’attuazione di un piano di risoluzione volontaria incentivata del rapporto di lavoro. Inoltre, l’operatività della raffineria è stata modulata nei mesi in funzione dell’economicità nella lavorazione dei principali prodotti raffinati: in particolare, è stata massimizzata la produzione di benzina per la sua maggiore redditività rispetto al diesel, soprattutto nella prima parte dell’anno e, contemporaneamente, pur rappresentando una componente secondaria della resa, è stata aumentata la produzione di VLSFO, l’olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo, che ha mostrato una marginalità crescente nel corso dell’anno grazie a un traffico marittimo in ripresa.

“Il 2021- ha dichiarato il Presidente Moratti - è stato un anno ancora difficile per il settore della raffinazione: nella prima metà dell’anno il protrarsi degli effetti della pandemia ha mantenuto bassi i consumi petroliferi, e in particolare quelli del diesel, principale prodotto della nostra raffineria; nella seconda metà dell’anno, invece, l’impennata dei costi energetici ha limitato i benefici derivati dalla ripresa dei consumi che a partire dalla fine dell’anno si è però dimostrata particolarmente robusta, non solo con riferimento alla domanda di benzina ma anche a quella del diesel, che aveva mostrato maggiore difficoltà a tornare ai livelli pre-covid. In questo contesto - ha sottolineato Moratti - il nostro Gruppo ha ottenuto risultati in netto miglioramento rispetto al 2020, anche grazie alle attività di razionalizzazione dei costi industriali e di contenimento degli investimenti. I fondamentali di mercato positivi legati a una domanda petrolifera particolarmente solida ci avevano inoltre consentito di elaborare alla fine dell’anno un piano di medio termine caratterizzato da un ritorno della redditività di Gruppo importante nel 2023. La crisi russo ucraina scoppiata a inizio marzo ha fortemente mutato lo scenario di riferimento, provando ulteriormente il ruolo cruciale delle fonti e dei carburanti tradizionali in un percorso di transizione verso fonti energetiche alternative realmente sostenibile. Oltre a causare l’esplosione dei prezzi del gas, a cui sono legati quelli dell’energia elettrica, il mancato ricorso alle esportazioni petrolifere russe da parte delle maggiori compagnie petrolifere occidentali ha infatti determinato in Europa una drastica riduzione dell’offerta non solo di grezzi ma anche di prodotti petroliferi, e in particolare di diesel, con effetti che riteniamo possano perdurare anche dopo la risoluzione, sperabilmente più rapida possibile, della crisi. A fronte di questo contesto - ha aggiunto - vogliamo sottolineare ancora una volta il ruolo del Gruppo Saras quale operatore strategico in grado di fornire prodotti petroliferi, senza dipendere dal grezzo russo e senza consumo di gas, che la nostra raffineria non utilizza, ed energia elettrica al territorio della Sardegna, dove siamo presenti con la nostra centrale che fornisce circa il 40% del fabbisogno di energia elettrica sardo, e con 171MW di capacità eolica. Siamo pronti a garantire un fattivo contributo alla transizione energetica attraverso l’attività di raffinazione sempre più efficiente e sostenibile e lo sviluppo di nuova capacità di produzione di energia rinnovabile con l’obiettivo di arrivare a 500MW entro la fine del 2025”.

Entrando nel dettaglio dei dati economici vediamo che nel 2021 i ricavi del Gruppo sono stati pari a 8.636 milioni di Euro rispetto ai 5.342 milioni di Euro realizzati nello scorso esercizio. La variazione è da ricondursi principalmente al significativo apprezzamento dei principali prodotti petroliferi rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, che ricordiamo era stato caratterizzato dalla forte riduzione delle quotazioni per effetto degli impatti della pandemia; nello specifico il prezzo medio della benzina nel 2021 è stato pari a 671 $/ton (vs 382 $/ton nel 2020), mentre quello del diesel è stato di 579 $/ton (vs 362 $/ton nel 2020). Ulteriori fattori che hanno contribuito positivamente all’incremento dei ricavi sono stati le vendite di energia elettrica dovute al significativo incremento del prezzo unico nazionale che mediamente nel 2021 è stato pari a 125 €/MWh (vs 39 €/MWh nel 2020) e le maggiori lavorazioni e vendite di prodotti petroliferi; si ricorda infatti che nel 2020, le produzioni avevano risentito degli impatti della manutenzione pluriennale dell’impianto FCC e delle avverse condizioni di scenario. L’EBITDA reported di Gruppo nel 2021 è stato pari a 277,1 milioni di Euro, in incremento rispetto ai -87,1 milioni di Euro dell’esercizio 2020. La variazione positiva è da ricondursi in primo luogo ai differenti impatti delle dinamiche di prezzo delle commodities sulle rimanenze inventariali oil. Nel 2021 la variazione delle rimanenze inventariali (al netto dei relativi derivati di copertura) ha beneficiato di un apprezzamento di 226,5 milioni di Euro rispetto ad una perdita di 32,2 milioni di Euro nel medesimo periodo del 2020. Inoltre, per la quota restante del miglioramento dell’EBITDA, si segnala nel complesso un miglioramento degli impatti dello scenario petrolifero sulla generazione del margine ed un impatto negativo per l’incremento dei prezzi relativi all’energia elettrica e alla CO2 che, a partire dal secondo semestre, hanno incrementato i costi variabili (solo in parte compensati dai rimborsi per essenzialità). Per gli altri commenti di natura gestionale si rimanda a quanto riportato nella sezione “Analisi dei Segmenti”.

Il Risultato Netto reported di Gruppo è stato pari a 9,3 milioni di Euro, rispetto ai -275,5 milioni di Euro conseguiti nell’esercizio 2020. In aggiunta a quanto evidenziato a livello di EBITDA si evidenzia la riduzione degli ammortamenti nel 2021 rispetto all’esercizio precedente determinato da un lato dall’effetto negativo della riduzione del valore delle immobilizzazioni materiali a causa dell’Impairment test (ai sensi dello IAS 36) contabilizzato nel precedente esercizio, dall’altro dalla riduzione delle immobilizzazioni immateriali per la fine del contratto CIP6; inoltre si evidenzia nel 2021 un incremento dei proventi e oneri finanziari netti per i effetti delle coperture sul cambio. L’EBITDA comparable di Gruppo nel 2021 si è attestato a 54,1 milioni di Euro, in incremento rispetto ai -20,8 milioni di Euro conseguiti nel 2020. Tale risultato, rispetto all’EBITDA reported non include il sopracitato effetto positivo dello scenario sulle differenze inventariali (al netto dei relativi derivati di copertura) tra inizio e fine periodo, include gli impatti dei derivati su cambi (riclassificati nella gestione caratteristica) ed esclude le poste non ricorrenti relative principalmente al differenziale di prezzo delle quote di CO2 di competenza dell’esercizio precedente ed alla svalutazione di crediti commerciali mentre mantiene l’effetto di rilascio del fondo incentivi non utilizzato per circa 4 milioni di euro, in quanto non rilevante ai fini Comparable per valore e natura. Il risultato superiore rispetto a quello registrato nel 2020 si compone di uno scostamento positivo sia nel segmento “Renewables” che nel segmento “Industrial & Marketing”. Il Risultato Netto comparable di Gruppo nel 2021 è stato pari a -136,0 milioni di Euro, rispetto ai -197,0 milioni di Euro nel medesimo periodo dell’esercizio precedente. Gli investimenti nel 2021 sono stati pari a 77,8 milioni di Euro significativamente inferiori rispetto ai livelli del 2020. Gli investimenti relativi al segmento Industrial & Marketing sono stati pari a 69,4 milioni di Euro in riduzione rispetto all’anno precedente sia per effetto delle iniziative di contenimento degli investimenti, poste in essere per la mitigazione degli impatti della pandemia covid-19, sia per le minori attività di fermata programmate effettuate nell’esercizio. Gli investimenti relativi al segmento Renewables sono stati pari a 8,4 milioni di Euro e prevalentemente legati al completamento delle attività di reblading. Infine la Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2021, ante effetto dell’applicazione dell’IFRS16, è risultata negativa per 453 milioni di Euro, rispetto alla posizione negativa per 505 milioni di Euro riportata al 31 dicembre 2020. La Posizione Finanziaria Netta, comprensiva dell’effetto dell’IFRS16 (negativo per 41 milioni di Euro) è risultata negativa per 495 milioni di Euro. Nel corso dell’Assemblea è stata anche presentata la Dichiarazione consolidata non finanziaria - Bilancio di  Sostenibilità 2021, predisposta quale relazione distinta dal Bilancio di Esercizio. Tale dichiarazione redatta ai sensi del D.lgs. n. 254/2016, si basa sugli standard della Global Reporting Initiative (GRI - Sustainability Reporting Standards) e descrive la responsabilità e l’impegno sociale del Gruppo e le strategie di sviluppo sostenibile per la creazione di valore condiviso, nella piena salvaguardia di salute, sicurezza ed ambiente.
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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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