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L’Isola che manda in fumo i cervelli

- di: Barbara Leone
 
L’Isola che manda in fumo i cervelli
E’ definita la prova più importante dell’Isola dei famosi. E’ la prova del fuoco, che consiste nel restare fermi immobili per parecchi minuti davanti alle lingue di fuoco sparate dai lanciafiamme a pochissimi centimetri dai naufraghi prescelti. Protagoniste dell’ultimo round Roberta Morise e Patrizia Bonetti, famose sulla parola e forse tra amici e parenti. Della serie: ma chi sono? E però non è questo il punto. A farci rabbrividire è la pochezza e l’inutilità di una prova che non ha proprio nulla a che fare col coraggio. Perché è stupidata galattica, diciamolo. Che se la batte, forse, giusto con quelle ripugnanti sfide alla “Ciao Darwin” in cui i concorrenti venivano cosparsi di vermi, scarafaggi e insetti vari. In quel caso, però, a parte qualche conato di vomito non si rischiava nulla.

Patrizia Bonetti ha chiesto un risarcimento di un milione di euro alla produzione per i danni subìti

A giocare col fuoco, invece, può finir male. E così è stato. In una delle ultime puntate dell’Isola, infatti, una delle due concorrenti è stata costretta a ritirarsi dal programma per tornare in Italia a curarsi le ustioni. Perché il fuoco brucia: sai che novità? E, povera stella, non se lo immaginava che si poteva ustionare? Ma poi: gliel’ha ordinato il medico di stare per quasi sei minuti avvinghiata ad una catena con le fiamme che ardevano a un palmo di naso? Che poi non è che bisogna essere Einstein per capire che con qualche variabile atmosferica, come per esempio un po’ di vento in più, le fiamme si allungano, si allargano, cambiano direzione e ti possono avvolgere in un nanosecondo. Manco il tempo di dire amen e sei già bello che soffritto! Stendiamo un velo pietoso sugli autori del programma, perché davvero non si comprende cosa vada ad aggiungere una sfida così, o cosa possa voler dimostrare. Se non la sadica demenza di chi se l’è inventata. Ma piangere sul latte versato è altrettanto sciocco. Un latte, peraltro, versato a peso d’oro. Visto che la donzella in questione ha ben pensato di chiedere un risarcimento di un milione di euro alla produzione per i danni subìti. Ma davvero fate? Cioè, a pochi chilometri da noi c’è gente che veramente se la vede col fuoco delle bombe e dei missili, e voi prima giocate a fare gli eroi all’amatriciana e poi volete pure i soldi? E di quelli che muoiono sul posto di lavoro, ne vogliamo parlare? Mica se la vanno a cercare, loro. Questi genialoni sì. Se la cercano, e fanno pure gli splendidi.

Non è retorica, ma veramente non se ne può più

Non è retorica, ma veramente non se ne può più. E’ una sconcezza continua. Questi sono programmi insulsi, che andrebbero chiusi prima di subito.  Perchè non fanno che sdoganare cattivi esempi, sotto ogni punto di vista. E rappresentano pure un’offesa: all’intelligenza di chi guarda, e alla sofferenza di chi è vittima delle disgrazie vere. Reali, non reality! Questa gente sarebbe da mandare ad asfaltare le strade sotto il sole cocente d’agosto. Sai che rosolate. Altro che spiagge e rimborsi. Ma finchè esiste un pubblico che li segue, che s’infervora e applaude non ce li toglieremo mai dalle scatole. E dalla scatola della tv. Gli sponsor continueranno a pagare, i telebeoti continueranno ad abboccare e loro continueranno a mandare in fumo cervelli. E se capita, poi, pure qualche polpaccio.
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