Istat, giovani insoddisfatti per le condizioni di vita: pochi svaghi e meno amicizie

- di: Barbara Bizzarri
 
L’Istat fotografa un Paese che offre ai giovani ben pochi motivi di soddisfazione per la vita: nella fascia di età compresa fra i 14 e i 19 anni la quota di molto soddisfatti scende dal 55,8% del 2020 al 52,3% del 2021, mentre la crescita è stata più elevata della media tra le persone di 75 anni e più (dal 36,4% al 39,4%). Nel 2021, nonostante i tormenti dovuti alla pandemia, è cresciuta la quota di persone di 14 anni o più soddisfatte per la propria vita nel complesso (+1,7 punti percentuali rispetto al 2020), con l’eccezione appunto dei giovani di 14-19 anni e la crescita è stata più elevata della media tra gli ultrasettantacinquenni. A fronte di un aumento del benessere soggettivo nel complesso, diminuisce molto la soddisfazione per alcuni aspetti specifici come il tempo libero e le amicizie, in particolare per i più giovani e per le donne. Rispetto all'anno precedente la soddisfazione registra un vero e proprio crollo in tutte le classi di età, in particolare nella fascia giovanile.

Le giovani generazioni hanno infatti subito un disagio maggiore per le limitazioni che hanno coinvolto le relazioni sociali e le attività del tempo libero fuori casa. In calo anche la soddisfazione per la salute, in particolare nelle classi di età 45-54 (da 86,0% a 84,0%) e 65-74 anni (da 74,4% a 71,9%). Meno soddisfazione rispetto al passato anche per la dimensione lavorativa, in particolare tra le occupate: nel 2020 uomini e donne avevano espresso lo stesso livello di soddisfazione per il lavoro ma sono tornati a differenziarsi nel 2021 per il maggior calo femminile. Per le donne, infatti, la soddisfazione scende al 76,6% contro il 78,2% degli uomini. La decrescita si verifica soprattutto tra le lavoratrici del Nord e i lavoratori del Mezzogiorno. Al Nord le persone esprimono una soddisfazione elevata (48,3%), ma non in aumento. Al Centro e ancora di più nel Mezzogiorno si registra invece un incremento nei punteggi alti della soddisfazione, rispettivamente 45,8% e 43,0%, assottigliando il gap storico con il Nord. La regione con il più elevato livello di soddisfazione resta il Trentino-Alto Adige (60,8%) mentre la Puglia è quella con il livello più basso (39,5%). La Sicilia (43,2%) e la Campania (40,6%), che nel 2020 hanno rappresentato il fanalino di coda, sono le regioni dove la crescita è più marcata.

Rispetto alla condizione occupazionale, chi è occupato o impegnato in un’attività formativa esprime più frequentemente giudizi positivi di soddisfazione. Per il 50,3% degli occupati e il 49,9% degli studenti la soddisfazione è elevata. Anche la posizione nella professione incide: tra coloro che sono occupati, i dirigenti, gli imprenditori e i liberi professionisti (53,9%), insieme ai quadri e agli impiegati (51,1%), dichiarano livelli di soddisfazione più alti rispetto agli operai (49,2%) e ai lavoratori in proprio (46,2%). Rispetto all’anno precedente, tuttavia, non sono queste le categorie che hanno sperimentato il maggior incremento nella quota di soddisfatti. In particolare, gli studenti mostrano un calo (i soddisfatti erano il 52,1% nel 2020) e gli occupati una crescita modesta (rispetto al 49,0% del 2020). Le persone in cerca di occupazione hanno registrato un aumento significativo dei giudizi positivi (dal 31,3% del 2020 al 35,5% del 2021). Anche le casalinghe risultano più soddisfatte (dal 39,9% del 2020 al 43,6% del 2021).
La soddisfazione generale aumenta con il titolo di studio. La stima dei molto soddisfatti riguarda il 39,6% di chi ha al massimo la licenza elementare e il 50,2% dei laureati. La soddisfazione dei laureati non evidenzia però alcuna crescita rispetto al 2020, mentre la categoria con l’incremento più elevato è quella dei meno istruiti (licenza elementare), era il 36,5%. Si tratta di un gruppo di popolazione per cui la crescita è avvenuta in tutte le fasce di età, anche se più forte in quelle più anziane.
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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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