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Parla Zelensky: “Fatto un passo decisivo con l’Occidente”

- di: Bruno Coletta
 
Parla Zelensky: “Fatto un passo decisivo con l’Occidente”

Il presidente ucraino racconta un vertice che rafforza le garanzie di sicurezza: Trump e i leader europei rilanciano il dialogo, tra promesse di armi e ipotesi di incontro con Putin.

“È stato fatto un passo decisivo, una dimostrazione di vera unità tra Europa e Stati Uniti”, ha dichiarato Volodymyr Zelensky sintetizzando l’esito della sua visita a Washington, dove ha incontrato Donald Trump e una delegazione di leader europei. Non solo una stretta di mano alla Casa Bianca, ma l’annuncio di un percorso che potrebbe cambiare le sorti della guerra: garanzie di sicurezza formali per l’Ucraina e un possibile trilaterale con Vladimir Putin entro fine mese.

Il vertice della svolta

Al tavolo del presidente americano c’erano Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz, Giorgia Meloni e il segretario generale della Nato Mark Rutte. Una foto di gruppo che racconta molto: l’Europa e Washington, pur divise su molti dossier, hanno scelto di mostrarsi compatte accanto a Kyiv.

Secondo Zelensky, la discussione è stata “la più produttiva finora”. Al centro, un pacchetto di sostegno militare stimato in 90 miliardi di dollari, che includerebbe sistemi di difesa aerea e tecnologie avanzate. Ma soprattutto, la promessa di un impegno scritto entro 10 giorni che definisca le garanzie di sicurezza a lungo termine.

La partita diplomatica

Dalle dichiarazioni dei leader emergono visioni diverse ma convergenti. Macron ha proposto un “formato a quattro” – Ucraina, Russia, Usa ed Europa – per assicurare che la pace non sia una partita a due tra Washington e Mosca. Merz ha ribadito che nessuna soluzione potrà prevedere concessioni territoriali imposte a Kyiv. Rutte ha evocato “garanzie simili all’Articolo 5 della Nato”, segnale di un impegno collettivo di difesa.

Verso l’incontro con Putin

Il passo successivo potrebbe essere il più delicato: un incontro diretto tra Zelensky e Putin, forse entro fine agosto, con la regia di Trump e la partecipazione europea. Per il presidente ucraino, non è più tempo di vaghe promesse: “I leader sono venuti di persona a Washington per sostenere l’Ucraina e discutere di ciò che ci avvicinerà a una pace reale”, ha detto. Un messaggio chiaro, con l’Europa chiamata a un ruolo da protagonista e non da spettatrice.

Spostato l'asse della diplomazia

Il vertice di Washington non ha chiuso la guerra, ma ha spostato l’asse della diplomazia. Zelensky ha ottenuto un impegno scritto, Trump ha mostrato di voler guidare il negoziato, l’Europa ha rivendicato il suo posto al tavolo. La vera sfida ora è tradurre in fatti le promesse, perché l’Ucraina – e con essa l’intero continente – attende un’architettura di sicurezza che possa resistere al tempo e alle pressioni del Cremlino.

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