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Trattamenti non invasivi di ringiovanimento del viso

- di: Domenico Riitano

Le terapie di ringiovanimento del viso sono volte a contrastare il rilassamento cutaneo e l’insorgenza di rughe. Lasciando da parte le tecniche chirurgiche più invasive, prendiamo in considerazione delle procedure che, anche se ancillari o seguenti ad interventi chirurgici, anche da sole possono portare a dei risultati soddisfacenti. Considerando che l’invecchiamento ha una fase progressiva ineluttabile, dunque, sono contrario all’uso, in volto, di sostanze permanenti o semipermanenti, che appaiono risolutive nel momento in cui vengono utilizzate ma che, dopo alcuni anni, non sono più integrate nelle strutture originali e non più “attuali’’ con il passare del tempo deformando i lineamenti. Le sostanze iniettabili definite permanenti con più facilità determinano reazioni infiammatorie intermittenti anche per lunghi anni o che tendono a cronicizzarsi con risultati non proprio estetici.
Prima di illustrare i trattamenti è bene specificare la differenza tra “rughe” e “pieghe” del volto: la ruga è una depressione su di un piano lineare,  mentre la piega nasce da un cedimento cutaneo che si riflette su dei punti del volto che rimangono fissi.  Le rughe sono più frequenti nelle persone più giovani mentre le pieghe sono tipiche delle persone di età più avanzata. Conviene sempre trattare le rughe in una fase precoce perché, una volta stabilizzate, diventano delle vere e proprie cicatrici per assottigliamento progressivo del tessuto sottocutaneo. Per correggere o annullare, ove possibile, le rughe usiamo dei filler, che in italiano sono dei “riempitivi” per colmare le depressioni. Le rughe si formano di solito, o almeno precocemente,  per la contrazione dei muscoli che determinano un effetto fisarmonica che a lungo andare provoca l’assottigliamento del sottocute.  Per evitare questo effetto dato dalla contrazione del muscolo, si usa una sostanza chiamata botulino che inducendo una paralisi transitoria del muscolo riduce la formazione delle rughe.
Le rughe ormai presenti vanno trattate, dunque, con filler che,  in volto, per me devono essere assolutamente progressivamente eliminabili dal nostro organismo e non permanenti. Tra questi il più sicuro e utilizzato è l’acido ialuronico, una sostanza di sintesi che non necessita di test prima di essere iniettato. Di solito pratico una somministrazione progressiva con interventi a distanza di uno, tre, sei mesi, per poi ripeterla due volte l’anno, creando un substrato che necessiterà solo di essere reintegrato parzialmente. Come esempio, con l’acido ialuronico tratto il solco naso genieno nei giovani che presentano piccole depressioni e quindi ruga! Quando il cedimento cutaneo dei pazienti, con il passare degli anni, diventa una piega, invece, è più indicato un intervento di lifting per, come dico spesso, spiegare la piega.
Per trattare la zona glabellare della fronte si usa, anche qui l’acido ialuronico per le pighe verticali e in sostanza e in associazione il botulino. L’uso del botulino in medicina estetica è stato autorizzato dal 2004, e deve essere sempre utilizzato in uno studio medico. Iniettando il botulino, dicevamo, si paralizza il muscolo che, rilassandosi, fa sì che la pelle non sia continuamente sottoposta a contrazioni. In tal modo le rughe vengono distese. Bisogna aprire una nuova confezione di botulino per ogni singolo paziente e con la diluizione di tale sostanza si determinerà il grado di paralisi e il risultato finale visibile dopo 4 / 6 giorni.

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