Studio Temporary Manager: "Manager italiani preoccupati dal caro energia"

- di: Daniele Minuti
 
Studio Temporary Manager ha condotto uno studio relativo agli effetti che il caro sulle materie prime e quello sul costo dell'energia, sta avendo sull'industria italiana e sui manager di impresa. Col prezzo medio dell'elettricità a causa delle aziende italiane schizzato a +500% nel marzo del 2022 su base annuale (PUN da 55€/MWh a oltre 310€/MWh), dati molto più alti di Germania e Polonia. Ancora più grave è la situazione del Gas Naturale, a +700%.

Studio Temporary Manager analizza il sentiment dei manager d'impresa sul caro energia

Nonostante il Decreto Energia, il 49% dei manager si ritiene molto preoccupato (il 41% abbastanza preoccupato) dati i primi effetti del caro energia, con le imprese costrette ad accrescere i prezzi dei prodotti (secondo il 67% degli intervistati) o ad abbassare i margini di guadagno (secondo il 45%), cosa che porta a un taglio della liquidità dopo due anni di crisi causa pandemia. Il 17% ritiene infine che ci si a rischio anche la continuità aziendale.

Le mosse delle imprese per frenare questi effetti sono state ritenute efficaci dal 53% dei manager mentre il restante 47% non ha strategie chiare. E se la crisi continuasse, nuovi aumenti sono previsti per il 55% dei manager, con il 51% che potrebbe però optare per soluzioni più "virtuose" come il taglio dei costi di produzione tramite azioni di efficientamento o contenimento dei costi generali (51% e 38%).

Lo studio mostra che le soluzioni per superare questo momento per i manager sono un calo del prezzo dell'energia e un'adozione di una politica energetica verso le rinnovabili (67%), con aiuti che però possono arrivare anche da fattori interni come interventi in termini di Supply Chain e Procurement per reperire le materie prime o negoziare gli acquisti a migliori condizioni.
Lo studio mostra che negli ultimi 9 mesi c'è stata un'aumento della richiesta di intervento per Temporary Manager a supporto delle aziende in queste aree del 40%.

Roberto La Caria, Socio e Amministratore Delegato di Studio Temporary Manager, ha commentato: "In questo contesto le aziende devono immediatamente reagire per evitare una erosione dei margini, e quindi dei flussi di cassa, tale da compromettere non solo la normale profittabilità, ma in alcuni casi addirittura la continuità aziendale. Oltre a gestire i fattori esogeni determinati dai prezzi delle materie prime e dai costi energetici, le aziende devono intervenire sui fattori endogeni, controllando in modo attento i propri costi e intervenendo con rapidità sulla riduzione dei costi generali, ma soprattutto su quelli di produzione attraverso azioni di ottimizzazione ed efficientamento. Il controllo di gestione, la supply chain e l’ingegneria di processo sono quindi le tre aree principali su cui intervenire, e su questo la figura del Temporary Manager, proprio per la sua flessibilità, velocità di intervento e preparazione, può avere un ruolo chiave per supportare gli imprenditori in questa fase delicata della vita aziendale".

Il Magazine
Italia Informa n° 4 - Luglio/Agosto 2022
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