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Snam scommette su Italgas: green bond da 500 mln e buyback

- di: Jole Rosati
 
Snam scommette su Italgas: green bond da 500 mln e buyback
Snam scommette su Italgas: green bond da 500 mln e buyback
Cedola all’1,75%, scadenza 2031 e riacquisto del 2028: mossa doppia che piace al mercato.
 
(Foto: il Ceo di Snam, Agostino Scornajenchi).

 

Un colpo solo, due obiettivi: allungare la vita del debito e tenere ben stretta la “finestra” su Italgas. La giornata del 7 gennaio ha consegnato ai mercati una manovra in stile bisturi di Snam: emissione di un green bond “exchangeable” (convertibile in azioni già esistenti di Italgas) con scadenza 2031 per 500 milioni e, in parallelo, riacquisto quasi integrale del prestito exchangeable in circolazione con scadenza 2028. Risultato: titoli in accelerazione a Piazza Affari e un messaggio chiaro alla platea degli investitori — qui si gestisce la finanza come una leva industriale, non come un semplice costo.

Partiamo dai numeri che contano. Le nuove obbligazioni hanno taglio da 100.000 euro e pagano una cedola annua fissa dell’1,75%, con due appuntamenti semestrali (14 gennaio e 14 luglio) e prima cedola prevista il 14 luglio 2026. La scadenza è a 5 anni, con rimborso al nominale a maturity salvo eventi tipici di questi strumenti (conversione, rimborso anticipato, riacquisto e cancellazione). Il prezzo di conversione incorpora un premio del 25% rispetto al prezzo di riferimento calcolato su un periodo di media dei prezzi di Borsa.

Il secondo pezzo della manovra è il “pulitore” del bilancio: il buyback del bond 2028. Snam ha raccolto indicazioni di vendita per 4.943 obbligazioni, pari al 98,9% del totale: una percentuale che, per il mercato, suona come una promozione a pieni voti. Il prezzo di riacquisto indicato è di 176.750 euro per ogni 100.000 euro di valore nominale (prima di eventuali aggiustamenti legati all’andamento del titolo Italgas nel periodo di averaging), con pagamento anche degli interessi maturati fino al regolamento. Il settlement dell’operazione è atteso il 14 gennaio 2026.

La logica, però, non è solo da manuale di finanza: è una partita di posizionamento. Snam è azionista di Italgas e l’obiettivo è mantenere l’esposizione al potenziale del titolo, limitando al tempo stesso la “diluizione” che può derivare dalla conversione dell’exchangeable in essere. Non a caso il CFO Luca Passa ha scelto parole molto nette: “This transaction enables Snam to preserve the full upside to its Italgas interest (…) while managing the existing exchangeable early conversion on more attractive terms”. E ancora: “we have limited the Italgas’ interest potential dilution, enhancing our financial flexibility and broadening our investor base reach”. Tradotto in italiano corrente: teniamo il volante, non il sedile posteriore.

C’è anche un dettaglio che gli operatori leggono come un sigillo di disciplina: il lock-up sulle azioni Italgas detenute da Snam per 90 giorni dopo la data di emissione, con le consuete eccezioni. È un modo per dire “non stiamo preparando un’uscita di scena”, ma una gestione ordinata della partecipazione. In un mercato che fiuta l’arbitraggio da chilometri, la trasparenza sui paletti conta.

Perché “green” e non un normale bond? Perché oggi la finanza sostenibile è diventata una corsia preferenziale, se — e solo se — c’è sostanza dietro l’etichetta. I proventi, infatti, sono destinati a finanziare progetti “Eligible” coerenti con il framework di finanza sostenibile dell’emittente. Qui si innesta la strategia più ampia: Snam sta raccontando al mercato che il percorso verso infrastrutture compatibili con la transizione (molecole rinnovabili, efficienza energetica, idrogeno-ready e tecnologie di riduzione emissioni) non è uno slogan, ma una pipeline finanziabile.

Il tempismo non è casuale: Italgas è reduce da un aggiornamento del piano industriale che il mercato ha digerito con appetito. E i numeri del gruppo aiutano a capire il perché. Nel Piano Strategico 2025-2031, gli investimenti complessivi previsti arrivano a 16,5 miliardi di euro (in aumento rispetto al precedente), con una traiettoria che punta a rafforzare reti, digitalizzazione e sinergie dopo l’integrazione di 2i Rete Gas. In apertura del piano, il presidente Paolo Ciocca ha messo l’accento su innovazione e transizione: “Italgas conferma l’impegno di connettere l’innovazione industriale con la transizione energetica”. E l’AD Paolo Gallo ha rivendicato il salto dimensionale: “Il Piano Strategico 2025-2031 (…) è il più rilevante nei 188 anni di vita del Gruppo”, citando anche la revisione al rialzo della guidance grazie alla migliore conoscenza dell’asset acquisito.

Se si guarda la partita da lontano, l’operazione di Snam sembra un ponte tra due esigenze che spesso si fanno la guerra: mantenere esposizione a un asset “di qualità” come Italgas e, allo stesso tempo, ottimizzare costo del capitale e scadenze. Spostare la maturity dal 2028 al 2031 equivale a comprare tempo (tre anni) con condizioni più efficienti, mentre si allarga la platea degli investitori verso chi cerca strumenti equity-linked ma con un “bollino” sostenibile.

La reazione in Borsa è stata quasi una didascalia: Italgas ha corso con decisione nella seduta del 7 gennaio, mentre Snam ha beneficiato dell’effetto “finanza sotto controllo”. È il classico caso in cui il mercato non premia solo l’operazione in sé, ma l’idea che la società stia governando la propria flessibilità: saper riacquistare, ristrutturare e riposizionare un convertibile è un segnale di maturità finanziaria — soprattutto quando la narrativa è coerente con un percorso di sostenibilità misurabile.

Cosa aspettarsi adesso? A breve verranno comunicati il prezzo di riferimento definitivo (calcolato sulla media dei giorni di averaging) e i dettagli finali dell’exchange price. Poi, il punto chiave diventa la “lettura” della domanda: un book che, secondo la stampa specializzata internazionale, è stato più volte coperto ai livelli di pricing indica che il mercato non ha solo comprato un titolo, ma ha sottoscritto una storia. E quella storia, per Snam, si chiama: capitale più flessibile, quota in Italgas protetta, e finanza sostenibile usata come acceleratore — non come vernice.

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