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Signorini scompare, Instagram resta

- di: Giulia Caiola
 
Signorini scompare, Instagram resta

Nel Paese in cui tutto diventa spettacolo, anche la sparizione è un format. Non un addio, non una spiegazione, non una frase di circostanza: solo un profilo che non c’è più. Alfonso Signorini esce di scena da Instagram come si fa con i personaggi delle serie quando la trama si fa troppo ingombrante: silenzio assoluto, luci spente, delega totale agli avvocati. E nel frattempo la storia cresce, si gonfia, diventa altro.

Signorini scompare, Instagram resta

Tutto nasce dalle accuse rilanciate da Fabrizio Corona, che parla di un presunto “sistema”, parola chiave del lessico giudiziario-mediatico italiano: una parola che non spiega nulla ma promette tutto. Secondo la versione di Corona, l’accesso al Grande Fratello sarebbe stato in alcuni casi subordinato a favori sessuali. Accuse pesantissime, raccontate a puntate, con il ritmo da serie true crime e l’estetica da tribunale parallelo su YouTube.

Signorini, al centro di questo vortice, non replica in prima persona. Nessun video, nessun post, nessuna diretta indignata. Parla solo attraverso i legali, deposita querele, denuncia il fango mediatico, rivendica la propria estraneità ai fatti e la convinzione di poter dimostrare di aver sempre agito nel rispetto della legge. Ma mentre le carte passano di mano, il tempo dei social corre più veloce dei tribunali. E così arriva la mossa più eloquente di tutte: la scomparsa da Instagram.

Non è una scelta neutra. Oggi Instagram non è un passatempo, è un’estensione dell’identità pubblica. Sparire significa sottrarsi allo sguardo, ma anche lasciare un vuoto che viene immediatamente riempito da ipotesi, sospetti, narrazioni alternative. Il silenzio, in rete, non calma: amplifica. E infatti, mentre Signorini tace, parlano tutti gli altri. Parlano gli ex concorrenti, parlano i commentatori, parlano i social, parlano le chat, parlano i titoli che rimbalzano da una homepage all’altra.

Sul piano giudiziario, intanto, il quadro resta fluido e contraddittorio. Corona è al momento l’unico indagato, mentre su Signorini non risulterebbero procedimenti aperti. Ma il confine tra indagine e opinione pubblica è sempre più sottile. A complicare tutto arriva anche la querela presentata dall’ex concorrente Antonio Medugno, che aggiunge un nuovo capitolo a una storia già sovraccarica di accuse, smentite, rivendicazioni e attese.

Il paradosso è evidente: il conduttore del reality più osservato d’Italia sceglie l’invisibilità proprio quando lo sguardo collettivo è più insistente. La casa del Grande Fratello continua a essere spiata 24 ore su 24, mentre chi la governa sparisce dal luogo più sorvegliato di tutti, i social. È il ribaltamento perfetto: il reality esce dallo schermo e diventa vita pubblica, tribunale mediatico, grottesca rappresentazione nazionale.

E così, nel grande teatro italiano, resta questa immagine sospesa: un account disattivato che pesa più di mille dichiarazioni. Perché oggi non contano solo le parole dette, ma anche – e forse soprattutto – quelle che non scorrono più nel feed. In attesa del prossimo atto, giudiziario o mediatico che sia, Instagram resta lì. Vuoto. A ricordare che nel 2025 sparire non significa scomparire, ma diventare ancora più visibili.

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