Prometeia alza stima PIL Italia a +0,7% nel 2024

- di: Barbara Bizzarri
 

Prometeia rivede al rialzo le previsioni di crescita dell'economia italiana per quest'anno grazie ad un trascinamento positivo dal 2023, segnalando un primo semestre ancora all'insegna della cautela: è quanto si desume dal nuovo Rapporto di previsione, presentato oggi, in cui l'Istituto stima il Pil 2024 a +0,7% dal +0,5% di febbraio, mentre nel 2025 lo ipotizza a +0,9%, e in cui si afferma che "la crescita del Pil tra il 2024 e il 2026 si assesterà su ritmi medi dello 0,8%, molto inferiori a quelli eccezionali degli ultimi anni ma superiori a quelli prima della pandemia".

Prometeia alza stima PIL Italia a +0,7% nel 2024

L'Istituto sottolinea anche che nei prossimi anni, lo scenario per l’economia italiana, al netto delle vicende internazionali, sarà segnato da tre fenomeni specifici. Il primo e fondamentale è l’attuazione del PNRR, che, nelle ipotesi di Prometeia, sosterrà gli investimenti per 22 miliardi di euro medi ogni anno.

Il secondo fattore è rappresentato dallo sgonfiamento della bolla negli investimenti residenziali, creata dai bonus edilizi e, in particolare, dal Superbonus 110%. Ridimensionamento inevitabile, se si pensa che il livello degli investimenti residenziali è passato da un valore medio di 69 miliardi di euro negli anni prima della pandemia a 110 miliardi nel 2022 e 2023. Prometeia prevede che gli investimenti residenziali si manterranno comunque superiori ai livelli prepandemia, anche per la necessità di adeguamento energetico degli edifici prescritto dalle norme europee approvate. 

Il terzo fattore è legato alle scelte delle famiglie, che cercheranno di difendere i loro standard di consumo, pur sopportando l'impatto dell'inflazione sui redditi. Così facendo si posizioneranno su livelli di propensione al consumo elevati. Dopo un aumento del Pil dello 0,9% nel 2023, il target del governo Meloni è +1,2% per il 2024 e +1,4% per il prossimo anno.

Secondo Prometeia, le sfide per l’Italia entro il 2030 sono prevalentemente quattro: demografia, debito, digitalizzazione, decarbonizzazione. Con una società che sta invecchiando più velocemente che in altri Paesi, è sottolineato che l'incremento progressivo della spesa pubblica, legata a pensioni e sanità, avrà un effetto peggiorativo sugli indicatori di rischio dei conti.

Guardando al mercato del lavoro, si osserva che “da qui al 2030 la popolazione in età lavorativa si ridurrà di 1,5 milioni di persone, secondo le nostre previsioni, con la conseguente necessità di sostenere la crescita prospettata del Pil con 700mila lavoratori in più".

Sulle prospettive di crescita a più breve termine, ad incidere saranno anche le scelte della Bce sui tassi. Prometeia vede un primo taglio da parte di Francoforte a giugno per quattro riduzioni da 25 punti base nel complesso del 2024.

Quanto al ciclo Fed, la gradualità del processo disinflativo negli Stati Uniti, seguendo la valutazione di Prometeia, spingerà la Banca Centrale a posticipare a settembre la sua prima mossa di allentamento, con tre decrementi stimati per quest'anno e altri cinque tra 2025 e 2026.

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