Nel terzo trimestre del 2025 la pressione fiscale scende e migliora la capacità di spesa delle famiglie. Secondo gli ultimi dati diffusi da Istat, il rapporto tra imposte, contributi e Pil si è attestato al 40%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti e contribuisce a rafforzare il reddito disponibile.
Pressione fiscale in calo nel terzo trimestre 2025
Nel trimestre estivo il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 2% rispetto ai tre mesi precedenti. La crescita dei consumi, però, è stata più contenuta: +0,3% nello stesso periodo. Un andamento che segnala una maggiore prudenza nelle scelte di spesa, nonostante il miglioramento delle condizioni economiche complessive.
Risparmio ai massimi dal 2009
La propensione al risparmio delle famiglie ha raggiunto l’11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Si tratta del livello più alto dal terzo trimestre del 2009, in piena crisi finanziaria globale. Il dato riflette sia una maggiore disponibilità di reddito sia un atteggiamento ancora cauto dei consumatori, che preferiscono accantonare risorse piuttosto che destinarle immediatamente ai consumi.
Potere d’acquisto in recupero
Il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto dell’1,8% rispetto al trimestre precedente. Un risultato legato alla combinazione tra aumento dei redditi nominali, rallentamento dell’inflazione e riduzione della pressione fiscale. Dopo anni di erosione dovuta al caro-prezzi, il recupero rappresenta un segnale positivo per la tenuta della domanda interna, anche se non ancora sufficiente a imprimere una forte accelerazione ai consumi.
Il ruolo della fiscalità
La diminuzione della pressione fiscale contribuisce in modo diretto a questo quadro. Il calo registrato nel terzo trimestre 2025 alleggerisce il peso complessivo su famiglie e imprese, lasciando maggiore spazio al reddito disponibile. Resta però il nodo della sostenibilità nel medio periodo, in un contesto di finanza pubblica ancora sotto osservazione.
Benzina ai minimi da due anni
Sul fronte dei prezzi energetici, arriva un ulteriore sostegno ai bilanci familiari. Il prezzo della benzina continua a scendere grazie al calo dell’accisa e si attesta a 1,645 euro al litro, il livello più basso dal 22 dicembre 2022. Un fattore che contribuisce a ridurre i costi di trasporto e ad attenuare la pressione inflazionistica su altri beni e servizi.
Effetti sull’economia reale
Il mix di minore pressione fiscale, recupero del potere d’acquisto e calo dei carburanti crea condizioni più favorevoli per l’economia reale. Tuttavia, la crescita contenuta dei consumi indica che le famiglie restano prudenti, probabilmente anche alla luce delle incertezze macroeconomiche e geopolitiche.
Uno scenario di transizione
Il quadro che emerge dai dati Istat è quello di una fase di transizione: i fondamentali migliorano, ma la fiducia non si traduce ancora in una ripresa robusta della spesa. Il rafforzamento del reddito e del risparmio potrebbe rappresentare una base solida per i trimestri successivi, a condizione che il contesto resti stabile e che il recupero del potere d’acquisto si consolidi nel tempo.