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Pmi servizi Italia a 55: miglior risultato da due anni e mezzo, terziario motore dell’espansione

- di: Alberto Venturi
 
Pmi servizi Italia a 55: miglior risultato da due anni e mezzo, terziario motore dell’espansione

Il settore dei servizi italiano chiude novembre con un salto significativo: l’indice Pmi HCOB sull’attività economica sale a 55, da 54 di ottobre, e raggiunge il livello più alto da oltre due anni e mezzo. Per Nils Muller, Junior Economist della Hamburg Commercial Bank, è la conferma che “a novembre il settore terziario italiano ha ingranato la marcia”, sostenuto da un flusso robusto di nuovi ordini che registra il ritmo più rapido da metà 2024. La spinta arriva in larga parte dalla capacità delle imprese di acquisire nuovi clienti, un segnale di vitalità interna che si mantiene solido nonostante la frenata della domanda estera.

Pmi servizi Italia a 55: miglior risultato da due anni e mezzo, terziario motore dell’espansione

Il quadro rimane però a due velocità. Muller sottolinea come gli ordini provenienti dall’estero siano tornati in contrazione, con aziende che segnalano “persistenti difficoltà globali” e la “debolezza del settore automobilistico”. È un elemento che continua a condizionare le prospettive del comparto, pur in presenza di una buona tenuta della domanda interna. Sul fronte occupazionale la creazione di nuovi posti di lavoro prosegue per il decimo mese consecutivo, ma resta contenuta e in linea con il trend di lungo periodo. La segnalazione di “un certo livello di capacità in eccesso” e la lieve diminuzione del lavoro arretrato indicano che le imprese si stanno muovendo con cautela, sostenute ma non travolte dalla crescita dei volumi.

Pressioni sui costi e rialzi delle tariffe

L’elemento più critico del mese riguarda l’inflazione: secondo Muller le pressioni sui costi “si sono intensificate” e hanno raggiunto il picco più alto da giugno, trainate dall’aumento dei salari e dai maggiori costi energetici. Le imprese hanno reagito ritoccando verso l’alto le tariffe applicate ai clienti per compensare almeno in parte gli incrementi dei costi. È un equilibrio delicato, che riflette la tensione fra margini da difendere e rischio di comprimere la domanda. La componente inflattiva resta quindi uno dei punti di attenzione principali nella valutazione delle prospettive del settore.

Prospettive in miglioramento ma ottimismo sotto i livelli storici
Nonostante il quadro misto, il sentiment migliora. Le aspettative delle imprese salgono ai valori più alti degli ultimi quattro mesi grazie alle previsioni di investimenti e alla possibilità di acquisire nuovi clienti. L’ottimismo rimane però “inferiore ai numeri storici”, frenato dall’incertezza sulla domanda estera e dalle incognite legate all’implementazione dell’intelligenza artificiale, indicata come un fattore potenzialmente decisivo ma ancora poco prevedibile nei suoi effetti immediati.

Il composito cresce, resta lento il contributo del manifatturiero
La solidità del terziario permette all’intero settore privato italiano di chiudere novembre con un Pmi composito in aumento a 53,8, in crescita rispetto ai 53,1 di ottobre e al livello più elevato da aprile 2023. La manifattura contribuisce solo in modo marginale, mentre i servizi si confermano il vero motore dell’espansione. Secondo Muller, la combinazione tra “domanda più forte” e miglioramento della fiducia consente all’economia italiana di avvicinarsi alla fine dell’anno “con basi solide”, anche se restano due variabili critiche: inflazione e debolezza della domanda internazionale. In questo scenario, la Hamburg Commercial Bank prevede una crescita del Pil italiano dello 0,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026.

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