L’Oréal Italia e Commissione Nazionale per Unesco, premiate 6 giovani di talento

- di: Barbara Bizzarri
 
Annunciate oggi, alla presenza di Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca, le sei vincitrici della XXI edizione italiana del Premio L’Oréal-Unesco, 'Per le donne e la scienza'. La giuria, composta da un panel di illustri professori universitari ed esperti scientifici italiani e presieduta dalla Professoressa Lucia Votano, dirigente di ricerca affiliata presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dopo un’attenta valutazione ha selezionato le sei ricercatrici più meritevoli per i loro progetti. Due di loro, grazie a questa borsa di studio, rientreranno dopo aver dato il loro contributo presso Istituti all’estero. Durante la cerimonia è intervenuta anche Eugenia Maria Roccella, Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità con un videomessaggio.

L’Oréal Italia e Commissione Nazionale per Unesco, premiate 6 giovani di talento

Il bando di questa edizione ha raccolto oltre 200 candidature da tutta Italia e, anche quest’anno, sono state assegnate sei borse di studio del valore di 20.000 euro ciascuna ad altrettante ricercatrici under 35, sulla base dell’eccellenza riconosciuta ai loro progetti in tutti i campi della scienza e della tecnologia. Sin dal 1998 il programma L’Oréal-Unesco 'For Women in Science' si impegna per permettere a un numero sempre maggiore di scienziate di superare le barriere all’avanzamento di carriera e contribuire a risolvere le grandi sfide dei nostri tempi: in 25 anni il programma ha sostenuto oltre 4.100 ricercatrici di oltre 110 Paesi, premiando l’eccellenza scientifica e ispirando le generazioni di giovani donne a perseguire la loro carriera. Cinque di queste scienziate, dopo aver vinto il premio L’Oréal-Unesco, sono state insignite del premio Nobel: tra loro Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, vincitrici del Nobel per la Chimica nel 2020.

Emmanuel Goulin, presidente e amministratore delegato di L’Oréal Italia, ha dichiarato: “Sono molto orgoglioso di poter premiare anche quest’anno sei giovani e brillanti ricercatrici che contribuiranno al progresso scientifico nel nostro Paese. Il Premio L’Oréal-Unesco 'Per le donne e la scienza', giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione, si conferma così una delle iniziative del Gruppo più consolidate in Italia, perché il mondo ha bisogno della scienza e la scienza ha bisogno delle donne".

L’evento di premiazione, moderato dalla giornalista Rai Maria Soave, si è svolto presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, e ha ospitato anche gli interventi di Enrico Vicenti, Segretario Generale della Commissione Nazionale per l’Unesco, di Ilaria Cinelli, ingegnere biomedico e membro esperto dell’ Aerospace Medical Association, di Arianna Traviglia, archeologa, Senior Researcher Ccht Cà Foscari Istituto Italiano di Tecnologia, Edwige Pezzulli, assegnista presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica e divulgatrice scientifica. Una recente ricerca Ipsos realizzata per Save the Children e diffusa a inizio anno racconta che oltre la metà delle adolescenti italiane (54%) dice di essere interessata e incuriosita dalle materie scientifiche, ma nel 2021 solo il 22% delle giovani ha scelto un corso stem all’università, perché la maggior parte delle ragazze ritiene che le materie scientifiche siano “poco adatte” a loro. Eppure, le ragazze italiane pensano di poter dare un contributo alle sfide più importanti che la società e la scienza si troverà a dover affrontare nei prossimi anni: tra queste, quella dell’invecchiamento della popolazione (lo pensa il 34% delle adolescenti), seguita dalla produzione di energia sostenibile (31%) e infine la diminuzione delle emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto (27%). L’intento di dare un contributo e far parte del cambiamento si legge in un dato in crescita (+15.74%), ovvero le immatricolazioni femminili ai corsi di informatica e tecnologie Ict. Tuttavia, il divario di genere è sempre molto presente e si radica, sin dai primi cicli di istruzione, negli stereotipi ancora oggi diffusi, che vorrebbero le ragazze poco portate verso le materie scientifiche e che bloccano sul nascere i loro talenti.

Nel 'Gender gap report 2022' del World Economic Forum, su 146 Stati mappati, l’Italia mantiene il 63° posto, restando al di sotto della media europea di circa il 6%. Un dato che tiene in considerazione le differenze di genere in diversi ambiti: dalla partecipazione economica alle opportunità e al livello di istruzione, dalla salute all’empowerment politico. Le donne continuano a essere sottorappresentate, in particolare nei campi dell’ingegneria (6.6% donne versus 24.6% uomini) e nell’ict (tecnologie riguardanti i sistemi integrati di telecomunicazione, con l’1.7% di donne versus l’8.2% di uomini).

Dati negativi anche per quanto riguarda la copertura di posizioni apicali: in Italia solo il 15% di CEO sono donne. Non solo: l’Europa in generale fatica ad attrarre le ragazze nell’istruzione stem e, di conseguenza, le donne nei lavori correlati. Nonostante le donne superino gli uomini come studenti e laureati a livello di laurea e master, solo il 33% dei laureati europei in queste materie è di sesso femminile e si stima che entro il 2027 le donne rappresenteranno solo il 21% dei posti di lavoro nel settore tecnologico, come emerso dal rapporto McKinsey, ‘Women in tech: the best bet to solve Europe’s talent shortage’, del gennaio scorso.

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