• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Dazi USA, scossa per 34mila imprese italiane

- di: Bruno Coletta
 
Dazi USA, scossa per 34mila imprese italiane
Dazi USA, scossa per 34mila imprese italiane
Auto, agroalimentare e farmaci in trincea: export in frenata, margini sotto pressione e dollaro forte che alza i prezzi al consumo.

(Foto: merci stoccate pronte per essere esportate).

Cosa cambia davvero

I nuovi dazi statunitensi colpiscono trasversalmente il made in Italy. Secondo le analisi più aggiornate, 34mila aziende esposte al mercato americano stanno affrontando tariffe fino al 15% su diversi capitoli merceologici, con auto e agroalimentare in prima linea. L’effetto immediato è una compressione dei margini e un riassetto dei listini, soprattutto nel commercio digitale cross-border, dove la variazione dei costi si riflette in tempo reale su prezzi, spedizioni ed esperienza cliente.

Auto: tariffe più leggere, concorrenza più dura

Nel comparto automotive l’aliquota d’ingresso si è ridotta rispetto al passato, ma l’impatto resta rilevante: margini sottili, filiere globali complesse e concorrenza asiatica più aggressiva. Il dollaro forte rende i modelli europei meno attrattivi, mentre i dealer privilegiano alternative con costi industriali inferiori o produzione domestica.

Agroalimentare: vini e tipici nel mirino

Per l’agroalimentare l’effetto è immediato: vini e prodotti tipici risultano meno competitivi sullo scaffale retail e nella ristorazione. Le importazioni rallentano e i volumi export scendono. In un mercato maturo come quello americano, pochi punti di prezzo possono spostare consumi verso sostituti locali o dazi-free.

Farmaci: barriere inedite

Per la prima volta i farmaci europei incontrano barriere tariffarie. Alcuni grandi gruppi valutano esenzioni temporanee legate a investimenti e produzione negli Stati Uniti; per gli operatori medio-piccoli la traslazione dei costi sui contratti è più complicata.

Il fattore dollaro e l’effetto domanda

Il rafforzamento del dollaro amplifica l’impatto: i prezzi finali in USA salgono e la domanda si contrae nei segmenti non essenziali. Gli importatori chiedono extra-sconti per difendere i volumi, ma questo erode ulteriormente i margini.

I numeri dell’estate

Ad agosto 2025 l’export italiano verso gli Stati Uniti risulta in calo del 21,2% su base annua, con flessione diffusa verso i principali partner extra-UE e contrazione per beni strumentali e beni di consumo non durevoli.

Chi rischia di più

Italia e Germania sono tra le economie europee più esposte. Le stime disponibili convergono su un impatto diretto per l’Unione europea nell’ordine di –0,2/–0,3 punti di PIL, più severo per i Paesi a maggiore propensione all’export.

Come reagiscono le imprese

Riposizionamento prezzi (promozioni, formati alternativi, private label), ottimizzazione logistica (incoterms, consolidamento, origine preferenziale) e valutazioni su presenza in loco (magazzini doganali, fulfillment o investimenti produttivi) sono le tre linee d’azione più battute.

“Accordo non indolore per le imprese. Ora l’Europa sostenga la competitività”, ha ammonito la rappresentanza dell’artigianato, ricordando che decine di migliaia di PMI esportano stabilmente negli Stati Uniti.

Cosa può fare l’Europa

Serve un mix di diplomazia commerciale (nuovi accordi per diversificare mercati), competitività interna (dogane digitali, tempi più brevi, costo energia) e finanza per l’export (garanzie e coperture sul cambio) per attenuare lo shock e trasformarlo in spinta all’efficienza.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 119 record
Pagina
3
12/01/2026
Meloni rilancia: 100mila case e Zes “nazionale” per gli investimenti
Piano Casa da 100mila alloggi in dieci anni, formule rent-to-buy e cohousing. Meloni sping...
12/01/2026
Huang (Nvidia) avverte Washington: senza la Cina l’America non regge
Jensen Huang spiega perché Stati Uniti e Cina resteranno legati per decenni, con Taiwan al...
12/01/2026
UniCredit, Orcel e i 6 miliardi: e il risiko ora passa da Siena
UniCredit ha capitale in eccesso e una strategia di espansione: dopo lo stop su Banco BPM ...
12/01/2026
Golden power “residuale”: il risiko bancario rallenta e cambia regista
Il governo riscrive le regole del golden power per banche e assicurazioni: prima BCE e Ant...
12/01/2026
Umbria, più assunzioni ma meno qualità: il lavoro che cambia nel 2026
In Umbria le assunzioni crescono a gennaio ma rallentano nel trimestre. Aumentano i lavori...
12/01/2026
Il Tesoro in Borsa: 97,8 miliardi e la regia delle partecipate
Lo Stato controlla quasi il 30% di Piazza Affari: 97,8 miliardi tra Enel, Eni, Poste, Leon...
Trovati 119 record
Pagina
3
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia