New York dà una lezione al mondo: no alle discriminazioni legate al peso

- di: Bianca Balvani
 
Uno scienziato Duncan MacDougall - per qualcuno un genio, per altri un maneggione, per altri ancora semplicemente un bugiardo - all'inizio del secolo scorso teorizzò che l'anima avesse un peso. Anzi, proprio lo calcolò in 21 grammi, che sarebbe, la differenza del peso di un corpo subito dopo la morte, tra quello originario e l'altro verificato dopo il decesso. Appunto, 21 grammi.
Dico questo per ribadire che quanto noi graviamo, in termini di peso, sulla Terra è da sempre oggetto di attenzione, non necessariamente su una base scientifica, ma anche da parte di chi si limita a studiare una persona in base alla sua massa corporea, alla sua silhouette. Più brutalmente, in base a quanto il suo girovita impegna la vista di chi guarda.

New York dà una lezione al mondo: no alle discriminazioni legate al peso

Mettendo da parte quel che dicono i medici, ovvero che un peso eccessivo nuoce alla salute per svariati motivi, verrebbe da dire che questo dovrebbe essere un problema veramente personale e che non deve diventare, per chi ne soffre (sempre che lo avverta come qualcosa di cui soffrire), qualcosa che si porta dietro una discriminazione. Sappiamo tutti che però non è così, perché in questa società dell'apparire, più che dell'essere, un profilo ''abbondante'' distingue, anzi marchia, in un mondo in cui, ma è solo un esempio, la pubblicità ci rimanda a modelli fisici in cui non si può riconoscere la maggior parte della gente. Un problema che attiene la persona, ma anche la società che la circonda. E di questo per fortuna ce ne si accorge nella pratica quotidiana della vita.

Oggi a mettere a segno un punto nella sempiterna lotta contro chi giudica e condanna è New York che ha approvato un disegno di legge che vieta la discriminazione basata sul peso. Un passo che, nei fatti, segna l'equiparazione della taglia ad altri elementi che sono stati usati per discriminare, come razza e genere.
Quello del peso eccessivo (che spesso diventa obesità, che ha un costo notevole in termini di assistenza sanitaria) è un problema che affligge la società statunitense, colpendone una altissima percentuale (il 40% degli americani rientra nella categoria degli obesi). Ma è soprattutto qualcosa che incide nei comportamenti sociali, alla stregua di quello che viene definito uno ''stigma pervasivo'' che determina una discriminazione che, ha detto il consigliere comunale di New York Shaun Abreu, "un fardello silenzioso che le persone hanno dovuto portare". Non è una frase ad effetto, anche perché può essere adattata ad altri Paesi, Italia compresa, dove chi si porta addosso troppo peso deve fare i conti con un ambiente che ha difficoltà ad accettarlo: dai mezzi pubblici di trasporto, a cinema e teatri, ad altre attività che per altri sono facile e per loro si traducono in una battaglia quotidiana. Una condizione che, negli ultimi anni, è stata esposta anche ai cambiamenti imposti, ai comportamenti delle società occidentali, dalla pandemia, che confinando le persone, le ha condizionate negli spostamenti, sigillandoli in case, dove hanno ceduto ad abitudini alimentari che hanno portato all'aumento incontrollabile del peso.

La misura dovrebbe essere firmata dal sindaco di New York alla fine di questo mese
ed è stata talmente alta l'adesione alle motivazioni che sono state messe alla sua base che il consiglio comunale l'ha approvata a larghissima maggioranza, sfiorando l'unanimità (44 sì, solo 5 no). Chi vi si è opposto ha detto che quello del peso eccessivo è sì un problema, ma che attiene a scelte personali, che non possono essere tutelate da una legge che potrebbe aprire a controversie giudiziarie, dall'esito già scontato. La legge, una volta approvata, andrà ad aggiungere il peso a quella sui diritti umani che vieta la discriminazione in materia di alloggi pubblici e luoghi di lavoro sulla base di 27 caratteristiche, tra cui età, stato civile, disabilità e origine nazionale. Il disegno di legge aggiunge peso e altezza a tale elenco, includendo eccezioni per i lavori in cui il peso e l'altezza sono una "qualifica professionale in buona fede" o dove vi è un problema di salute e sicurezza pubblica.
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