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Mutui, la discesa si ferma: a dicembre tasso medio al 3,37%

- di: Matteo Borrelli
 
Mutui, la discesa si ferma: a dicembre tasso medio al 3,37%
Mutui, la discesa si ferma: a dicembre tasso medio al 3,37%

Il “rimbalzo” è piccolo ma parla chiaro: il mercato fiuta che il ribasso è finito, e le famiglie si blindano col fisso mentre il credito torna a scorrere.

La notizia è tutta in quel 3,37%: a dicembre 2025 il tasso medio sulle nuove operazioni di mutuo per comprare casa risale dal 3,30% di novembre. Non è un’impennata, è un segnale. Il tipo di segnale che in banca si traduce in una frase non detta ma chiarissima: la fase di discesa dei tassi, almeno per ora, si è fermata.

Nel termometro di ABI (Rapporto mensile pubblicato il 17 gennaio 2026), la dinamica appare coerente anche sull’altro fronte: i nuovi finanziamenti alle imprese si portano al 3,64% dal 3,52%. E mentre i nuovi tassi fanno un passo in su, il “magazzino” dei vecchi prestiti resta stabile: il tasso medio sul totale dei prestiti si conferma al 3,97%.

Il perché sta dietro le quinte, dove si muovono i parametri di mercato. Sui mutui a tasso fisso pesa l’andamento dell’IRS (Interest Rate Swap), la bussola con cui si prezza buona parte del fisso in Europa. Quando l’IRS si muove verso l’alto, le banche ribaltano il costo sui nuovi contratti: non sempre subito e non sempre allo stesso modo, ma la direzione è quella. Risultato: il mutuo “tranquillo” torna un filo più caro, e il variabile smette di essere l’unico osservato speciale.

Qui arriva il dettaglio che racconta meglio l’umore delle famiglie: la scelta del tasso fisso resta dominante. Secondo quanto riportato in varie ricostruzioni giornalistiche basate sui dati ABI, a dicembre la quota di stipule a fisso arriva attorno all’80%. E la logica è difensiva: se il rischio è che il ribasso sia finito, ci si chiude la porta alle spalle e si gira due volte la chiave.

In questo quadro c’è una seconda fotografia che sorprende solo chi guarda un numero per volta: il credito accelera. A dicembre 2025 i prestiti a imprese e famiglie crescono del 2,3% su base annua (in accelerazione rispetto al +2,1% di novembre). Per le famiglie è il dodicesimo mese consecutivo di aumento, per le imprese il sesto. Tradotto: nonostante i tassi, la voglia di investire e spendere è tornata a respirare.

Sul lato “risparmio”, invece, il motore gira ancora ma perde qualche giro. La raccolta diretta (depositi più obbligazioni) sale del 2,0% annuo, ma rallenta rispetto al mese prima. I depositi crescono del 2,1% (anche qui, meno di novembre). È come se i correntisti stessero facendo due cose insieme: da un lato lasciano liquidità in banca, dall’altro cercano alternative più efficienti — e infatti la raccolta indiretta (titoli custoditi) mostra dinamiche che raccontano un mercato ancora molto “attivo”.

Una frase, in questa storia, vale come una bussola. A proposito della corsa al fisso, il vicedirettore generale vicario Gianfranco Torriero ha sintetizzato così l’atteggiamento delle famiglie: "si immunizzano contro i rischi di un rialzo dei tassi". È un’idea semplice e potente: pagare magari qualcosa in più oggi, pur di non ritrovarsi domani con una rata che cambia umore ogni trimestre.

Cosa significa, concretamente, per chi sta comprando casa o sta pensando di rinegoziare? Primo: non è il momento di dare per scontato un calo automatico nei prossimi mesi, soprattutto sul fisso. Secondo: vale più che mai la regola del “prezzo totale”, non del tasso in vetrina: spread, durata, spese, assicurazioni e opzioni di flessibilità possono spostare la convenienza più di qualche decimale. Terzo: chi ha un variabile può valutare (con numeri alla mano) se e quando bloccare la rata: non per paura, ma per pianificazione.

Sullo sfondo resta la grande regia della politica monetaria: il mercato dei mutui vive di aspettative su inflazione e tassi ufficiali, ma reagisce anche ai movimenti dei parametri a medio-lungo termine. Ecco perché un rialzo “piccolo” come quello di dicembre, in realtà, è un messaggio: il ciclo dei tassi non è una scala che scende senza fermate. È più simile a una strada di montagna: curve, tornanti e qualche tratto in cui si rallenta per capire il panorama. E, adesso, il panorama dice prudenza.

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