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Sicurezza sul lavoro, Meloni annuncia stanziamento di 600 milioni

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Sicurezza sul lavoro, Meloni annuncia stanziamento di 600 milioni
“Abbiamo stanziato altri 600 milioni di euro per la sicurezza sul lavoro”. Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un videomessaggio diffuso al termine del Consiglio dei ministri, ha annunciato un nuovo intervento del governo sul fronte della prevenzione degli incidenti e del rafforzamento della vigilanza. Una risposta che arriva a pochi giorni dall’intervento del presidente Mattarella, che aveva parlato di “indifferenza intollerabile” di fronte alle morti sul lavoro.

Sicurezza sul lavoro, Meloni annuncia 600 milioni. L’8 maggio vertice con i sindacati

Secondo quanto anticipato dalla premier, i fondi saranno destinati a diverse linee d’azione: incremento dei controlli ispettivi, rafforzamento della formazione in materia di sicurezza, interventi di digitalizzazione dei processi per facilitare la tracciabilità e la trasparenza delle condizioni nei luoghi di lavoro. Meloni ha anche confermato che l’8 maggio si terrà un incontro ufficiale tra governo e sindacati proprio su questo tema.

Un dialogo aperto con le parti sociali: attesa per il vertice dell’8 maggio

La convocazione del tavolo con le rappresentanze sindacali è stata accolta con favore ma anche con cautela. Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra ha dichiarato che “è giunto il momento di stringere un patto serio tra politica, parti sociali e mondo delle imprese per porre fine alla strage silenziosa delle morti sul lavoro”. Il sindacato chiede misure strutturali e un maggiore coinvolgimento nella definizione delle strategie di prevenzione.

Un'emergenza nazionale al centro del dibattito istituzionale

Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è tornato con forza al centro del dibattito pubblico e politico. Secondo gli ultimi dati INAIL, nei primi mesi del 2025 sono aumentate le denunce di infortuni mortali, confermando un trend che non accenna a invertirsi. Il governo si muove dunque sotto la spinta dell’urgenza e delle pressioni sociali, in un contesto che richiede coesione e responsabilità condivisa.

Verso un piano nazionale, ma servono risposte rapide

Il pacchetto da 600 milioni rappresenta un segnale di attenzione, ma per sindacati e osservatori resta solo il primo passo. A preoccupare sono i tempi di attuazione e la capacità di trasformare le risorse stanziate in interventi concreti e capillari. Il vertice dell’8 maggio sarà un banco di prova per misurare la reale volontà politica di affrontare con decisione un'emergenza che tocca il cuore del patto sociale e della dignità del lavoro.
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