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Maria Esposito, bacio allo scoperto

- di: Giulia Caiola
 
Maria Esposito, bacio allo scoperto

Altro che botti e lenticchie. A mezzanotte spaccata, mentre l’Italia era impegnata a capire se il prosecco fosse ancora bevibile, Maria Esposito ha fatto saltare il banco social con un gesto antichissimo e sempre efficacissimo: una foto, un bacio, una didascalia che dice “questa sono io, prendete e portate a casa”. Fine delle chiacchiere, game over per il “si dice”, archiviato il segreto di Pulcinella.

Maria Esposito, bacio allo scoperto

La protagonista di Mare Fuori, amatissima e osservatissima, sceglie Capodanno non per caso: quando tutti urlano, lei parla piano. E racconta l’amore con Silvia Uras senza lustrini e senza slogan, anzi con una sincerità che spiazza. “La cosa più bella e la più brutta” dell’anno. Traduzione: felicità e paura nello stesso pacchetto, senza resi.

Altro che coming out da copertina patinata. Qui c’è la cronaca di un anno e quattro mesi passati a fare a pugni con se stessa: chiudersi, scappare, fingersi impermeabile. Perché amare, soprattutto sotto i riflettori, non è romantico: è rischioso. È perdere il controllo mentre mezzo web tiene il cronometro in mano. Esposito lo dice chiaro: il problema non è l’amore, è il giudizio. E allora la mossa è semplice e feroce: esporsi prima che lo facciano gli altri.

Silvia Uras risponde a stretto giro, e non fa da spalla muta. Parla di “posto sicuro nella tempesta”, di una guerra silenziosa combattuta lontano dalle stories. Insomma: niente favola instagrammata, ma manutenzione quotidiana dei sentimenti. Che sui social, di solito, è materiale proibito.

Naturalmente la rete impazzisce. Parte il circo: “primo coming out del 2026”, “plot twist”, cuori, applausi, qualche solito commento fuori luogo. Ma il punto è un altro: per una volta la narrazione non viene sequestrata dai titoli urlati. La fonte resta lei. Le parole sono sue. Il tempo è dichiarato. Nessuna rivelazione shock, solo una normalità finalmente detta ad alta voce.

Morale della favola (che favola non è): Maria Esposito non lancia manifesti, non sale in cattedra, non chiede autorizzazioni. Fa molto di peggio – o di meglio, dipende dai punti di vista : vive.
E lo fa senza chiedere scusa. In un’epoca in cui tutti parlano di libertà, lei la pratica. Con un bacio. E buonanotte ai suonatori.

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