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Manovra, risorse ferme e tagli in vista: spesi solo 550 miliardi su 684

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Manovra, risorse ferme e tagli in vista: spesi solo 550 miliardi su 684

Il Rapporto sulle spese pluriennali, allegato al Documento di economia e finanza, fotografa un problema cronico: risorse stanziate ma non spese. A inizio luglio 2025, a fronte di 578 miliardi di euro disponibili con le leggi pluriennali, le erogazioni effettive si fermavano a 446 miliardi, con 115 miliardi di residui, cioè somme impegnate ma non utilizzate.

Manovra, risorse ferme e tagli in vista: spesi solo 550 miliardi su 684

Per i contributi pluriennali di spesa, sono stati erogati 93 miliardi su 106 disponibili. Palazzo Chigi rivendica di aver accelerato l’attuazione dei programmi: una nota ricorda che i decreti varati negli ultimi mesi hanno “reso disponibili il 99,2% delle risorse stanziate per il 2022-2025”, pari a 298 miliardi di euro. Ma gran parte di quei fondi è rimasta bloccata nei ministeri o nelle amministrazioni locali, trasformandosi in spesa improduttiva.

I ritardi nei dicasteri
I dati del monitoraggio di fine luglio sono eloquenti. Il ministero dell’Interno ha erogato 15 miliardi su 21,6; le Infrastrutture e i Trasporti 36 miliardi su 58; l’Istruzione 1,7 miliardi su 4,7; la Cultura 1,6 su 2,3; la Salute 2,7 su 4,7.
In ritardo l’85,7% della spesa per la tutela della salute, il 55,3% per infrastrutture e logistica, il 33,3% per il turismo. Molti progetti restano sulla carta: il 13,5% per ricerca e innovazione, il 23% per l’energia, il 20% per la casa. Nel complesso, su 684 miliardi stanziati, soltanto 550 sono stati effettivamente spesi.

Il rischio della spesa “cancellata”
La normativa prevede che i fondi non utilizzati entro i termini vengano revocati e dirottati altrove. Finora è accaduto solo in misura marginale: 14 miliardi su 684 sono stati stornati. Il governo vuole introdurre, con la nuova legge di contabilità, un meccanismo più rapido per recuperare le risorse bloccate e destinarle a interventi prioritari. Il primo test arriverà con la legge di bilancio 2026.

Il vertice a Palazzo Chigi

Domani la premier e il ministro dell’Economia riuniranno la maggioranza per decidere le priorità della manovra. Sul tavolo ci sono i tagli selettivi ai ministeri meno efficienti, le misure sulle pensioni, la riduzione del cuneo fiscale e il riordino delle agevolazioni. La discussione sarà anche politica: alcuni partiti di governo chiedono di proteggere i fondi per la sanità e per le grandi opere, altri insistono per spostare risorse verso le famiglie e il lavoro.

La sfida della credibilità
Il caso dei fondi fermi nei ministeri solleva il tema della capacità di spesa della macchina pubblica. Bruxelles e le agenzie di rating guardano con attenzione non solo ai saldi di bilancio ma anche all’efficienza con cui l’Italia utilizza le risorse stanziate, incluse quelle del Pnrr.
Per il governo, sbloccare la spesa diventa un obiettivo politico oltre che contabile: liberare fondi significa poter finanziare investimenti e riforme senza aumentare il deficit. Il vertice di Palazzo Chigi dovrà indicare una rotta chiara in vista di una legge di bilancio che si annuncia più selettiva e più dura.

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