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Italia in attesa del verdetto Moody’s: per gli analisti possibile una promozione storica

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Italia in attesa del verdetto Moody’s: per gli analisti possibile una promozione storica

L’Italia è di nuovo sotto la lente di Moody’s, l’agenzia di rating considerata la più severa tra le big tre, e questa sera potrebbe arrivare un segnale atteso da oltre due decenni. Secondo una parte consistente degli analisti internazionali, infatti, ci sarebbero le condizioni per una promozione del merito di credito sovrano: un upgrade che la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti attendono con evidenti aspettative, forte del percorso di stabilizzazione finanziaria rivendicato dal governo negli ultimi mesi.

Italia in attesa del verdetto Moody’s: per gli analisti possibile una promozione storica

Un eventuale aumento del giudizio da parte di Moody’s arriverebbe dopo una serie di revisioni positive da parte delle principali agenzie internazionali.
Nel 2025, infatti, l’Italia ha già ottenuto miglioramenti significativi:

- S&P Global Ratings ha promosso il rating da BBB a BBB+ in aprile, confermandolo poi a ottobre con outlook stabile.

- Fitch Ratings ha seguito la stessa traiettoria in settembre, alzando il giudizio da BBB a BBB+ con prospettive stabili.

- DBRS Morningstar ha portato la valutazione ad A (low), sempre con outlook stabile.

- Scope Ratings, il 31 ottobre, ha alzato a positivo l’outlook sul rating BBB+ dell’Italia.

In questo quadro, Moody’s rappresenta l’ultimo tassello mancante: la sua decisione avrebbe un forte valore simbolico oltre che finanziario, perché l’ultima promozione risale al maggio 2002, quando il rating italiano passò da Aa3 ad Aa2. Da allora la traiettoria è stata discendente, fino all’attuale Baa3, un gradino sopra il livello “junk”.

La svolta del 23 maggio: outlook alzato da stabile a positivo
Il primo segnale di una possibile inversione di tendenza era arrivato il 23 maggio scorso, quando Moody’s, pur mantenendo il rating a Baa3, aveva alzato l’outlook da stabile a positivo.
Un gesto interpretato dai mercati come una valutazione favorevole delle politiche fiscali italiane, della gestione del debito e della maggiore resilienza mostrata dall’economia dopo una fase di rallentamento.

Da allora spread e rendimenti hanno mostrato un andamento più controllato, contribuendo a rafforzare l’idea che l’Italia abbia riportato i conti pubblici entro una traiettoria considerata sostenibile dalle principali istituzioni finanziarie.

Le attese dei mercati e l’impatto di un upgrade
Una promozione da parte di Moody’s rappresenterebbe un ulteriore attestato di fiducia alla capacità dell’Italia di mantenere equilibrio nei conti pubblici in un contesto europeo caratterizzato da regole fiscali più stringenti e da un’elevata volatilità.

Per i mercati, l’impatto sarebbe duplice: da un lato la riduzione del rischio percepito sui titoli italiani, dall’altro un potenziale beneficio sul costo del debito. Una promozione potrebbe favorire anche un maggiore afflusso di capitali esteri, soprattutto da parte degli investitori istituzionali più sensibili ai rating investment grade.

Una decisione attesa: ora la parola a Moody’s
La valutazione è attesa entro la serata. Gli analisti restano divisi sulla probabilità del miglioramento, ma il clima — rispetto agli anni passati — è radicalmente differente: da vari trimestri l’Italia segue un percorso di consolidamento riconosciuto dalle principali agenzie.

Se Moody’s decidesse davvero per l’upgrade, per il Paese sarebbe la prima promozione dopo 23 anni. Un segnale non solo economico, ma anche politico, che il governo Meloni guarda con attenzione. In caso contrario, la conferma del rating con outlook positivo manterrebbe comunque aperta la porta a una revisione al rialzo nei prossimi mesi.

Ora la parola passa all’agenzia di New York. L’Italia, intanto, attende.

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