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Nautica Salpa, Antonio Pane: "L'innovazione è la chiave del nostro successo"

 
Un’azienda partenopea che in 36 anni è diventata una delle protagoniste del mercato nautico. Le chiavi del successo, i valori che la ispirano, le caratteristiche dei prodotti, l’attenzione su ricerca, innovazione e sostenibilità sono spiegate dal fondatore di Nautica Salpa, Antonio Pane. Nautica Salpa è nata nel 1984 e, anno dopo anno, è riuscita imporsi in un mercato complesso e difficile come quello della nautica facendosi largo in Europa (il 70% della produzione è venduto in Francia, Spagna, Croazia, Slovenia, Russia).

Quali sono le caratteristiche della vostra azienda e dei prodotti che hanno permesso questi risultati?
"Una azienda familiare con passione ed esperienza nel settore della nautica, prodotti innovativi frutto della ricerca e di continui investimenti. La capacità di immettere velocemente sul mercato
nuovi prodotti grazie ad una struttura produttiva “integrata” che, nel proprio stabilimento di Vitulazio, in provincia di Caserta, progetta, prototipa, costruisce, assembla, motorizza e consegna i
prodotti realizzati solo ed esclusivamente con personale interno alle proprie dipendenze"
.

Quanto è importante che Nautica Salpa sia in grado di svolgere al proprio interno tutto il ciclo di prodotto di un’imbarcazione, dallo sviluppo del design al collaudo in vasca?
"È molto importante, direi fondamentale. Quando un operatore italiano o straniero o un cliente privato entra nel nostro stabilimento si trova in una realtà moderna ed innovativa. Può assistere alle fasi del processo produttivo, vedere la nascita di un progetto e seguire la realizzazione, vivere una esperienza emozionante che può dare solo una realtà che svolge al proprio interno tutte le fasi di lavorazione".

Il mercato nautico ha avuto un boom tra il 2000 e il 2008, poi sono arrivati gli anni della grande recessione, che per il settore sono stati di profonda crisi. Come avete superato questa fase così dura del mercato? Dopo una ripresa, sul settore sono piombati gli effetti della pandemia, con il lockdown. Che effetto ha avuto e ha oggi sulla vostra attività? Più in generale quali sono, a suo parere, le prospettive nel breve-medio periodo del settore?

"Tra il 2002 ed il 2008 il boom della nautica ci ha permesso di mettere molto grano in cascina. Non abbiamo utilizzato i buoni utili per dirottarli su altri investimenti o per uso personale. Abbiamo così potuto destinarli alla costruzione del nuovo stabilimento (finito nel 2009) che ci ha consentito di intraprendere, oltre alla costruzione delle imbarcazioni, anche una forte collaborazione con enti di ricerca come l’Università degli studi di Napoli Federico II, CNR ed altri stakeholder. Abbiamo quindi avuto il tempo di dedicarci alla ricerca ed alla messa in funzione del nuovo stabilimento con progettazione di nuovi prodotti e la ricerca di carene innovative. Gli anni più duri sono stati quelli del 2011-2012 con una graduale ripresa in quelli successivi. Ma la vera svolta è avvenuta nel 2016 con l’inizio della produzione della gamma Soleil, imbarcazioni pneumatiche innovative che si sono rapidamente affermate sui mercati nazionali ed internazionali e che oggi conta una linea di prodotto costituito da ben 7 modelli. Grazie a questo e grazie al “distanziamento” che è la parola chiave di Covid 19, il mercato della Nautica Salpa non ha avuto impatto dalla pandemia. Certamente gli effetti della pandemia potrebbero nel medio periodo avere effetti negativi anche sul settore della nautica da diporto finora non toccato. Comunque siamo fiduciosi".

Quali i provvedimenti ritiene necessari, in particolare in questo periodo, per dare uno slancio più forte alla ripartenza del settore nautico italiano, rafforzando la sua già forte competitività nel mondo? Reputa adeguata l’attenzione delle istituzioni al settore?
"Inadeguata l’attenzione delle istituzioni nei riguardi del nostro settore. Non parlo di governo ma delle istituzioni ad esso immediatamente sottoposte: Regioni, Comuni, Capitanerie, Autorità Portuali significano burocrazia, norme spesso contraddittorie. Nulla che possa aiutare in questi momenti di difficoltà l’imprenditore ad avere risposte chiare e strumenti efficaci per realizzare i propri progetti".

Il vostro core-business sono le imbarcazioni dai 5 ai 20 metri, entrobordo e fuori bordo, ma da qualche anno producete anche gommoni. Il salto non deve essere stato facile, eppure anche nei gommoni avete colto importanti successi con prodotti innovativi. Come sta andando questo segmento e quali sono le ultime novità, sia delle imbarcazioni da diporto che gommoni, che avete messo in campo?
"Il 2016 è stato un anno di svolta. Al Salone di Genova del 2016 abbiamo presentato il capostipite della gamma Soleil, il Soleil 23. È stato subito un grande successo. Oggi abbiamo una gamma di ben 7 modelli Soleil che spaziano dal piccolo ma lussuoso 20 (di 6 metri), allo sportivo 42. Tutti con carena a step, con prua in vetroresina, rifiniti, personalizzati, costruiti con la cura e la passione che da sempre ci contraddistingue. Quest’anno presentiamo al salone di Genova due novità: il Soleil 26, che completa la gamma con un prodotto innovativo e competitivo, e, in anteprima, mondiale una nuova imbarcazione open di 6 metri, la SUN SIX, capostipite della nuova gamma".

Riguardo ai mercati, forti delle quote conquistate in Europa, mirate a raggiungerne di sempre più significative in Sud America. Conferma questa strategia e cosa si attende dal mercato sudamericano?
"Siamo presenti in Europa e in Asia. Siamo assenti sul mercato di America e Sud America. Per entrare in questi mercati sarà necessaria la collaborazione di importanti importatori che garantiscano un efficiente servizio di assistenza e cura della clientela. Ci auguriamo che tale ricerca possa dare i suoi frutti nel corso del 2021. L’innovazione continua è una delle chiavi prioritarie del vostro successo. E l’innovazione non si fa senza ricerca".

Concretamente, come siete organizzati in questo campo strategico? Di quale rete di collaborazioni siete dotati per riuscire a sfornare prodotti sempre più innovativi?
"È dal 2006 che collaboriamo con istituti di ricerca. In particolare, con l’Università Federico II, il CNR, l’Università Tor Vergata di Roma. Grazie a queste prestigiose collaborazioni la Nautica Salpa ha potuto “crescere nella innovazione”. L’ultimo progetto di ricerca che abbiamo in corso è il progetto I MARE, che coinvolge quattro aziende e che darà alla luce nel 2021 una imbarcazione innovativa con propulsione diesel elettrica. La Salpa realizzerà lo scafo, la CMD la propulsione diesel e l’accoppiamento alla propulsione elettrica, la Umbra il motore elettrico, la VGA la parte software e batterie. Ci auguriamo che l’imbarcazione possa essere destinata sia al settore lavoro che al diporto. Abbiamo anche in progettazione un nuovo rib di 38 piedi che sarà il capostipite di una nuova serie denominata “FAST”, veloce oltre 80 miglia per volare sul mare al servizio di maxi yacht o di armatori sportivi".

Altro tema che vi caratterizza è la sostenibilità, elemento ormai cruciale per stare sul mercato, per essere competitivi e resilienti, per poter crescere. Cosa è la sostenibilità per Nautica Salpa, come la intendete, come la concretizzate?
"Quando nel 2009 abbiamo inaugurato il nostro nuovo sito produttivo di Vitulazio si è concretizzato un processo avviato nel 2004 con l’acquisizione del suolo, progetto realizzato in ogni sua parte grazie all’inserimento nel 2012 di un impianto fotovoltaico da 200 kw. Il nostro sito produttivo è, allo stato, considerato da tutti tra i più moderni di Europa. Non dico tra i più grandi. Ho detto tra i più moderni. Salpa non vuole essere grande. È una azienda familiare e tale vuole rimanere senza cedere alle chimere di faraonici progetti garantiti da pericolosi fondi di investimento. Vogliamo essere moderni, innovativi, green. Possiamo dire di esserlo e la sua continuità non sarà garantita da fusioni, fondi di investimento, ma bensì dalla continuità familiare per la presenza in azienda dei miei tre figli - Fulvio, Nicola e Riccardo - che hanno assunto, dopo una lunga esperienza sul campo, la responsabilità e la guida dei settori chiave dell’azienda".
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