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INPS, Tridico: "Rispetto all'anno scorso, boom di nuovi contratti"

- di: Daniele Minuti
 
INPS, Tridico: 'Rispetto all'anno scorso, boom di nuovi contratti'
Il Presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, Raffaele Tridico, ha parlato in un'intervista a La Repubblica toccando diversi argomenti fra cui il forte aumento dell'occupazione nel nostro Paese registrato negli ultimi sei mesi rispetto al 2020, dato che smentisce le stime che prevedevano una forte emorragia dei posti di lavoro.

Tridico ha dichiarato: "C'è stato un vero e proprio boom di nuovi rapporti di lavoro rispetto allo stesso periodo dell'anno passato e si è raggiunto il livello più basso di ricorso alla cassa integrazione da quando è scoppiata l'emergenza sanitaria legata alla pandemia. I dati reali dimostrano quindi che non si sono verificati i tanto temuti licenziamenti di massa previsti mesi fa. In questo periodo abbiamo assistito a una risalita molto importante dell'occupazione, testimoniata anche da una crescita dei contributi che imprese e lavoratori versano all'Istituto pari all'8% nel semestre tra gennaio e giugno 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Si tratta di una crescita che equivale a più di 400.000 nuovi contratti e una tendenza che ci permette di affermare che alla fine dell'anno in corso le entrate contributive, al netto di nuove chiusure che ovviamente non ci auguriamo, ritorneranno ai livelli precedenti alla pandemia".

Il Presidente dell'INPS ha poi concluso: "Per via del Covid è stata sostanzialmente anticipata la riforma degli ammortizzatori sociali e al giorno  d'oggi la Cassa Integrazione è diventata un istituto universale con una differenziazione sulle aliquote contributive: più alte per chi vi farà maggiore ricorso. Lo scorso anno questa misura è costata 20 miliardi, nel 2021 dovrebbe costare circa 10 miliardi e l'anno successivo costerà anche meno della metà, cioè circa 4 o 5 miliardi di euro. Lo stop a Quota 100? Non credo sia la fine del mondo, penso si debba consentire di anticipare il ritiro dal lavoro, prima dei 67 anni, a coloro che svolgono mansioni gravose, ma quota 41 costa troppo, circa 9 miliardi il primo anno".
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